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Data: 03/05/2012
Testata giornalistica: Corriere della Sera
Monti : «Incitare a non pagare l'Imu? Inaccettabile, duri contro l'evasione»

Il premier: «Non aspettiamoci troppo dalle riforme tipo
quella del lavoro, come dimostra l'esperienza americana»

MILANO - «Non aspettiamoci troppo da riforme strutturali come quella del lavoro, come dimostra l'esperienza americana». Lo ha dichiarato il premier Mario Monti, intervenendo al seminario di Italianieuropei. Un'occasione, per il presidente del consiglio, di parlare di crescita, austerità e di evasione fiscale. La frase sulla riforma Fornero viene però subito puntualizzata. Il riferimento infatti, secondo Palazzo Chigi, non è alla riforma del lavoro italiana, ma in generale alle riforme strutturali americane. Lo spunto lo aveva offerto proprio il premio Nobel Joseph Stiglitz, ospite, insieme a Monti, del seminario di Italianieuropei. «Dopo la riforma del lavoro negli Stati Uniti - ha spiegato il Premio Nobel - la condizione del lavoro giovanile è peggiorata. Un mercato del lavoro flessibile non risolve i vostri problemi».

Mario Monti, Massimo D'alema e Joseph Stiglitz (Benvegnù-Guaitoli)Mario Monti, Massimo D'alema e Joseph Stiglitz (Benvegnù-Guaitoli)
LA CRESCITA - Nessuno deve aspettarsi miracoli, ha fatto capire Monti. «Non aspettiamoci troppo da riforme strutturali come quella del lavoro» ha dichiarato riferendosi all'esempio del premio Nobel e su cui, secondo Palazzo Chigi, è nato il fraintendimento. :«Ma la situazione negli Stati Uniti è molto diversa da quella europea e italiana, dove le riforme sono ben più necessarie» ha precisato Palazzo Chigi.

L'EUROPA - I due professori, nel corso del seminario, hanno parlato anche di crescita. L'austerità? «Da sola non funzionerà - ha detto Stiglitz - nella storia nessuna grande economia europea si è mai ripresa rapidamente solo con l'austerità - ha spiegato -. Deve essere chiaro che la situazione peggiorerà». «È molto importante convincerci che l'insufficiente crescita è esistita: cosa che è stata negata fino a poco tempo fa - la risposta di Monti -. Oggi questo mostro della mancata crescita lo vediamo a nostre spese». Il professore si è poi soffermato anche sull'Europa e le sue carenze: «L'Europa non sta facendo certo molto bene, il problema è che accanto all'obiettivo della crescita, l'Europa ha l'obiettivo di costruire se stessa» ha detto il premier. Quanto all'Italia, l'obiettivo del pareggio di bilancio sarà rispettato «perchè abbiamo preso tutte le misure necessarie».

(Benvegnù - Guaitoli - Cimaglia)(Benvegnù - Guaitoli - Cimaglia)
EVASIONE - Su un tema come quello dell'evasione fiscale, il presidente del consiglio è stato molto chiaro: «Saremo più pesanti contro l'evasione - specifica Monti - e chi incita a evasione meriterebbe un trattamento molto più rigoroso nel contesto sociale». Il riferimento, implicito, è alla crociata anti-Imu della Lega: «Questo è un Paese che non ama molto le tasse - ha premesso Monti - ma ci sono dichiarazioni che, come esponente del governo, ho il dovere di dichiarare inaccettabili come quella di non pagare l'Imu».

I DEBITI - Sul problema dei debiti della Pubblica amministrazione verso le imprese, Monti annuncia una soluzione europea: «Bisognerebbe, e in questa direzione stiamo lavorando - ha spiegato - trovare una soluzione concordata sul piano europeo che permetta di fare un'operazione trasparenza dei debiti verso le imprese: emersione, pagamento, correzione delle statistiche». Impossibile invece una compensazione crediti-tasse.

ALFANO - Il professore ha anche voluto precisare che le sue dichiarazioni contro chi incitava alla disobbedienza fiscale non avevano come bersaglio Angelino Alfano, «leale sostenitore del governo». «Mi dispiace - ha aggiunto - che sia nato un certo turbamento». Poi il riferimento a Forza Italia, su cui Monti confessa di aver nutrito molte attese: «Nel '94 con molta attesa, anche da parte mia, si è affermato un nuovo movimento politico, ma poi - ha aggiunto - si è visto che il nuovo movimento era portatore di molte istanze e fremiti ma non di una ordinata cultura da schiacciasassi di liberalizzazioni e di rimozione dei vincoli corporativi». Il risultato è «il paradosso che molte liberalizzazioni le ha fatte la sinistra».

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