Continuano le consultazioni per la ripresa del trasporto pubblico a Caserta. Oggi a Napoli il nuovo gestore, il gruppo Cpl, con i rappresentanti territoriali, incontrerà la Direzione di UnicoCampania per una possibile decisione sull'integrazione delle tariffe. Ieri, invece, segnali di novità, ma anche di forti preoccupazioni, sono stati registrati nel corso di una riunione a Caserta, alla presenza di tutte le parti interessate al rilancio del settore. Nella sede della Provincia alla Saint Gobain, si sono ritrovati per una verifica complessiva l'amministratore delegato Carlo Esposito, il dirigente della Provincia Raffaele Picaro, il delegato dell'assessorato regionale al lavoro Maurizio Papagno, e le organizzazioni sindacali di categoria (unico assente il Comune capoluogo). Il vertice è stato centrato essenzialmente sui problemi occupazionali in considerazione del fatto che non sarebbero ancora in possesso della nuova società le lettere di licenziamento dei 448 addetti ex Acms ufficializzate dalla curatela fallimentare. A questo proposito il gruppo Esposito ha fornito ampie assicurazioni perché in tempi rapidi si possa non solo chiudere il problema con la sottoscrizione di tutti gli elenchi ma perché si possa arrivare anche alla riassunzione dei lavoratori nell'ambito delle risorse disponibili. A questo proposito la società affidataria ha ricordato che per la nuova gestione non potrà utilizzare più di 340 persone, per un costo complessivo di un milione e 400mila euro mensili fino alla fine dell'anno. Il vero interrogativo resta la posizione del personale eccedente, 108 unità, che avrebbe dovuto essere destinatario di specifici contratti di solidarietà attraverso un meccanismo di rotazione, secondo percorsi di rigualificazione da attività indirette ad attività diretta. L'imprevisto emerso è che il gruppo Clp non è ancora nella piena titolarità sotto il profilo dell'anzianità aziendale (debbono trascorre almeno tre mesi), e per questa ragione non si ritroverebbe nelle condizioni di poter accedere a questo tipo di ammortizzatori sociali. Durissima la replica della Cgil. «Qui non si deve rifare alcuna trattativa - ha detto il segretario provinciale Natale Colombo - perché le trattative sono state definite già ai primi di aprile alla Regione dove ci sono tutti gli atti e le condizioni di garanzia, atti e condizioni per i quali è stato aggiudicato l'affidamento del servizio. Se non ci sono quei vincoli, allora vuol dire che si rimette tutto in discussione». La stessa amministrazione ha richiamato l'inderogabilità degli impegni già assicurati a Napoli. Sorpresa e preoccupazione hanno manifestato pure gli altri rappresentanti dei lavoratori. «I contratti di solidarietà avrebbero dovuto essere una risposta strategica all'emergenza occupazionale - ha dichiarato Rosario Cipollaro della Cisl - adesso si impone una soluzione da trovare per la copertura di questi tre mesi». In altre parole sarà complicato coniugare in breve tempo due esigenze di fondo, quella della messa in sicurezza dei dipendenti e quella della ripresa dell'attività. «Ma è la soluzione generale che certamente non è semplice - tiene a ribadire Giorgio Donato segretario di categoria dell'Ugl - soprattutto se si tiene conto delle fasce piu deboli che a questo punto non sono soltanto i dipendenti ma gli stessi cittadini utenti». Anche la Uil lamenta ritardi. «In queste ore l'azienda dovrebbe portare tutta la documentazione necessaria - ha rilevato Enzo Sperlongano - vedremo nell'occasione se tutto andrà secondo le norme sia nell'interesse dei diritti dei lavoratori ma anche per la ripresa del servizio. Sotto questo aspetto sono inconcepibili ulteriori rinvii». Insomma un nuovo, imprevisto rebus si viene a frapporre nel processo di riorganizzazione dell'attività. Un rebus che dovrebbe essere sciolto nel pomeriggio di domani con un solo argomento all'ordine del giorno: «Esame delle procedure previste dal costituito Fondo regionale del Tpl per quanto attiene la riqualificazione del personale, esodo incentivante ed eventuali ulteriori strumentazioni contrattuali».