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Pescara, 11/04/2026
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Data: 04/05/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Chi guadagna e chi perde con la nuova tassa. Per la famiglia tributo 2012 più leggero dell’Ici fino ad una rendita di circa 700 euro

ROMA Un tributo indubbiamente più pesante per le case con rendita catastale media o alta, ma equivalente o anche minore per quelle di fascia bassa, che però non necessariamente, in attesa della riforma del catasto, sono quelle di minor pregio. Il confronto tra l’Ici applicata fino al 2007 sull’abitazione principale e l’Imu che si pagherà da quest’anno evidenzia questa costante, con un piccolo ulteriore vantaggio per le famiglie grazie alla detrazione aggiuntiva di 50 euro a figlio. La simulazione contenuta nelle tabelle del Dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia prevede l’applicazione della stessa aliquota, il 4 per mille (che per quanto riguarda l’Imu i sindaci potranno modificare) mentre la differenza rispetto al 2007 è data dagli altri due parametri fissati dalla legge: in senso negativo per il contribuente il moltiplicatore della rendita (passa da 100 a 160) in senso favorevole la detrazione per abitazione principale che sale da 103 euro a 200, incrementabili di 50 per ciascun figlio convivente di età non superiore a ventisei anni.
Vediamo quindi i risultati. Nel caso di abitazione in cui non siano presenti figli, il peso dell’Imu inizia a superare quello dell’Ici a partire da un valore della rendita di 400 euro. A 1.000 euro di rendita l’aggravio rispetto al 2007 è di 155, a 2.000 euro (dunque una rendita piuttosto alta) di 407. Nel caso invece di una famiglia-tipo con due figli, la detrazione azzera l’Imu fino a quasi 500 euro, con un vantaggio rispetto alla situazione precedente che si mantiene, pur se ridotto, fin oltre i 700. Con una rendita di 1.000 il maggior prelievo è di 55, che diventano 307 se la rendita è di 2.000.

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