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Pescara, 11/04/2026
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Data: 04/05/2012
Testata giornalistica: Rassegna.it
10 maggio - Cgil in piazza per i precari

Cortei in luoghi simbolo di tutta Italia. "Troppe bugie sulla riforma del lavoro". Le richieste: un piano d'investimenti contro la disoccupazione e ammortizzatori sociali universali. "Tutti hanno diritto a un equo compenso. Stop agli stage truffa"

Una giornata nazionale contro la precarietà con sit-in, cortei e 'azioni' in luoghi simbolo di tutta Italia. La organizza la Cgil per giovedì 10 maggio. Protagonisti saranno i giovani e i precari, traditi dalle promesse del governo sulla riforma del lavoro. Una legge sbandierata come passo decisivo per le nuove generazioni e che invece, alla fine, rischia di penalizzarle ancora di più.

“Basta con le promesse e le bugie” afferma il sindacato di Corso d'Italia. La critica all'esecutivo è proprio di avere strumentalizzato i giovani per ridurre ancora di più i diritti di tutti in vari modi, a partire dalla riforma delle pensioni dello scorso dicembre. Il resto, poi, l'ha fatto il disegno di legge sul lavoro attualmente in discussione al Senato, "che riduce gli ammortizzatori sociali, non cancella neanche una delle 46 tipologie contrattuali, non migliora l'accesso al lavoro", compreso il tentativo di facilitare i licenziamenti mettendo mano all'articolo 18.

Cancellare i contratti truffa, istituire un'indennità di disoccupazione per tutti i precari, l'equo compenso, ma anche un piano d'investimenti per combattere la disoccupazione: ecco le principali richieste della Cgil al governo e al Parlamento. Nel manifesto che lancia il 10 maggio si chiede di cancellare le forme di lavoro che nascondono vere e proprie truffe, in primo luogo l'associazione in partecipazione e il lavoro a chiamata. "Dev'essere introdotta - è scritto - una regolamentazione efficace per impedire l'abuso del lavoro autonomo anche attraverso un tetto di reddito al di sotto del quale non si possono attivare contratti a progetto e prestazioni a partita Iva". Quanto ai voucher, "bisogna definire il loro valore orario e circoscriverne l'utilizzo, innanzitutto eliminando la norma che li prevede per l'intera attività stagionale agricola”.

Secondo la Cgil, poi, "tutti devono avere diritto a un equo compenso che non può essere inferiore a quanto previsto nei contratti nazionali di lavoro per i dipendenti di pari professionalità. Se non si stabilisce un compenso minimo, l'aumento dei contributi previdenziali rischia di essere pagato tutto dai collaboratori a progetto e dalle partite Iva". L'altro capitolo della mobilitazione riguarda gli ammortizzatori sociali. "Tutti gli iscritti alla gestione separata dell'Insp, sia i collaboratori a progetto sia le partite Iva, devono avere diritto all'indennità di disoccupazione (Aspi e mini-Aspi) qualora perdano la porzione prevalente del loro reddito". Sull'articolo 18 viene ribadito il concetto: “È una norma di civiltà. Il diritto al reintegro in caso di licenziamento illegittimo deve essere difeso e migliorato, per impedire licenziamenti facili o licenziamenti discriminatori mascherati”.

Altra proposta, rendere le indennità di maternità e di malattia più accessibili e consistenti, allargando i requisiti per l’accesso e uniformando il trattamento ai lavoratori dipendenti. E poi, basta con gli stage truffa. "Gli stage sono uno strumento di orientamento al lavoro e non di lavoro mascherato: servono regole chiara affinché siano attivabili solo durante i percorsi di studio". E stop alla precarietà anche nel pubblico impiego. "I servizi pubblici sono tenuti in piedi da lavoratori in buona parte precari e da lungo tempo. La qualità dipende anche dalla stabilità e dalla qualità del lavoro, per questo chiediamo nuove assunzioni nelle pubbliche amministrazioni e nei settori della conoscenza".

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