I LAVORATORI degli appalti delle ferrovie dichiarano lo stato di agitazione: i pagamenti dei loro stipendi sono in ritardo di oltre un mese e la cooperativa che li ha assunti è in liquidazione, mettendo a rischio le spettanze arretrate: «Lamentiamo la scarsa attenzione dedicata a questa situazione manifestata alle istituzioni - attaccano i vertici regionali di Cgil, Cisl e Uil -, in particolar modo dalla Regione Marche, che è pur sempre titolare del contratto di servizio con TrenitaliaTrasporto Regionale. Altrettanto denunciano l'inerzia delle strutture FS (Trenitalia e Rfi) che nonostante le numerose note sindacali, non hanno inciso minimamente nel portare tale situazione a condizione di normalità». Prevedibile che entro poche settimane venga organizzata una manifestazione di protesta e proclamato uno sciopero. Non stanno meglio i lavoratori della Fincantieri di Ancona, anch'essi pronti a scendere di nuovo in strada per protestare a causa dell'andamento del piano industriale. Le commesse promesse all'atto della stipula dell'accordo del gennaio scorso per ora non sono state mantenute. Tra un mese il taglio delle lamiere della nave minicruise per la Compagnie du Ponant sarà concluso, per cui in 150 saranno costretti a tornare in regime di cassa integrazione. E se non arriva subito l'annuncio di una seconda nave, entro la fine dell'estate i lavoratori in cassa saranno più di 300: «Se non dovessero arrivare segnali concreti entro le prossime settimane - denuncia Pierpaolo Pullini, rsu Fiom - torneremo a protestare nel nome della Collera. Della Silver Sea si sono perse le tracce, mentre le due nuove navi della Viking non sono ancora state allocate».