Iscriviti OnLine
 

Pescara, 11/04/2026
Visitatore n. 753.021



Data: 06/05/2012
Testata giornalistica: Il Centro
All’Aquila un test regionale e nazionale. Otto candidati a sindaco e 22 liste nelle prime elezioni comunali dopo il terremoto

Alla prova delle urne c’è soprattutto il giudizio sulla gestione della Ricostruzione

L’AQUILA. «Negli altri casi si cambia un’amministrazione e via. Questo è un caso in cui può cambiare tutto», ha detto Pier Luigi Bersani. «Le elezioni dell’Aquila rappresentano un test che riguarda gli aquilani», gli ha fatto eco Angelino Alfano. Bastava essere all’Aquila, mercoledì scorso, per capire che quello di oggi e domani non è solo un voto per eleggere sindaco e consiglieri comunali del capoluogo di una regione.
I segretari dei due principali partiti italiani, il Pd e il Pdl, con la loro contemporanea visita in città, hanno ratificato l’importanza nazionale del test elettorale aquilano. Otto aspiranti sindaci, 22 liste, 700 candidati, e 61.401 aventi diritto al voto (31.526 donne e 29.875 uomini): sono questi i numeri di una città che torna a specchiarsi nelle urne a tre anni dal terremoto che, il 6 aprile del 2009, ha cambiato il destino suo e quello dell’Abruzzo.
I nomi degli sfidanti. Massimo Cialente, il sindaco uscente, è sostenuto da uno schieramento composto da Pd, Sel, Federazione della sinistra (Prc e Pdci), Api (Alleanza per l’Italia), la lista civica Cattolici democratici per L’Aquila e i Socialisti riformisti. Pierluigi Properzi è il candidato del Pdl. A sostenerlo c’è, oltre al suo partito, la lista civica Domani L’Aquila. Giorgio De Matteis è, invece, il candidato di un’alleanza di cui fanno parte Udc, Verdi, tre liste civiche (I castelli con L’Aquila, Prospettiva 2022 e Tutti per L’Aquila), Udeur e l’Mpa (Movimento per le autonomie), il partito nelle cui liste è stato eletto consigliere regionale nel 2008. Angelo Mancini è il candidato dell’Italia dei valori e della lista civica L’Aquila oggi. Rosetta Enza Blundo è sostenuta dai grillini del Movimento 5 stelle. Enrico Verini è il candidato del Fli (Futuro e libertà). Altre due liste civiche sostengono la candidatura a sindaco di Ettore Di Cesare: Cambia musica e In Comune. Vincenzo Vittorini è il candidato sindaco della lista l’Aquila che vogliamo.
Il match elettorale a distanza in città fra Bersani e Alfano, il 2 maggio scorso, testimonia, se ve ne fosse bisogno, la valenza nazionale del voto di oggi e domani. A quel doppio blitz è seguita poi la passeggiata in centro, venerdì scorso, di Antonio Di Pietro, giunto in città per un appello in extremis agli elettori del centrosinistra affinché, ha detto il segretario dell’Idv, «non sprechino il voto con chi ha tradito i nostri ideali».
La frammentarietà degli schieramenti con cui la politica aquilana si presenta alle urne è indicativa dell’importanza, anche a livello regionale, che i partiti annettono a questa prova elettorale. E’ significativa a questo proposito la marcia indietro compiuta dal presidente della Regione, Gianni Chiodi, che, dopo un primo, informale appoggio alla candidatura di De Matteis, si è allineato alle direttive del suo partito, il Pdl, nel sostegno a Properzi.
Una linea che Alfano stesso ha poi ratificato, durante la sua visita in città, con un perentorio: «Chi non appoggia il nostro candidato è fuori dal Pdl».
Il bilancio di quanto è stato fatto e non fatto nella ricostruzione della città, a tre anni dal sisma, è forse il banco di prova principale di questo voto. Un test che non riguarda naturalmente solo i primi mesi dell’emergenza affrontata dal governo Berlusconi ma anche e soprattutto i restanti due anni di gestione commissariale da parte del governatore Chiodi. Non è azzardato dire, quindi, che, pur nella specificità aquilana del voto, oggi e domani è in gioco anche un giudizio sui tre anni e mezzo di governo della giunta di centrodestra di Chiodi.
Il voto dell’Aquila come test delle elezioni regionali del 2013 è, insomma, tutt’altro che un’ipotesi politologica. E’ un dato di fatto che emerge dalle stesse riflessioni che i ledar politici abruzzesi hanno affidato, nei giorni scorsi, al Centro.
Secondo il segretario regionale del Pd Silvio Paolucci, L’Aquila «è una posta enorme in gioco».
«E poiché parliamo di elezioni amministrative, in gioco è il futuro della città», ha aggiunto l’esponente del centrosinistra. «Ma il quadro complessivo che si avrà all’indomani del voto potrà determinare la situazione e il quadro rispetto alle prossime regionali, sia per quanto riguarda le alleanze che per quanto riguarda la percezione più complessiva della capacità del centrosinitra si essere pronto al governo».
«Se vinceremo», ha detto ancora Paolucci, «la percezione sarà chiara, perché vorrà dire che il tempo della destra è finito, e d’altra parte la destra aveva pieni poteri in questa regione ma li ha sottoutilizzati e ha fallito».
A sinistra insiste sul significato, anche in prospettiva del voto nel capoluogo, Gianni Melilla, segretario regionale di Sel. «Questa è un’elezione amministrativa molto più importante che in altre regioni, perché si vota nel capoluogo di regione e in città importanti di ogni dimensione», ha detto il leader abruzzese del partito di Vendola. «Le alleanze che abbiamo registrato sono chiare: la foto di Vasto con qualche variante è stata riproposta in quasi tutti i comuni. Certo, l’Idv non sta con noi all’Aquila e a San Salvo, ma il dato complessivo mi sembra omogeneo».
La voglia del centrosinistra di fare del voto aquilano un test di natura regionale, è contrastata in qualche misura, dal coordinatore abruzzese del Pdl, Filippo Piccone. «Non lo vedo come un test decisivo», ha detto il senatore del Pdl. «L’Aquila potrebbe alla fine diventare un test, ma solo se sommiamo tutti i voti del centrodestra».
«Magari misureremo soprattutto il grado dell’antipolitica e del dissenso», ha aggiunto Piccone, «ma le troppe frammentazioni presenti nei diversi schieramenti e in diverse località non ci permetterà di rilevare una tendenza in seno all’elettorato. Non dimentichiamo che queste sono amministrative e a volte i singoli candidati sono più trainanti rispetto all’opinione stessa sui partiti».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it