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Pescara, 11/04/2026
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Data: 06/05/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Imu prima casa, decideranno i sindaci. Il governo sta pensando a una modifica per il 2013. Scintille nella maggioranza

ROMA. L’Imu sulla prima casa, nodo principale dello scontro tra partiti e governo (e nella stessa eterogenea maggioranza), dal prossimo anno potrebbe essere applicata solo a discrezione dei Comuni. Il governo ci sta pensando, le parole del sottosegretario all’Economia Vieri Ceriani di venerdì lo avevano fatto intuire. Ieri è arrivata la conferma da parte del viceministro del Lavoro, Michel Martone: «Il governo sta ragionando sulle modalità per trovare un punto di equilibrio insieme ai partiti». Martone ha negato che si tratti di una marcia indietro, anche se l’esecutivo in questi giorni, complice la vigilia elettorale, si trova a dover fronteggiare un’offensiva che, con toni e proposte diverse, arriva da tutti i partiti. Con un Pdl particolarmente scatenato anche nella speranza evidente di recuperare i consensi largamente perduti.
La possibilità che siano i Comuni a decidere dal 2013 se applicare l’Imu sulla prima casa trova d’accordo i sindaci.
L’Anci presenterà comunque una propria proposta alla manifestazione nazionale del 24 maggio a Venezia, ma intanto i commenti sono abbastanza favorevoli. «Una cosa è certa - dice Guido Castelli, sindaco di Ascoli Piceno e delegato Anci per la finanza locale - l’Imu come è adesso va assolutamente rivista, resistituendole il carattere di un’imposta esclusivamente municipale». La modifica è ovviamente legata alla necessità comunque di mantenere invariati i saldi per le casse del governo. Il gettito previsto dall’Imu sulla prima casa per il 2012 è di 3,4 miliardi, ed è prevedibile che molti sindaci decidano di non applicarla, facendo calare la cifra. Per far quadrare i conti lo Stato potrebbe girare l’intero importo dell’Imu ai Comuni, ma allo stesso tempo tagliare i trasferimenti per lo stesso importo».
Una novità che non ha affatto placato i partiti travolti dalla bagarre delle urne. Mentre la Cgil con Susanna Camusso si è detta contraria all’idea del governo: «Dire che i Comuni decideranno di togliere o meno l’Imu sulla prima casa temo significhi che allora il governo cercherà altre forme di entrata. Mentre il tema è cambiare la progressività, e non moltiplicare le tasse».
Il Pdl, che con Pd e Terzo Polo sostiene il governo, ha assunto toni minacciosi con Cicchitto: «Dopo le elezioni amministrative bisognerà riflettere su tutto in modo serio». Polemico anche Lupi, ma più nei confronti dell’«alleato» Casini.
Il leader Udc, ospite al congresso delle Acli, aveva avvertito, commentando il caos sull’Imu: «Con le promesse demagogiche si finisce come la Grecia, la demagogia fiscale è un tumore italiano». A stretto giro di posta gli ha risposto il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi (Pdl): «Il presidente Casini ha uno strano modo di concepire il sostegno leale al governo. Per lui - ha accusato - significa ratificare tutto quello che viene proposto senza battere ciglio».
Scintille anche tra Pd e Pdl. Anna Finocchiaro, presidente del Partito democratico al Senato, ha ricordato al Pdl di portare addosso «la responsabilità di aver provocato il disastro che sta opprimendo l’Italia».

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