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Data: 06/05/2012
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Bimbo dimenticato sullo scuolabus Sotto accusa anche gli autisti

Chiesto il rinvio a giudizio per favoreggiamento
Per la Procura avrebbero cercato di nascondere le modalità dei fatti

MONTORIO Secondo la Procura avrebbero cercato di nascondere come si erano svolti i fatti accordandosi su una versione di comodo. E per questo i due autisti indagati insieme ad un assistente nell’ambito dell’inchiesta sul bimbo di Montorio dimenticato per ore su uno scuolabus, rischiano adesso di finire a processo. Dopo aver chiuso le indagini il pm Bruno Auriemma, titolare del fascicolo, ha infatti chiesto per i due uomini il rinvio a giudizio con l’accusa di favoreggiamento, con la vicenda destinata a finire a breve davanti al gup. La vicenda per la quale i due uomini rischiano di finire alla sbarra risale al mese di novembre quando al momento di lasciare i bambini a scuola l’assistente in servizio sullo scuolabus non si accorse che uno dei giovanissimi studenti era rimasto sul mezzo. Tanto che il bimbo, di appena quattro anni, rimase chiuso da solo dentro lo scuolabus per diverse ore. Una disattenzione che è costata all’assistente l’iscrizione nel registro degli indagati con l’accusa di lesioni colpose, con la vicenda finita davanti al giudice di pace. Inizialmente, infatti, la donna tramite il suo avvocato aveva chiesto di patteggiare, ma il gip Marina Tommolini aveva rigettato la richiesta per motivi procedurali. Insieme all’assistente, comunque, erano stati indagati anche due autisti della cooperativa che gestisce il servizio di trasporto: l’autista in servizio quella mattina sul mezzo e l’autista in servizio al momento di anadre a riprendere i bambini a scuola e che si era accorto dell’accaduto, oer i quali nei giorni scorsi la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per favoreggiamento. Secondo l’accusa, infatti, i due si sarebbero messi d’accordo per coprire l’accaduto, raccontando alle maestre del bimbo che quest’ultimo era stato lasciato per errore in un altra scuola gestita dalle suore. Una versione immediatamente smentita dalle stesse suore, chiamate al telefono dalle maestre del piccolo. Da qui l’iscrizione nel registro degli indagati dei due autisti e adesso la richiesta, per entrambi, del rinvio a giudizio.

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