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Pescara, 11/04/2026
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Data: 07/05/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Elezioni amministrative - Italia al voto, l’affluenza è in forte calo. Alle 22 di ieri aveva votato il 49,66%, il 6,20 in meno rispetto alle comunali precedenti

ROMA. Cala l’affluenza alle urne. Come previsto da tutti i sondaggi, l’antipolitica, gli scandali delle tangenti e i continui litigi tra i partiti che sostengono il governo, hanno spinto molti cittadini a disertare le cabine elettorali. Nella prima giornata del voto amministrativo (si potrà votare anche oggi fino alle 15) il crollo non c’è stato ma ci si è andati molto vicino. Alle 22 di ieri, aveva votato il 49,66%. Che vuol dire un calo del 6,20% rispetto al 55,86% della precedente tornata amministrativa. Uno scostamento marcato, che conferma la grande distanza che c’è tra i cittadini e le forze politiche.
Una situazione che preoccupa l’intero mondo politico. E Pier Luigi Bersani, che ieri mattina ha votato a Piacenza, lancia l’allarme: «C’è rabbia in giro, la si può capire, c’è disagio. E questo lascerà un segno su questo appuntamento elettorale». Un clima intercettato con preoccupazione anche dal ministro Andrea Riccardi («Quello dell’antipolitica è un vento molto forte. C’è un problema...») e, soprattutto, dal mondo cattolico. La preoccupazione è talmente forte che questa volta a scendere in campo con decisione sono due pezzi da novanta del Vaticano.
Il primo a farsi sentire è il cardinal Angelo Bagnasco. «Ad allontanare sempre più i giovani dalle istituzioni è la cosiddetta antipolitica, aspetto questo negativo e diseducativo. Ci vuole quindi una netta inversione di tendenza» è il monito del presidente della Cei. Poi, nel pomeriggio, a parlare è il cardinale Agostino Vallini che è il vicario del Papa. E nel mirino della Chiesa, che apprezza lo sforzo del governo nel risanamento dei conti pubblici ma chiede che vengano protette le categorie più deboli, entrano i privilegi della Casta: «Il governo, insieme ai partiti, deve fare ogni sforzo per abbattere le spese non necessarie e i privilegi che ancora persistono». L’altissimo prelato, insomma, chiede al mondo politico un cambio di passo.
Monti arriverà fino alla fine della legislatura? L’ex ministro, Franco Frattini non ne può più degli annunci di guerra che partono dal Pdl e sbotta: «E’ ora di far cessare gli squilli di tromba sulle elezioni a ottobre. Il sostegno a Monti non è in discussione». Dopo che si conosceranno i risultati delle amministrative, è molto probabile che che Bersani, Casini e Alfano, si riuniscano per provare a siglare un patto di non belligeranza e di sostegno al premier. Tutto dipenderà da quanti voti prenderà il Pdl, che è il partito che più sta pagando in termini di consensi l’appoggio al Professore della Bocconi.
E Beppe Grillo? A dare una mano al comico genovese che ha fatto dell’antipolitica il suo cavallo da battaglia e che non perde occasione per attaccare sempre tutto e tutti, ci pensa Mina. In una lunga lettera pubblicata sul blog di Grillo, la Tigre di Cremona si lancia in una lunga e articolata presa in giro dei politici che tentano «l’imenoplastica» per rifarsi una «verginità» e assicura che il comico genovese è pronto a sferrare il «colpo finale»: «Incontrollabile, sottovalutato, diverso, adesso è minaccioso veramente.

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