L’AQUILA. La metà degli aquilani è andata a votare. Sono stati 5 su 10 gli elettori del capoluogo nella prima giornata elettorale. Il dato ufficiale delle 22 parla del 51%, pari a 31.300 elettori. Si tratta del 3,6% in meno rispetto alle precedenti amministrative (2007), quando il dato fu del 54,6%. Si vota ancora oggi dalle 7 alle 15.
Numeri destinati a crescere oggi. Il calo di affluenza del 3,6% è comunque contenuto rispetto a quello registrato in altri centri. A Rieti, ad esempio, ha votato il 51,4% contro il 58,8% del 2007. All’Aquila il voto è ancora sentito, per i motivi legati al terremoto e alla ricostruzione. Ma come si sono comportati gli 8 candidati sindaci ai seggi? Cialente batte con la mano sinistra due volte sull’urna. Properzi quasi non riesce a infilare nella scatola elettorale la scheda, talmente grande da non entrare nella fessura. Blundo arriva con l’anziano padre nel seggio dell’Accademia di Belle Arti. De Matteis è il più sportivo di tutti: spolverino su jeans chiari, è conosciuto ma non dimentica di mostrare il documento. Di Cesare stringe sportivamente la mano a Properzi. Vittorini accarezza l’urna e va via in silenzio. Verini bacia la scheda prima di mandarla giù con le altre. Mancini arriva alle 9 tirando giù dal letto i giornalisti, perché lo aspetta «il timballo» a Vigliano. Comincia con scherzi e battute la prima giornata elettorale, prima di quella più tesa e importante.
CIALENTE. Il candidato del centrosinistra Massimo Cialente ha messo la sua crocetta «sul nome giusto» alle 11,30 nel seggio della scuola «De Amicis», dove ha trovato «un’atmosfera cordiale»: con lui anche i figli Fabrizio e Alessandro. Poi, come promesso, la spesa con la moglie Donatella.
MANCINI. Il più mattutino di tutti è stato Angelo Mancini, candidato sindaco dell’Idv. Alle 9 era già uscito dal suo seggio al Torrione. «Mi pare proprio che sia andata a votare tanta gente», ha spiegato mentre osservava i due seggi del Torrione. «Ho visto una continua affluenza di elettori».
BLUNDO. Il pomeriggio della prima giornata di voto la candidata dei «Grillini» Enza Blundo l’ha trascorso con il figlio più piccolo, passeggiando in centro storico. Anche Blundo ha avuto la sensazione che «la gente abbia voglia, questa volta, di partecipare al voto».
DE MATTEIS. Il candidato di «L’Aquila città aperta», Giorgio De Matteis, è stato l’unico a sentirsi «poco convinto che ci sia stata un’inversione di tendenza». «Ma L’Aquila è una città particolare, dopo il sisma tanta gente ha spostato i suoi interessi fuori e può darsi che torni per votare», ha spiegato, mentre passeggiava «in totale relax» con il figlio Lorenzo, che ha votato per la prima volta.
PROPERZI. «Abbiamo già vinto perché siamo andati in tanti a votare», ha detto il candidato sindaco del Pdl Pierluigi Properzi. «Al seggio Musp 16, alle 10,10, c’erano tante persone in fila». «Questa campagna elettorale ha fatto ragionare le persone», ha spiegato il professore, tornato per la prima volta a votare dopo tanti anni. Il pomeriggio è trascorso, poi, in famiglia.
VITTORINI. «Una giornata molto bella». Così il candidato di «L’Aquila che vogliamo» ha commentato «il movimento di elettori attorno ai seggi, segno che, comunque vada, sarà un’esperienza positiva». Il resto della giornata Vittorini l’ha passato con suo figlio Federico. In serata con i candidati, al comitato elettorale, con «dolci e pizze in quantità industriali».
DI CESARE. Il candidato sindaco della lista civica «Appello per L’Aquila» Ettore Di Cesare ha stretto sportivamente la mano a quello del Pdl Properzi. I due si sono incontrati al seggio 16, nella scuola provvisoria lungo la Statale 80, dove hanno votato uno dietro l’altro. Poi di corsa a pranzo con la famiglia.
VERINI. Toccata e fuga in città per Verini che entra stringendo la mano ai carabinieri, vota al volo e poi corre a Roma dalla figlia e dalla moglie che lo aspettano per pranzo. Oggi, per tutti, la verità.