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Pescara, 11/04/2026
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Data: 07/05/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Monti chiama Hollande: crescita rispettando i vincoli. Bersani: opportunità da cogliere. Casini: svolta salutare per la Ue

ROMA - Il risultato delle elezioni presidenziali francesi con la vittoria del socialista Francois Hollande apre nuovi scenari sulla politica europea. La necessità di favorire interventi per la crescita viene enfatizzata, e di questa linea si fa promotore il premier italiano Mario Monti. E anche il Quirinale si muove. Giorgio Napolitano ha infatti telefonato al neo presidente francese per congratularsi «e auspicare rapporti di attiva collaborazione tra Italia e Francia nel contesto europeo». Palazzo Chigi, in una lunga nota, puntualizza il senso del cambiamento. «Pur dovendo rispettare i vincoli ereditati» e le richieste contenute nella lettera della Bce, «l’attuale governo italiano - scrive il presidente del Consiglio - ha assunto un ruolo di sollecitazione alla crescita» che «saranno oggetto di discussione e di decisione al Consiglio europeo di giugno». «I risultati delle elezioni in Francia e in Grecia - sottolinea ancora Monti - impongono una riflessione sulla politica europea. La disciplina del bilancio pubblico rimarrà un elemento essenziale dell’Unione economica e monetaria. È importante per i singoli Paesi, anche a prescindere dai vincoli comunitari, attenersi ad una finanza pubblica responsabile sull’arco del ciclo economico, che nell’ambito della spesa pubblica privilegi quella per investimenti produttivi rispetto alla spesa corrente, e che non scarichi oneri sulle generazioni future, come per lunghi periodi era accaduto in Francia, in Italia, in Grecia e in altri Paesi», sottolinea il capo dell’esecutivo nella nota.
E ancora: «Una finanza pubblica responsabile è condizione necessaria, ma non certo sufficiente per l’obiettivo chiave: una crescita sostenibile, creatrice di occupazione e orientata all’equità sociale. Per questo, è fondamentale che l’Europa adotti con urgenza concrete politiche per la crescita. L’Italia deve avere, in questo, un particolare ruolo di orientamento e di impulso in Europa. Tale ruolo - prosegue Monti - intrapreso dal governo fin dall’inizio e pur trovandosi allora in una condizione finanziaria di oggettiva debolezza, troverà ora uno spazio maggiore. «Nell’estate scorsa l'Italia - scrive ancora il premier - ritenne di accettare sia la richiesta dell’Unione europea di anticipare dal 2014 al 2013 il pareggio di bilancio, sia una pesante lettera della Banca Centrale europea che dettava numerosi e dettagliati obblighi. Pur dovendo rispettare tali vincoli ereditati, l'attuale governo ha assunto un ruolo di sollecitazione alla crescita, in particolare promuovendo in febbraio la lettera, sottoscritta da altri undici Capi di governo ma non da quelli di Germania e Francia, che ha chiesto alla Commissione e al Consiglio europeo misure per la crescita, che saranno oggetto di discussione e di decisione al Consiglio europeo di giugno».
Dal Pd al Pdl, dal Terzo Polo all’Idv, è pressoché unanime il giudizio sul cambiamento che il nuovo inquilino dell’Eliseo porterà anche al nostro Paese. Compresa la sottolineatura che la vittoria possa segnare la sconfitta del fiscal-compact, imposto dalla cancelliera Angela Merkel, ribadita da un po’ tutti gli schieramenti.
Pier Luigi Bersani, leader Pd, ha subito telefonato a Holland per congratularsi ed esprime l’auspicio che Italia e Francia lavorino insieme. Bersani esorta l’Italia «a cogliere tutte le opportunità» perché «ha tutto da guadagnare da un avanzamento della piattaforma dei progressisti europei». A sua volta Pier Ferdinando Casini, leader Udc, ritiene che la pagina nuova che si apre a Parigi «può essere salutare per l’Europa» anche se nutre «dubbi» che «lo sia per i francesi». Angelino Alfano, segretario Pdl, è telegrafico: «Auguro buon lavoro» al nuovo presidente francese, «a beneficio della Francia e dell’Europa».

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