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Pescara, 17/06/2026
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08/05/2012
Il Centro
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Elezioni amministrative (L'Aquila) - Cialente in vantaggio su De Matteis. Ballottaggio il 20 e 21 maggio. Crollo del Pdl, bene la lista civica di Vittorini. Nuovo consiglio, ecco una prima ipotesi |
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Dieci punti di distacco tra i due principali contendenti della sfida L’AQUILA. Ballottaggio Cialente-De Matteis. Proprio quello che il sindaco uscente non voleva. E proprio quello che, invece, era fin troppo facile aspettarsi, in una città spaccata in mille pezzi. E non soltanto pezzi di case e palazzi. Le 22 liste e i 684 candidati in campo, poi, hanno fatto il resto. Il tutto in una città stretta nella morsa di un referendum al sindaco, sì, ma anche al governo e al commissario della ricostruzione Gianni Chiodi, schieratosi prima dalla parte del vicepresidente del consiglio regionale Giorgio De Matteis e poi riallineatosi alle posizioni del suo partito, il Pdl. Tra due settimane, dunque, aquilani di nuovo al voto per scegliere il sindaco della ricostruzione. Non basta il primo turno a definire una partita tesa e tirata che si appresta a vivere un tempo supplementare in cui tutto si rimescola e alcune delle riserve potrebbero giocare un ruolo di primo piano. Il dato del voto, nel lungo scrutinio partito lentamente, con un sacco di intoppi ai seggi, specialmente per il voto disgiunto, e andato avanti nella notte, ha espresso, comunque, alcuni punti fermi. NIENTE TRIONFO. L’appello di Cialente, diventato un mantra specialmente negli ultimi giorni («Aquilani datemi il voto utile e fatemi vincere al primo turno») non è stato raccolto. Cialente non sfonda, insomma, in quella che il Pd nazionale considerava una roccaforte da mantenere inespugnata. Da subito in vantaggio fin dai primi seggi (compreso quello dell’ospedale, nella singolare sfida tra medici vinta d’un soffio dallo stesso Cialente) il sindaco uscente si è ritrovato in vantaggio con una percentuale superiore al 40 per cento. E il suo principale antagonista, l’esponente del Movimento per le autonomie Giorgio De Matteis alla guida di un raggruppamento piuttosto eterogeneo racchiuso sotto il nome di «L’Aquila città aperta», si è attestato attorno al 30%. Poco sopra e poco sotto, in un’altalena che ha appassionato fino a notte fonda i componenti dello schieramento. Una forbice che, tuttavia, col passare delle ore è andata assottigliandosi. Fino ad arrivare a una decina di punti di distacco tra Cialente e De Matteis. Un divario (40,67% contro 29,24%, a 25 seggi da scrutinare) che solo a notte fonda ha assunto una connotazione definitiva. CROLLO PDL. Così come altrettanto evidente è il crollo del progetto costruito attorno all’asse Pdl-L’Aquila Domani del candidato sindaco Pierluigi Properzi, urbanista di simpatie socialiste che ha stretto forte forte, quasi commosso, il braccio del leader nazionale Angelino Alfano nel comizio finale per dare la corda ai fan di Berlusconi. Un dato, quello che vede Properzi attestarsi attorno all’8 per cento, sicuramente al di sotto delle aspettative. Anche se c’è stato un evidente travaso di voti dell’elettorato del Pdl, coagulatosi attorno ad alcuni dissidenti di spicco (tra i quali Carla Mannetti) a favore del candidato sindaco De Matteis. Tuttavia, il ballottaggio rimette in gioco tutti i distinguo finora puntualizzati. E altri voti dell’elettorato di marca Pdl sono pronti a confluire sull’anti-Cialente. C’è chi giura che questa e altre manovre sono già scattate. IDV FORZA 6. Raddoppia i consensi del suo partito di riferimento rispetto alle precedenti amministrative (1752 voti, pari al 3,8 per cento) l’Italia dei Valori che, insieme a una lista d’ispirazione civica «L’Aquila Oggi», ha sostenuto la candidatura a sindaco del preside Angelo Mancini. Il dirigente scolastico, che ha stracciato la foto di Vasto, anzi, come dicono alcuni, non l’ha nemmeno vista, ha trascinato il risultato dei dipietristi nel capoluogo di regione, impedendo, di fatto, a Cialente di farcela al primo turno. DERBY A VITTORINI. La sfida dei «senza casacca», cioè quegli esponenti delle molteplici liste civiche in campo per le amministrative, è andata senza dubbio al medico Vincenzo Vittorini e alla sua proposta «L’Aquila che vogliamo». Già esponente della Fondazione 6 aprile per la vita, il chirurgo ha ottenuto un risultato personale da ritenersi significativo, specialmente se messo a confronto con le forze in campo e con la parcellizzazione del consenso. Arrivare quasi a pari merito con un partito del calibro del Pdl con una campagna elettorale porta a porta e con gli uomini-sandwich fermi per ore alle principali rotatorie della città può essere qualcosa di cui andare orgogliosi. CAMBIA MUSICA. L’altro esponente dei movimenti civici sorti nel dopo terremoto per vigilare sulla ricostruzione, Ettore Di Cesare, ha ottenuto un risultato di poco inferiore al 6 per cento grazie al sostegno di sue liste «Cambia musica» e «In Comune». Più staccato indietro, invece, l’altro pezzo di terzo polo, il Fli che porta in dote a Enrico Verini poco più del 2 per cento. Sembra poco, ma in fase di ballottaggio anche questi voti avranno il loro peso. IL FLOP DEI GRILLINI. Il vento dell’antipolitica, stando ai numeri, stavolta pare aver soffiato all’indietro travolgendo Grillo e il suo movimento Cinque stelle che non si schioda da percentuali da prefisso telefonico. Un esperimento che, a quanto pare, non è da considerarsi pienamente riuscito, sebbene a sostegno della candidata sindaco Enza Blundo sia sbarcato in Abruzzo il comico leader nazionale del movimento che per la prima volta si è schierato in città in una competizione elettorale. L’unico paragone possibile, allora, è il risultato dello stesso movimento nelle altre città. Numeri lontani lontani da quelli raccolti all’Aquila. PD PRIMO PARTITO. Il partito Democratico si avvia dunque a conquistare il suo primato tra le liste in campo, così come alle Comunali del 27 maggio 2007. Allora, con la sigla Democratici di sinistra, la percentuale raggiunta fu del 12,9 per cento, per un totale di sette seggi. Alle Politiche del 2008, invece, alla Camera, il partito Democratico ottenne oltre 15mila voti, pari al 35,4 per cento. Di poco sotto i quasi 16mila del Pdl. I cui consensi, oggi, vanno ricercati anche, e soprattutto, nelle liste andate a sostegno di De Matteis.
Nuovo consiglio, ecco una prima ipotesi Non si annunciano rivoluzioni ma c’è qualche emergente L’AQUILA. Con il ballottaggio la composizione del consiglio comunale verrà definita solo fra 15 giorni quando si saprà chi fra Massimo Cialente e Giorgio De Matteis sarà il sindaco (saranno due consigli comunali diversi anche se al settanta per cento composti dalle stesse persone). Difficile che ci saranno apparentamenti ufficiali. Già da adesso però è possibile ipotizzare chi entrerà in municipio in base alle preferenze disponibili intorno all’una della notte. Per quanto riguarda i candidati sindaco ci saranno certamente o Cialente o De Matteis. Entrerà anche il candidato di Pdl e Domani L’Aquila Pierluigi Properzi. Appare certa l’elezione di Vincenzo Vittorini. Probabili anche gli ingressi di Angelo Mancini ed Ettore Di Cesare (bisognerà vedere se raggiungeranno il quorum). Per quanto riguarda i candidati buon risultato nel Pdl per Gianfranco Giuliante e per gli emergenti Roberto Santangelo e Guido Quintino Liris. Nel Mpa ottima posizione per Vito Colonna (consigliere uscente) e poi per Emanuele Imprudente e Pino Tiberio. Nella lista Città Unita Eugenio Carlomagno appare fra i più votati insieme a Gianluca Marinelli. In Prospettiva 2022 bene Luigi D’Eramo e Massimiliano Pieri. Nell’Udc Raffaele Daniele e Piero Di Piero. Nell’Udeur Filieri per ora sembra il più votato, nell’Api ottime performance per l’inossidabile Giuseppe Ludovici, per l’assessore uscente Roberto Riga e poi Ermanno Giorgi e Alessandro Properzi. Nei Socialisti Riformisti tanti voti per Pasquale Corriere con a seguire Gianni Padovani e Marco Fanfani. C’è poi la corazzata Pd che in caso di vittoria di Cialente potrebbe avere 5-6 consiglieri. In testa Stefania Pezzopane. Bene anche Antonello Bernardi, Antonella Santilli, Alfredo Moroni, Maurizio Capri, Pietro Di Stefano. Nella lista di Sinistra ecologia e libertà bene Giustino Masciocco mentre fra i cattolici democratici per ora sembrano emergere Vincenzo Colorizio e Salvatore Placidi.
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