L’Aquila/Premiato Vittorini, bocciata l’antipolitica dei grillini. La giunta uscente, senza la defezione dell’Idv, avrebbe ottenuto oltre il 50 per cento
L’AQUILA - L’appuntamento con la vittoria è rinviato. Se «solo» rinviato, lo diranno altri quindici giorni di campagna elettorale, possibili apparentamenti e il voto del 21 maggio. Massimo Cialente, nel giorno del suo onomastico (ieri era San Massimo), ha uno scatto da sprinter di razza, conquista un buon vantaggio, ma non sfonda il muro del 50% e, quindi, è condannato al ballottaggio con Giorgio De Matteis, anche se arriverà al giudizio finale vestendo i panni di favorito. «Il sonno è di destra, il sogno di sinistra... Votate per una lucida insonnia» (Gesualdo Bufalino) e gli aquilani, in qualche modo, l’hanno fatto, votando De Matteis, non facendo esultare Cialente già ieri e bocciando clamorosamente, più clamorosamente di quanto comunque nelle previsioni, Pierluigi Properzi e un Pdl spazzato via con la ramazza, ridotto ai minimi termini dalle polemiche e dalle incertezze sulla scelta del candidato sindaco prima che dal voto.
Le cifre sarebbero imbarazzanti per un partito che governa la regione, se non fosse nota la strada percorsa per arrivare frettolosamente, impreparati e con gravi perdite di persone e di immagine (le primarie del centrodestra saltate) all’appuntamento elettorale. E anche se, alla vigilia, i sondaggi davano in rialzo le quotazioni di Properzi, la campagna elettorale senza squilli di tromba e senza tanti big, a parte il segretario nazionale Angelino Alfano, scesi da queste parti per sostenere un pur combattivo Properzi, non lasciava presagire nulla di buono. Uno schiaffo di tale portata, però, apre le porte a una resa dei conti post elezioni dalle imprevedibili conseguenze sugli assetti futuri del partito. Chi avrebbe voluto, in primis Gianni Chiodi, ma anche Gaetano Quagliariello, fino all’ultimo, De Matteis al posto di Properzi, è facile prevedere che oggi dica: «L’avevo detto...». Ma il Pdl dovrà valutare un dato complessivo: anche insieme a Tutti per L’Aquila, la lista di ex pidiellini che sostengono De Matteis, non arriva a toccare il 10%. Insomma, il partito va ricostruito dalle fondamenta, anzi: dalle ceneri, in un’operazione difficilissima, mentre gli avversari si contenderanno la vittoria. Anche al lordo della fase degli apparentamenti non potrà cambiare l’analisi.
Il richiamo al voto utile, lanciato da Cialente nei momenti più importanti di una campagna elettorale scivolata tranquilla, dunque, è stato raccolto solo in parte. Lo scontro è stato radicalizzato e non ha aiutato gli «altri», Idv, Fli, movimenti civici e grillini, ma non ha premiato il sindaco uscente, come si era augurato, fino al punto di farlo vincere al primo turno «e non perdere tempo nella ricostruzione». E, infatti, il Cialente che risponde al telefono alle 17.45 è soddisfatto, ma non contento. Anzi, nelle sue parole c’è il forte rammarico per l’occasione persa: «Il centrodestra, tutto il centrodestra, arriva appena al 40%, mentre il centrosinistra si è diviso». Ed è un’analisi azzeccata perché con l’Idv di Angelo Mancini e le liste civiche di sinistra di Appello per L’Aquila avrebbe sfiorato il 53% che è, poi, la percentuale che cinque anni fa gli permise di vincere al primo turno, in una situazione in cui, però, i candidati erano cinque e non otto.
Era atteso l’exploit di Vincenzo Vittorini e, anche qui, c’è il rammarico per la mancata unità del mondo civico che avrebbe potuto portare a un successo senza precedenti. Se lo gode soltanto Vittorini, mentre Ettore Di Cesare, all’inizio un po’ sotto le aspettative, recupera nel finale. Enrico Verini di Fli delude. Le speranze sono riposte in un apparentamento che possa riportarlo fuori dal cono d’ombra. L’Aquila boccia Enza Blundo, anzi: boccia l’antipolitica del movimento Cinque stelle, lontano anni luce dalle percentuali conquistate in altre parti d’Italia. Si apre la stagione degli apparentamenti. C’è chi dice che Cialente abbia già dato il massimo e che l’Idv guarda con interesse a De Matteis, che ha dalla sua parte un ampio ventaglio moderato, centrista, destra e verdi, ma il sindaco uscente, in passato, ha dimostrato di saper uscire a testa alta da situazioni difficilissime e al ballottaggio gli elettori non seguono le indicazioni di voto dei candidati sindaco per i quali hanno votato al primo turno. Tanto più che Cialente, a differenza di De Matteis, sembra avere più appeal delle proprie liste. Ultima annotazione: il Pd è di gran lunga il primo partito della città, seguito da Mpa, Udc e Pdl.