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Pescara, 17/06/2026
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Data: 08/05/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Elezioni amministrative (Avezzano) - Ad Avezzano si va al ballottaggio. Di Pangrazio vince il primo round (44,14%), Cipollone si ferma al 34,13%

Buona affermazione delle liste minori che sfiorano il 20%

AVEZZANO. Serviranno altri 15 giorni per conoscere il nome del prossimo sindaco della città. Il dato parziale vede Giovanni Di Pangrazio in netto vantaggio sul suo più accreditato rivale, Italo Cipollone. Di rilievo le affermazioni delle liste cosiddette minori, anche se nel momento in cui scriviamo, con 33 sezioni scrutinate su 48, non è possibile avere un quadro preciso di voti e preferenze. Il trend, però, appare inequivocabile e la voglia di discontinuità della città è testimoniata dagli almeno 10 punti percentuali di differenza tra i due aspiranti sindaci più votati.
Da notizie che filtrano dal Comune sembrerebbe prevalente il voto delle liste rispetto al consenso ottenuto dai candidati primi cittadini.
«Ormai il quadro è delineato», sottolinea con aria compiaciuta - e non potrebbe essere altrimenti - Di Pangrazio, «li ho visti all’angolo, come ho detto in campagna elettorale. Avezzano non vuole quel Pdl, vuole un sindaco della città, che io sto rappresentando bene. Chiede un moderato, un tecnico, senza schieramenti politici, né appartenenze etichettate. Io ho pensato di poter vincere nel momento in cui mi sono candidato».
Di Pangrazio viene attorniato dai suoi sostenitori. Si nota una certa euforia che la flemma del candidato fatica a tenere a freno.
«Quando un tecnico si è messo al servizio della città», dichiara, «la città, abbandonata da anni, ha capito che non poteva perdere l’occasione. Ringrazio tutti i cittadini che mi hanno votato e tutti i miei candidati consiglieri».
Non c’è dubbio che Di Pangrazio parli già da sindaco che considera il ballottaggio una pura formalità. «L’impegno sarà sicuramente gravoso e pesante», ammette, «ma io sono abituato a lavorare molto e bene. Siccome il successo l’ho avuto negli enti locali, come tecnico saprò sicuramente, meglio di altri, esprimere in maniera ottimale la funzione di sindaco. Oggi che i partiti hanno fallito posso rilanciare una nuova fase politica che da Avezzano, come in molte altre città, sta partendo per ricostruire l’Italia».
Si può ipotizzare un laboratorio politico che parta da Avezzano e veda alleati Pd, Terzo Polo e liste civiche?
«Vedo la società civile più dei partiti», replica Di Pangrazio, «è stato quello che mi ha dato una grossa spinta. Penso a una nuova classe dirigente, ma vado anche oltre: nasceranno nuovi partiti che avranno la responsabilità di amministrare l’Italia. I partiti vecchia maniera, tutti, hanno mostrato la loro debolezza». È già tempo di appelli e intese.
«Un accordo con la Feragalli e Di Matteo sarà inevitabile», spiega, «perché loro non possono che appoggiare il sottoscritto. Io mi rivolgo a loro e agli altri candidati che hanno dimostrato di raccogliere il consenso della città: oltre a Feragalli e Di Matteo penso a De Cesare, alla Cosimati, ma vedo bene anche Rubeo, che è alla guida un gruppo solido di bravi ragazzi che hanno idee da esprimere. A Cipollone dico che me è stato bravo perché si è assunto la responsabilità di candidarsi a sindaco con un partito, il Pdl, che in tutta Italia sta scomparendo. Il 30 per cento per lui è un successo».
Si mostra soddisfatto, anche se il suo aplomb non riesce a nascondere un pizzico di amarezza, Italo Cipollone. «Abbiamo iniziato la campagna con tre mesi di ritardo», spiega, «ma noi aspiravamo al ballottaggio e io sono soddisfatto. Dieci punti sono una differenza evidente, ma è la conseguenza delle liste civiche e dei fuoriusciti dal Pdl che, se fossero stati con noi, avrebbero pareggiato il risultato. Penso di poter recuperare il divario».
Anche dal fronte del centrodestra viene lanciato un appello ai cosiddetti outsider. «Bisogna dare atto a loro del risultato conseguito. Già domani (oggi ndr) prenderemo contatti con De Cesare, la Cosimati e Rubeo. Con Di Matteo il discorso si potrà affrontare successivamente perché le posizioni sono distanti e un’intesa è molto più difficile».
A risultato quasi acquisito ha qualcosa da rimproverarsi? «Non so se abbiamo sbagliato qualcosa», replica Cipollone, «voglio capire se e dove abbiamo commesso errori, quale strategia è mancata, ma va fatta un’analisi diretta, sezione per sezione, per renderci conto se alcune zone non sono state coperte bene oppure no. A Di Pangrazio dico che ha fatto una bella campagna elettorale e di continuare a impostarla in maniera civile, come è stato finora, anche se ultimamente i toni sono stati più alti e non certo da parte mia».
Lorenzo De Cesare, ribelle del Pdl ed ex assessore al Bilancio, pretenderà «un protocollo etico, in base al quale chi sta in minoranza non può passare in maggioranza. Gli accordi si fanno sui programmi e non sulle poltrone. Il Pdl è sceso del 50 per cento rispetto alle Comunali di cinque anni fa e ha perso paurosamente in alcuni quartieri di Avezzano. Per il nostro movimento, nato un mese e mezzo fa, è un buon risultato».
Pierpaolo Rubeo parla di «risultato strepitoso oggi nella politica marsicana. I poli sono tre: centrodestra, centrosinistra e Unione dei marsi. Alleanze per il ballottaggio? Nessuna preclusione da parte nostra».
Il professor Mario Spallone non si capacita dell’esito del voto che lo relega all’ultimo posto con uno striminzito 1,56%. «Non capisco come sia potuto accadere», spiega l’ex sindaco, «dovunque sono andato ho riscontrato clima favorevole e consenso. Mi hanno garantito il loro appoggio in tanti e non mi aspettavo un esito così negativo». Dai pullman festanti della sua prima elezione a sindaco a un’uscita di scena ingloriosa che un personaggio del suo calibro non meritava e che poteva essere evitata.

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