SAN SALVO. Per conoscere il nome del nuovo sindaco bisognerà attendere il ballottaggio. La partita è rinviata al secondo turno, fra quindici giorni, quando a contendersi lo scranno più alto del Comune saranno Tiziana Magnacca (centrodestra) e Domenico Di Stefano (nuovo centrosinistra). Il distacco fra i due candidati è di circa nove punti a vantaggio della Magnacca che ha ottenuto il 39,87% a fronte del 30,54% di Di Stefano (il dato è relativo a 17 sezioni scrutinate su 20).
Seguono a ruota Arnaldo Mariotti, candidato sindaco del partito democratico e di due liste civiche (Città Unita e Democratici per San Salvo) al 19,42%, Fabio Travaglini, aspirante sindaco dell’Udc con il 6,23% e Marco Sabatini, candidato di San Salvo 5 stelle al 3,94 per cento.
Le previsioni della vigilia sono state rispettate.
Che nessuno dei cinque aspiranti alla carica di sindaco l’avrebbe spuntata al primo turno era chiaro a tutti i contendenti, anche se qualcuno coltivava qualche remota speranza. Così come era prevedibile che le divisioni nel centrosinistra avrebbero giocato a favore dell’opposto schieramento.
Il responso delle urne non lascia adito a dubbi. L’orientamento dell’elettorato è apparso chiaro fin dalle prime cento schede scrutinate che hanno delineato il vantaggio della Magnacca su Di Stefano con uno scarto che oscillava tra i dieci e i dodici punti.
Tutti i candidati hanno aspettato i dati nei loro Comitati elettorali. Il via vai di sostenitori e di cittadini, che hanno fatto la spola tra il Comune e le sedi di partito, è stato continuo. Il fermento maggiore si è registrato in piazza Giovanni XXIII dove è stato allestito un palco sul quale sono saliti i candidati per commentare davanti alle telecamere i primi risultati. I commenti fanno riferimento prevalentemente alle divisioni del centrosinistra, le stesse che hanno causato la prematura uscita di scena dell’amministrazione comunale guidata dall’ex sindaco Gabriele Marchese.
«Avremmo vinto a mani basse al primo turno se non ci fosse stata la spaccatura», è la riflessione che gira ad alta voce nel quartier generale di Di Stefano in corso Umberto, dove intorno a un tavolo sono riuniti l’aspirante sindaco, i candidati delle liste che lo appoggiano e i suoi sostenitori. I volti tradiscono la tensione.
Forse non ci si aspettava un distacco così ampio tra Di Stefano e la Magnacca. C’è anche Marchese che, in rotta con i dirigenti locali del Pd, ha dato vita ad una lista civica, San Salvo democratica. La formazione, che ha ottenuto una buona affermazione, sostiene Di Stefano insieme a Idv, Sel e Partito socialista. Il candidato sindaco non vuole rilasciare commenti. «Aspetto i risultati definitivi», dice Di Stefano, «preferisco non dire niente al momento, forse per una forma di scaramanzia». Certo è che sfiderà al ballottaggio la Magnacca. Determinanti saranno gli accordi e gli eventuali apparentamenti che alcuni candidati, però, escludono in maniera categorica. «Non faremo alleanze», annuncia Sabatini, di San Salvo 5 stelle, «ma lasceremo libertà di voto».