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Pescara, 11/04/2026
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Data: 08/05/2012
Testata giornalistica: Il Centro
A San Salvo deciderà il ballottaggio. Primo turno alla Magnacca (centrodestra). Ora la sfida con Di Stefano (centrosinistra)

SAN SALVO. Per conoscere il nome del nuovo sindaco bisognerà attendere il ballottaggio. La partita è rinviata al secondo turno, fra quindici giorni, quando a contendersi lo scranno più alto del Comune saranno Tiziana Magnacca (centrodestra) e Domenico Di Stefano (nuovo centrosinistra). Il distacco fra i due candidati è di circa nove punti a vantaggio della Magnacca che ha ottenuto il 39,87% a fronte del 30,54% di Di Stefano (il dato è relativo a 17 sezioni scrutinate su 20).
Seguono a ruota Arnaldo Mariotti, candidato sindaco del partito democratico e di due liste civiche (Città Unita e Democratici per San Salvo) al 19,42%, Fabio Travaglini, aspirante sindaco dell’Udc con il 6,23% e Marco Sabatini, candidato di San Salvo 5 stelle al 3,94 per cento.
Le previsioni della vigilia sono state rispettate.
Che nessuno dei cinque aspiranti alla carica di sindaco l’avrebbe spuntata al primo turno era chiaro a tutti i contendenti, anche se qualcuno coltivava qualche remota speranza. Così come era prevedibile che le divisioni nel centrosinistra avrebbero giocato a favore dell’opposto schieramento.
Il responso delle urne non lascia adito a dubbi. L’orientamento dell’elettorato è apparso chiaro fin dalle prime cento schede scrutinate che hanno delineato il vantaggio della Magnacca su Di Stefano con uno scarto che oscillava tra i dieci e i dodici punti.
Tutti i candidati hanno aspettato i dati nei loro Comitati elettorali. Il via vai di sostenitori e di cittadini, che hanno fatto la spola tra il Comune e le sedi di partito, è stato continuo. Il fermento maggiore si è registrato in piazza Giovanni XXIII dove è stato allestito un palco sul quale sono saliti i candidati per commentare davanti alle telecamere i primi risultati. I commenti fanno riferimento prevalentemente alle divisioni del centrosinistra, le stesse che hanno causato la prematura uscita di scena dell’amministrazione comunale guidata dall’ex sindaco Gabriele Marchese.
«Avremmo vinto a mani basse al primo turno se non ci fosse stata la spaccatura», è la riflessione che gira ad alta voce nel quartier generale di Di Stefano in corso Umberto, dove intorno a un tavolo sono riuniti l’aspirante sindaco, i candidati delle liste che lo appoggiano e i suoi sostenitori. I volti tradiscono la tensione.
Forse non ci si aspettava un distacco così ampio tra Di Stefano e la Magnacca. C’è anche Marchese che, in rotta con i dirigenti locali del Pd, ha dato vita ad una lista civica, San Salvo democratica. La formazione, che ha ottenuto una buona affermazione, sostiene Di Stefano insieme a Idv, Sel e Partito socialista. Il candidato sindaco non vuole rilasciare commenti. «Aspetto i risultati definitivi», dice Di Stefano, «preferisco non dire niente al momento, forse per una forma di scaramanzia». Certo è che sfiderà al ballottaggio la Magnacca. Determinanti saranno gli accordi e gli eventuali apparentamenti che alcuni candidati, però, escludono in maniera categorica. «Non faremo alleanze», annuncia Sabatini, di San Salvo 5 stelle, «ma lasceremo libertà di voto».

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