PESCARA - La botta è forte, di quelle che se non ti mandano al tappeto ti fanno certo barcollare a lungo. A 24 ore dal responso delle urne, nel Pdl si raccolgono le truppe dopo essere passati dall'infermeria. La consapevolezza di essere vicini alla fine di un ciclo era evidente, ieri, scrutando i volti dei consiglieri regionali seduti sui banchi dell'Emiciclo. Il vice coordinatore del partito, Fabrizio Di Stefano non nasconde la sconfitta ma prova a rialzare il morale dei suoi: «Il dato abruzzese scaturito dalle amministrative è in tendenza con quello nazionale. Anzi, direi che qui le cose sono andate un po' meglio, perché a parte L'Aquila abbiamo i ballottaggi ancora tutti aperti».
Ma il responso del voto nei Comuni è sotto gli occhi di tutti, con roccaforti storiche per il centrodestra, come Avezzano, saccheggiate dalla sinistra a man basse. L'analisi del vice coordinatore del Pdl non resta però in superficie: «E' chiaro che abbiamo pagato il sostegno al Governo Monti, accanto ad una forte litigiosità che ci ha caratterizzato in molte realtà territoriali e che scontiamo oltremodo».
Nessuno parla ancora di resa dei conti nel partito, un chiarimento è atteso però a giorni, come conferma lo stesso Di Stefano: «Certo che va fatta un'analisi del voto. Dopo i ballottaggi è necessario ritrovare la compattezza, soprattutto là dove è venuta meno». Preoccupazione per l'effetto domino che la débacle alle amministrative potrebbe avere sulle prossime regionali? «Ogni elezione ha una propria storia, è chiaro che una riflessione all'interno della nostra classe dirigente è d'obbligo. Dobbiamo porci la domanda su come recuperare il rapporto con il territorio, facendo mea culpa. Nei prossimi giorni lavoreremo per ricucire le lacerazioni e cercare di ricompattare tutta l'area moderata, non solo all'Aquila, ma anche nei Comuni dove al ballottaggio non siamo neanche arrivati».
L'assessore regionale al Bilancio, Carlo Masci, leader di Rialzati Abruzzo, non può dirlo ma proprio le difficoltà del suo maggiore alleato, il Pdl di Gianni Chiodi, rischiano di accrescere l'attenzione sul suo movimento. I numeri dicono molto: a Spoltore la lista di Masci, a sostegno del candidato sindaco del centrodestra, ha portato a casa l'8,5%. Quella del Pdl si è fermata al 9,2%. Il giovane candidato eletto da Spoltore Futura, Edoardo Diligenti, avvocato di professione, è stato il secondo consigliere più votato. Stesso segnale a Montesilvano, dove la civica di Masci ha riscosso il 5% dei consensi, eleggendo consigliere Ernesto De Vincentiis, l'ex vice sindaco con delega al Turismo, che due anni fa rassegnò le dimissioni dalla Giunta in aperto dissidio con il sindaco Cordoma. «Al ballottaggio puntiamo a far vincere la proposta politica del centrodestra -assicura Masci-, ma dobbiamo trovare il modo per incrementare i nostri consensi. Oggi si sta avverando quello che diciamo da tempo: in assenza di ideologie e di leader rappresentativi non sono più i partiti ma il territorio a far da protagonista. Se le civiche sono esplose il motivo è proprio questo: l'elettorato cerca il candidato, la lista vera. Non quelle civetta, che nascono e muoiono dopo ogni elezione, ma le liste come la nostra, presente da diciotto anni e che cerca idee, chiede un cambiamento generazionale e culturale, ripone la sua fiducia nei giovani».