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Pescara, 17/06/2026
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Data: 09/05/2012
Testata giornalistica: Il Centro
«Il voto segnale di svolta per l’Abruzzo». Primavera: vincono gli innovatori. Sindacati e imprese: la politica si autoriformi

Di Costanzo: speriamo che il voto faccia venire fuori una nuova classe dirigente

PESCARA. «Si va delineando una scena in cui i colori politici contano sempre di meno, ma si affermano i gruppi, innovatori e conservatori. Bisognerebbe scaricare i conservatori e tutti coloro che non troverebbero lavoro neanche come operai; figure che, spesso, nei partiti e nelle amministrazioni, ricoprono incarichi di responsabilità». Interpreta così i risultati delle elezioni amministrative in Abruzzo, il vicepredisente regionale di Confindustria, Paolo Primavera, che parla di un «quadro non ben delineato».
Quello che emerge, a detta del leader degli industriali, è il successo ottenuto da tutti coloro che «presentano un programma innovativo rispetto alla staticità della politica» e la volontà di premiare«“chi riesce ad aggregare e a fare squadra». Proprio per questo, Primavera parla di un Popolo della libertà che esce «massacrato, perché si è presentato spaccato». Invece di «far decidere a pochi le strategie di un’intera coalizione», per il Pdl abruzzese, secondo il presidente della Confederazione degli industriali, sarebbe auspicabile «una strategia regionale, a cui tutti dovrebbero attenersi».
Quello che i cittadini vogliono, a detta di Primavera, è «un leader che possa prendere decisioni e avviare riforme necessarie fino ad ora non fatte. Gli innovatori, che sono fondamentali, non sono però conciliabili con le attuali figure politiche».
«Sul territorio», sottolinea, infatti, Primavera, «non si sta promuovendo l’innovazione necessaria. Se, al contrario, si candidassero persone valide con programmi innovativi, la gente sarebbe invogliata ad andare a votare».
Per il direttore di Confartigianato Abruzzo, Daniele Giangiulli, il messaggio che emerge dalla competizione elettorale «non è tanto quello dell’antipolitica, quanto piuttosto la necessità di fatti concreti al posto delle parole, di politici seri che si occupino dei problemi del territorio, delle imprese, delle famiglie, concentrandosi su pochi obiettivi strategici, come le infrastrutture, le tasse e il credito».
«Proprio per questo, il consiglio che diamo al governo Chiodi è di concentrarsi su obiettivi chiari e precisi nei prossimi due anni», aggiunge Giangiulli, sottolineando la necessità di un «rinnovamento culturale, di un nuovo approccio alla realtà».
Nel commentare i risultati delle amministrative, Graziano Di Costanzo, direttore della Cna, la Confederazione dell’artigianato e della piccola e media industria, si pone una domanda a cui dice di non aver trovato risposta: «Si criticano continuamente i partiti e si dice che sono lontani dalla gente, ma, allora, perché sono aumentati, e di tanto, i candidati?. Voglio interpretare questo fenomeno positivamente», dice Di Costanzo, «e spero sia sinonimo della volontà dei cittadini di riappropriarsi della cosa pubblica». Altri due aspetti su cui si sofferma il direttore della Cna sono il risultato ottenuto all’Aquila da Massimo Cialente, «premiato, in un contesto così difficile, con otto candidati, per il lavoro svolto in un momento storico particolare»; e la presenza di tanti giovani. «Speriamo si tratti di elezioni che facciano venire fuori una nuova classe dirigente», auspica il direttore della Cna, «perché questa regione ne ha assolutamente bisogno».
Sottolineando che quella emersa è «una richiesta di totale cambiamento, la volontà di tornare ad una politica che abbia dei riferimenti etici», il direttore di Confesercenti Abruzzo, Enzo Giammarino, si dice convinto che a dover preoccupare non è tanto il successo dei movimenti alternativi, come quello di Beppe Grillo, quanto «la situazione drammatica in cui viviamo e il fatto che non si sa quale sarà il nostro destino».
«In Abruzzo», osserva il direttore di Confesercenti, «ha retto il centrosinistra e si tratta di capire perché, ma è certo che c’è una scomposizione dei partiti».
Anche Giammarino commenta positivamente il risultato di Cialente. «Nessuno poteva pensare che vincesse al primo turno», dice «ma quello ottenuto è il risultato di una competizione elettorale in cui i commissari perdono le elezioni».
Italo Ferrante, presidente di Confapi Abruzzo, la Confederazione della piccola e media industria privata, sottolinea che «i cittadini sono stufi di questo modo di governare, dei tanti sacrifici chiesti senza nulla in cambio e vogliono un cambiamento. A dimostrarlo», sostiene Ferrante, «è il successo ottenuto dai movimenti e dai partiti alternativi». Secondo il segretario regionale della Cisl, Maurizio Spina, emerge «un chiaro segnale di disagio che, però, nella nostra regione lascia qualche spazio in più alle forze politiche locali per riorganizzarsi».
«Ciò che ci distingue da altre realtà», spiega infatti il sindacalista, «è che la gente è consapevole della necessità di intervenire su questioni delicate, quali la sanità e il terremoto. Se la politica si autoriforma, a mio parere in Abruzzo ce la può fare».
Definendo preoccupanti i numeri dell’astensionismo, Spina, infine, sottolinea un altro segnale emerso dalla competizione elettorale: «L’Abruzzo deve avere come primo impegno quello di avviare tutti quei progetti relativi allo sviluppo. Bisogna utilizzare a pieno e bene le opportunità che abbiamo, a partire dalla ricostruzione dell’Aquila».

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