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Data: 09/05/2012
Testata giornalistica: Il Mattino
La crisi del tpl - Tagli alle linee, il Cstp rivede il piano

Cstp, il taglio indiscriminato a cinque linee scattato ieri sarà rivisto. La soppressione delle linee dalla 41 alla 45 comprese aveva tagliato fuori dal trasporto pubblico, infatti, intere zone della città, compresa parte della zona collinare e delle frazioni. Tra oggi e domani c'è in calendario una riunione tra l'assessore comunale alla Mobilità Luca Cascone e il capo del collegio dei liquidatori del Cstp, Mario Santocchio, per ridefinire insieme il programma d'esercizio. Questo, però, non vuol dire che alle fermate passerà lo stesso numero di autobus di prima. Il taglio ai chilometri percorsi ci sarà sempre: semplicemente verrà distribuito su tutte le linee, senza discriminare i salernitani in base al quartiere di residenza. Già in mattinata Cascone aveva sollecitato l'incontro, inviando una nota ufficiale all'azienda di trasporto - dove ieri si è visto l'ingegnere Claudio Cicatiello, presidente del consorzio Unico Campania e neocomponente del collegio dei liquidatori - nella quale si chiedeva di nuovo, per l'appunto, la convocazione di un tavolo tecnico. «Per il Comune di Salerno - si leggeva tra l'altro nella nota - non esistono, al di là delle classificazioni consuetudinarie, cittadini e linee di serie A e di serie B». Nel contratto firmato tra Comune e Cstp, infatti, i servizi aggiuntivi erano stati tutti concentrati sulle linee dalla 41 alla 45, mentre i servizi minimi garantiti riguardavano il resto dell'esercizio. Secondo il Comune, questi criteri di divisione venivano adottati solo per consuetudine, non certo per una valutazione di merito. Comune e azienda, a ogni modo, si incontreranno per rivedere questi criteri. Anche se fino a ieri pomeriggio, secondo Santocchio, «in azienda non era arrivata nessuna richiesta ufficiale di incontro da parte del Comune. Comunque sono assolutamente disponibile a incontrare Cascone e rivedere i tagli. Il Comune di Salerno sarà trattato come tutti gli altri, ci mancherebbe. Ovviamente, se si parla di ridistribuire i servizi minimi sul territorio. L'importante è che l'azienda vada a erogare quello che gli viene pagato. In stato di liquidazione, non ci si può permettere di fare altrimenti». Sullo sfondo restano, infatti, i motivi della sospensione parziale del servizio, adottata dalla Cstp a Salerno e in altri comuni come Scafati, Pellezzano, Vietri sul Mare e Vallo della Lucania. Secondo il Comune di Salerno, dietro questa scelta c'è un motivo politico, individuata in particolare nel voto contrario di Cascone ai liquidatori proposti dal centrodestra, che ha la maggioranza nell'assemblea dei soci proprietari. Per l'azienda, invece, dietro la decisione c'è il fatto che questi Comuni sono morosi rispetto al pagamento dei servizi aggiuntivi. Assicurati i servizi minimi (e regolarmente pagati con fondi trasferiti dalla Regione), quelli aggiuntivi che venivano richiesti dai Comuni sono stati sospesi. Fino a quando, precisano in azienda, i debiti non saranno pagati. È il caso di Vallo della Lucania. Qui erano stati soppressi, sempre a partire da ieri, la linea 115 (circolare urbana Vallo) e la 116 (circolare zone rurali Vallo). Ma da domani i bus di queste linee saranno regolarmente in servizio. Da Vallo, infatti, ieri è arrivata al Cstp la copia del mandato comprovante l'avvenuto pagamento delle fatture arretrate relative ai servizi aggiuntivi, per un importo di poco meno di 32mila euro. Salerno, invece, si opporrà legalmente alla sospensione del servizio. «Abbiamo dato mandato al settore legale del Comune - conclude Cascone - per avviare ogni azione volta ad annullare la sospensione del servizio. E non solo per una possibile interruzione del pubblico servizio, ma perché non sappiamo se la decisione presa sia corretta anche dal punto di vista amministrativo. Dobbiamo tutelare il diritto alla mobilità dei lavoratori pendolari, degli studenti, di tutti i cittadini salernitani».

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