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Data: 09/05/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Verso il ballottaggio (L'Aquila) - Cialente e De Matteis a caccia di alleati. Il sindaco uscente spera di ricomporre lo strappo con l’Idv, il Pdl apre al candidato Mpa (Il Consiglio: le due ipotesi)

L’Aquila/I partiti del Terzo Polo, insieme, avrebbero raggiunto il 17,5 per cento. L’Udc diventa la quarta forza della città

L’AQUILA - Sono due medici dell’ospedale San Salvatore, ma tra loro sono diversi come la luna lo è dal sole. Più di due avversari, praticamente nemici. Due storie politiche e di vita diverse, ora ancor di più, mai incrociatesi e sempre in contrasto. Qualcosa in comune? Prendiamo in prestito un aforisma di Gesualdo Bufalino: «E dire che io e lui abbiamo un nemico in comune: lui me, io pure». Per vincere tra due settimane al ballottaggio, Massimo Cialente e Giorgio De Matteis dovranno costruire solide alleanze e sarà determinante l’orientamento delle liste civiche, che hanno avuto un autentico exploit; del Pdl, il cui appoggio a De Matteis, in una riunificazione e riedizione del centrodestra, non è affatto scontato, anche se ieri il segretario provinciale Alfonso Magliocco ha dato una disponibilità a defnire strategie «per strappare L’Aquila alla mala gestione dell’amministrazione Cialente»; dell’Idv, il cui candidato sindaco non ha alcuna intenzione di tirare fuori dal cassetto la foto sbiadita di Vasto e sostenere la corsa di Cialente. Il sindaco ritiene di poter ricucire lo strappo con l’Idv che faceva parte della sua giunta e lo ha detto subito dopo il voto, sottolineando più volte che il centrosinistra compatto avrebbe raggiunto il 53%.
Mancini, però, sarebbe pronto a un accordo tecnico con De Matteis e non ritiene affatto superati i contrasti e le contraddizioni che l’hanno portato a candidarsi in proprio. È altrettanto vero che Antonio Di Pietro, all’Aquila per la chiusura della campagna elettorale, ha ribadito che con la candidatura di Mancini «rilanciamo la vera foto di Vasto», aggiungendo però che, all’Aquila, «una parte di quella foto ha svenduto il proprio progetto politico» e che anche nel capoluogo abruzzese «il Pd possa avere un atto di resipiscenza operosa e rimetta in piedi una nuova coalizione». I democrat sono pronti a cospargersi il capo di cenere? C’è, poi, il dato del voto disgiunto che autorizza Cialente a sperare in un successo in proprio, senza apparentamenti o aiuti più o meno alla luce del sole: lui ha ottenuto più voti delle liste che lo appoggiavano, addirittura un più 3,5%. De Matteis, invece, ha preso meno voti delle liste, uno scarto del meno 3,6%, a conferma che l’appeal del sindaco uscente è intatto e tira molto di più dell’avversario. Non va dimenticato, infine, che, al ballottaggio, pur ripartendo formalmente da zero, Cialente arriva con un vantaggio teorico di dieci punti. Ed è una bella iniezione di fiducia. De Matteis è lo sfidante che, questa volta, dovrà chiedere e dovrà superarsi. Tenterà di ricucire con il Pdl, usando come ponte di collegamento l’Udc e la lista Tutti per L’Aquila che, con una nota di Giuliana Vespa, ha già rivolto l’invito ai «fratelli di ieri» di ricompattare il centrodestra «per un’alternativa alla fallimentare gestione della giunta Cialente», ma Gianfranco Giuliante, che ha spaccato il partito perseguendo la scelta di Pierluigi Properzi, messo alla berlina Gianni Chiodi per il feeling con De Matteis e chiesto l’espulsione di quanti si sono candidati o hanno appoggiato il leader dell’Mpa, mandando il Pdl a un sicuro massacro, ora si piegherà?
Chi conosce l’uomo e il politico è sicuro che, no, non lo farà, e rinverdirà quell’asse sotterraneo che lo lega a Stefania Pezzopane e Cialente. De Matteis è soddisfatto per aver raggiunto un primo risultato, non far vincere Cialente al primo turno: «È il primo segnale, adesso lavoreremo perché tutta la città, che crede nel cambiamento, possa unirsi di fronte a questa possibilità». Il ruolo del mondo civico diventa importante. È ipotizzabile che gli elettori di Appello per L’Aquila si indirizzino su Cialente, mentre l’elettorato di Vincenzo Vittorini veda in De Matteis il candidato preferito. Un’ultima nota la merita il Terzo Polo, che si è presentato diviso in Fli (da solo), Api (con Cialente) e Udc (con De Matteis). Sommando i voti avrebbe raggiunto la percentuale eccezionale del 17,5%. L’Udc, in particolare, registra un 8,2% che porta l’Unione di centro a essere il quarto partito della città dopo Pd (16,4), Mpa 11,3% e Pdl (8,4%). Il bipolarismo è finito? All’Aquila la frammentazione sembra aver premiato i partiti moderati e di centro, bocciando l’antipolitica dei grillini in controtendenza rispetto al resto d’Italia e schiaffeggiando il Pdl. Enrico Verini di Fli, infine, entrerebbe in consiglio solo attraverso un apparentamento: avrebbe già contatti con Cialente.
Il destino secondo ballottaggio: le ipotesi dei due consigli. In pochi certi dello scranno: alla maggioranza vanno 20 seggi

L’AQUILA - In pochi sono sicuri del posto in consiglio comunale. La vittoria di Cialente o De Matteis, infatti, cambierà profondamente la composizione dell’assise civica. Ovviamente in caso di eventuali apparentamenti ufficiali al ballottaggio il conto dei seggi andrà fatto in base ai risultati del secondo turno. I calcoli, complicatissimi, disegnano per ora uno scenario che è solo ipotetico e suscettibile di modifiche. Innanzitutto c’è da segnalare un particolare che rischia di modificare, e non di poco, la geografia dei seggi. La finanziaria 2010 aveva già ridotto il numero dei consiglieri eleggibili (per L’Aquila il numero era passato da 40 a 32); il Consiglio di Stato, con una sentenza recentissima (1 marzo scorso), ha sancito che qualora l’attribuzione del premio di maggioranza (60 per cento dei seggi alla coalizione vincente) restituisca un valore decimale (in questo caso 19,2 scranni) bisogna arrotondare in ogni caso per eccesso. Ecco, dunque, che per la futura maggioranza potrebbero spalancarsi le porte di un posto in più, ovvero 20 consiglieri anziché 19. Un vantaggio non di poco conto per chi la spunterà al secondo turno. La fotografia che emerge dei due possibili consigli, inoltre, ha tinte molto diverse. In caso di vittoria di Cialente l’assise per oltre metà dei componenti ricalcherebbe quella uscente. Si rivedrebbero, infatti, alcuni ex assessori (Stefania Pezzopane, Alfredo Moroni, Pietro Di Stefano, Roberto Riga) e molti consiglieri (Maurizio Capri, Antonella Santilli, Antonello Bernardi, Carlo Benedetti, Alì Salem, Giuseppe Ludovici, Pierluigi Mancini, Adriano Durante, Gianni Padovani, Pasquale Corriere, Enrico Perilli, Giustino Masciocco, Angelo Mancini, Vito Colonna, Emanuele Imprudente, Roberto Tinari, Piero Di Piero, Luigi D’Eramo).
Se dovesse vincere De Matteis, invece, entrerebbero alcuni volti nuovi: Elia Serpetti, Pino Tiberio (comunque già assessore in Provincia), Davide Ferella, Chiara Centi, Daniele Di Fabio, Daniele Ferella, Osvaldo Fontana, Gianluca Marinelli, Pasquale Passacantando. Al netto di possibili apparentamenti (che al momento appaiono improbabili) il Pdl avrà, in entrambi i casi, la stessa mini-squadra: ovvero Pierluigi Properzi e la giovane new-entry Guido Liris. In ogni caso, invece, sembra in salita la strada di Enrico Verini: dai conteggi, infatti, emerge che l’unica speranza di entrare in consiglio è quella di eventuali apparentamenti al ballottaggio. Ettore Di Cesare, di Appello per L’Aquila, è comunque dentro, sia che vinca Cialente sia che vinca De Matteis. Anche per Vincenzo Vittorini l’ingresso in consiglio non è automatico: la speranza, per lui, è legata alla vittoria del sindaco uscente. Un quadro, insomma, che è ancora molto incerto e che fornisce importanti chiavi di lettura anche in chiave alleanze per il secondo turno.

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