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Pescara, 17/06/2026
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10/05/2012
Il Centro
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Esodati, rottura tra governo e sindacati. Il ministro: «Copertura per 65mila, per gli altri si vedrà». Cgil-Cisl-Uil: «Così non va» |
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ROMA. Prima ammette le lacune del governo «nell’attenzione ai segmenti più deboli, siamo in ritardo», quindi il ministro del Lavoro Elsa Fornero di fronte ai sindacati ribadisce le sue cifre sugli esodati: sono 65mila coloro senza protezione e per i quali ci sono le risorse per una copertura di due anni. Una cifra che era stata comunicata dal ministro già nelle settimane scorse, contestata dai sindacati. Per Cgil-Cisl-Uil gli esodati sono molti di più. Circa 350mila secondo i sindacati coloro che avevano raggiunto un accordo con le loro aziende per avviarsi alla pensione, e che ora a causa della riforma Fornero si sono trovati senza coperture. Sono 130mila invece secondo l’Inps. «Mi prendo tutta l’impopolarità di un provvedimento impopolare» ha detto la Fornero di fronte alle proteste dei sindacati. «Il vincolo risorse non può essere messo in discussione, per quelli che sono fuori dal decreto si vedrà». Una dichiarazione, che sommate alle esternazioni del ministro fatte nel pomeriggio su segmenti deboli e lavoro nero («temo che potrà aumentare», prima del tavolo al ministero, ha fatto infuriare sindacati e forze politiche. E’ stato un incontro ad alta tensione, ma il ministro non ha mostrato segni di ripensamento. I leader sindacali, chiuso il tavolo, si sono subito riuniti bocciando senza se e senza ma la linea del governo. «Il decreto presentato non va bene e va cambiato perché non dà garanzie a tutti i lavoratori» ha tagliato corto il segretario Cgil Susanna Camusso. Poco spazio alle limature, devono essere trovate risorse perché «vanno riconosciuti a tutti i lavoratori i diritti acquisiti». Sulla stessa posizione la Cisl: «Non siamo soddisfatti - tuona il segretario Raffaele Bonanni - il ministro non può far finta che non ci siano altre persone che rischiano di restare senza lavoro e senza pensione». Sindacati compatti dunque, e Centrella (Ugl) avverte il governo: «Questo decreto è di una iniquità totale, si deve continuare a discutere per tutti i lavoratori non solo per i 65mila». I leader sindacali hanno incontrato, all’esterno del ministero alcune decine di lavoratori esodati di diverse aziende che stavano manifestando. «Il governo deve trovare i soldi, la mobilitazione continua» ha assicurato la Camusso. Servono modifiche, il governo deve capire» ha aggiunto Bonanni. Secondo quanto spiegato da un tecnico del ministero del Lavoro che affiancava il ministro, il decreto coprirà gli esodati che potranno andare in pensione con i vecchi requisiti nel 2012 e 2013. Problemi di copertura a quanto pare potrebbero essercene per coloro che avranno i requisiti per il pensionamento nel 2014. Il decreto dovrebbe essere emanato entro maggio. Un percorso inaccettabile per sindacati e partiti. «Abbiamo chiesto l’impegno a cercare risorse che possano coprire anche il biennio successivo, 2014-20154» ha detto Domenica Proietti della Uil. Critico il Pd con Fassina: «Il ministro prenda atto che l’impopolarità deriva da iniquità ed errori fatti. Le risorse vanno trovate per tutti gli esodati». E Damiano (Pd) è netto: «Vanno concordate con le parti sociali misure che risolvano il problema di tutti i lavoratori che rimangono per anni senza stipendio e senza pensione a causa della riforma previdenziale». Un pressing totale sul governo portato anche da Idv, Sel, Lega Nord e Pdl. Con alcuni esponenti che si sono spinti a chiedere le dimissioni. «La Fornero mette i disperati contro gli altri, prende in giro i lavoratori» ha protestato Antonio Di Pietro.
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