L’AQUILA. Centrosinistra al lavoro per aggregare i bocciati al primo turno. Ma il candidato dell’Idv Angelo Mancini gela Massimo Cialente: «Io non mi apparento con nessuno». Il sindaco uscente cerca di recuperare «le forze politiche che componevano la giunta» e di aprire alle liste civiche, come quella di Ettore Di Cesare.
Giornata intensa, quella di ieri, per il candidato del centrosinistra Cialente, uscito con il 40% dei voti dalla prima tornata elettorale. Tra 15 giorni dovrà affrontare la battaglia definitiva e trasformare in vittoria l’alto consenso ottenuto alle urne. Al quale non poco ha contribuito anche il successo dell’assessore uscente Stefania Pezzopane, che con i suoi 997 voti raccolti è la candidata in assoluto con più preferenze.
Dall’altro lato, al ballottaggio del 20 e 21 maggio, c’è il candidato di «L’Aquila città aperta» Giorgio De Matteis, che oggi dirà pubblicamente quali saranno i suoi alleati.
Ieri doppio incontro del sindaco con Angelo Mancini, candidato sconfitto dell’Italia dei valori. Uno in mattinata al liceo «Cotugno», dove Mancini è preside, l’altro nel pomeriggio al Comune. Due incontri interlocutori dai quali si è usciti con una stretta di mano e niente più. «Non abbiamo parlato di apparentamenti», ha spiegato il sindaco, «ma di accordi politici e programmatici». «Il mio obiettivo è ricomporre la giunta, ecco perché ho voluto incontrare Mancini. Ma anche aprire a un’alleanza con altre realtà, come la lista civica “Appello per L’Aquila” di Ettore Di Cesare». «Noi facciamo delle proposte agli altri candidati, per cercare dei punti su cui collaborare. Con il programma di Di Cesare, ad esempio, ci sono molti aspetti in comune», ha fatto notare Cialente. Resta da capire come si posizionerà il candidato di «L’Aquila che vogliamo», Vincenzo Vittorini, che al momento attuale è fuori dalle ipotesi di composizione del consiglio comunale. Cialente, intanto, continua il suo lavoro di sindaco. Ieri, tra un incontro e l’altro, si è occupato di alcune vertenze occupazionali cittadine, ha firmato lettere da inviare al governo. «Sto anche mandando avanti l’iter di acquisizione del terreno per realizzare il campo sportivo di Paganica».
Mancini, però, non si è lasciato convincere dalle sirene del centrosinistra. Anche se la decisione di un eventuale appoggio a Cialente dovrà essere presa da tutti i candidati della sua coalizione - in assemblea fino a tarda serata nel comitato di via Veneto - lui ha le idee chiare: «La mia posizione personale è di non apparentarmi né con Cialente, né con De Matteis. Continuo a vedere scarsa volontà di cambiare i vecchi sistemi della politica: lobby, favoritismi, clientelismi, scarsa trasparenza amministrativa». «Noi abbiamo cominciato un percorso perché avevamo la nostra idea di una politica trasparente e volta all’interesse pubblico. Ma la decisione finale spetta all’assemblea». Nel caso in cui quest’ultima dovesse decidere di appoggiare ufficialmente il centrosinistra (oppure «L’Aquila città aperta»), Mancini farebbe un passo indietro. In tal caso dovranno essere i due presentatori di lista, Lelio De Santis per l’Idv e Giuseppe Bernardi per «L’Aquila oggi», a fare l’atto formale di congiunzione delle liste. «Io voglio mantenere la mia libertà in consiglio comunale».
Intanto il segretario provinciale del Partito democratico Mario Mazzetti ha commentato l’esito delle amministrative con entusiasmo. «È stata una vittoria di squadra, che ha premiato il lavoro fatto in tutti questi anni dal centrosinistra».
Il Pdl sta con De Matteis
Vertice a destra: alleanza contro Cialente
L’AQUILA. L’accordo c’è. Il Pdl appoggerà compatto il candidato sindaco di «L’Aquila città aperta» ed esponente del Movimento per le autonomie Giorgio De Matteis. Mossa attesa, ma anche scontata, che consentirebbe al Popolo della libertà, in caso di vittoria, di far entrare in consiglio comunale, oltre a Guido Quintino Liris e a Pierluigi Properzi, anche Roberto Santangelo. Il passaggio «ufficioso» della confluenza del Pdl nella coalizione di De Matteis c’è stato ieri, nel corso di un incontro top secret di un’ora e mezza avvenuto all’Aquila tra i dirigenti locali del Pdl. Si sono incontrati il coordinatore regionale Filippo Piccone, quello provinciale Alfonso Magliocco, il presidente della Provincia Antonio Del Corvo, il candidato sindaco Pierluigi Properzi e l’assessore regionale Gianfranco Giuliante. Il vertice-lampo è servito più che altro a blindare la decisione di appoggiare la coalizione del vicepresidente del consiglio regionale e, forse, a ristabilire gli equilibri rotti all’interno del partito nell’inverno scorso, quando al congresso del Pdl si consumò lo scontro tra il consigliere regionale Luca Ricciuti e Giuliante. E tra i motivi dello scontro, oltre alle primarie del centrodestra poi annullate, c’era proprio l’intesa con De Matteis, caldeggiata da Ricciuti e osteggiata da Giuliante. I dirigenti del Pdl hanno confermato, ieri, «le posizioni di apertura già espresse rispetto al candidato di centrodestra al ballottaggio», si legge in una nota di Magliocco. «Aperture da verificare in relazione ai numerosi punti di convergenza contenuti nei due programmi che devono tradursi in atti politici». In altre parole: ora resta da stabilire le modalità di presenza nell’ambito del ballottaggio. Intanto De Matteis continua il suo lavoro di tessitura di nuovi rapporti e nuove strategie coinvolgendo le altre liste che si sono dimostrate aperte ad appoggiarlo al secondo turno. Oggi illustrerà ufficialmente la geografia delle nuove alleanze al Ridotto del teatro comunale, alle 18.
Ieri, intanto, Ricciuti ha tenuto a precisare che la sua proposta di stringere un’intesa con De Matteis fin da subito, era giusta. «La proposta di De Matteis è per noi la più credibile», ha aggiunto. «Il Popolo della libertà deve impegnarsi affinché sia la proposta vincente. C’è stata troppa divisione dentro al partito, che non ha pagato, riducendoci a un risultato elettorale di poco superiore all’8%. Divisione che qualcuno ha perseguito». Ma «adesso basta con le polemiche», ha concluso il consigliere regionale.
Dal canto suo l’assessore Giuliante è rimasto su posizioni critiche ingoiando il boccone amaro De Matteis e facendo un’analisi del voto impietosa. «Il dato più grave sul quale bisognerebbe riflettere per impostare una rimonta credibile, è la verifica del perché 1900 elettori di centrodestra hanno votato a sinistra», fa notare Giuliante in un comunicato stampa di fuoco. «Ci sono stati voti disgiunti per Properzi quanto per De Matteis e Verini. Ora, tuttavia, è De Matteis che deve impegnarsi a recuperare quella porzione di elettorato che inspiegabilmente ha votato a sinistra». (m.g.)