MONTESILVANO. Mancano poco meno di due settimane al verdetto finale delle urne che eleggeranno il futuro sindaco di Montesilvano e, inevitabilmente, cresce il fermento all’interno dei due schieramenti a sostegno dei candidati Attilio Di Mattia e Manola Musa. Così come aumenta l’attesa di conoscere la decisione degli altri protagonisti di questa tornata elettorale, ai quali spetta la decisione di appoggiare un candidato oppure l’altro. Tra i più corteggiati c’è Francesco Maragno che, con i suoi 5.042 voti, rappresenta senz’altro l’ago della bilancia. Un ruolo importante giocano anche i grillini e i sostenitori dell’ex sindaco Pasquale Cordoma.
Soddisfatto del risultato ottenuto al primo turno, il candidato del centrosinistra Attilio Di Mattia, pur non disdegnando eventuali apparentamenti, confida soprattutto nelle proprie forze. «Ho scelto di parlare alla città e ai cittadini, che mi hanno onorato del loro consenso», spiega Di Mattia, «e voglio continuare a percorrere questa strada. Non che non apprezzi le capacità di Maragno, senza le quali non sarebbe arrivato al 20 per cento, o le battaglie su alcuni principi di Rifondazione, che credo di avere dimostrato di condividere con le mie scelte sulle liste», continua, «ma voglio continuare ad essere leale e trasparente con chi ha creduto sin dal principio nella mia proposta politica, e al tempo stesso voglio impegnare tutti i giorni che ci separano dal voto per far conoscere le mie idee e la mia voglia di cambiare Montesilvano anche a chi al primo turno ha fatto una scelta diversa».
Tranquilla, in vista del secondo appuntamento alle urne, appare anche la candidata del centrodestra Manola Musa. «Al ballottaggio si riparte da zero», commenta, «perché i cittadini sono ora di fronte a due personalità diverse che rappresentano due programmi ben definiti. Rispetto al primo turno infatti, non ci sono condizionamenti legati ai candidati consiglieri. Noi continueremo a portare avanti i nostri punti programmatici senza protagonismi, ma facendo affidamento su realtà concrete». Coalizioni in vista del secondo turno? Manola Musa e il suo schieramento riconoscono l’influenza rappresentata da Maragno. «L’apparentamento con lui ci sembra l’unico possibile», spiega, «perché dopotutto si tratta di un elettorato di centrodestra, come quello dell’ex sindaco Cordoma, che anche senza suggerimenti, per coerenza dovrebbe scegliere me».
L’uomo più “corteggiato” politicamente per il momento non si sbilancia. Si tratta di Francesco Maragno, il candidato sindaco del Polo dell’Alternativa che, con il 30 per cento in più dei voti personali ricevuti rispetto alle liste d’appoggio, è stato già eletto il sindaco “moralmente” più amato dai montesilvanesi. L’ex aspirante sindaco, pur confessando di non aver ancora preso una decisione, è stato avvistato ieri pomeriggio intorno alle 17 in compagnia del presidente della Regione Gianni Chiodi. Interpellato a riguardo, Maragno ha mantenuto l’aplomb che lo ha contraddistinto nel corso di questa campagna elettorale. «Stiamo ascoltando entrambe le parti», spiega, «perché quello che ci sta a cuore è fornire garanzie maggiori ai cittadini e non il nostro personale tornaconto. Per questo sarà una scelta senza pregiudizi o condizionamenti psicologici», continua, «ma dettata solo da condivisione delle scelte programmatiche». Se così fosse, la scelta più ovvia sarebbe quella di appoggiare la candidata di centrodestra Musa, almeno secondo il coordinatore provinciale del Pdl, Lorenzo Sospiri. «Maragno non è un uomo di sinistra», sottolinea, «e la sua proposta sulla riduzione al minimo dell’imposta Imu mi è apparsa speculare a quella presentata dalla nostra coalizione». A fare la differenza potrebbero essere anche gli stessi candidati consiglieri. «Dopotutto Tereo, per fare un esempio», spiega Sospiri, «è un ex esponente di Alleanza Nazionale. Credo sia un’ottima opportunità per ricompattare l’area di centrodestra».
Lascia aperta la porta del confronto politico e programmatico anche il segretario regionale del Pd Silvio Paolucci. «Apprezziamo il risultato del primo turno, ma ora si apre una nuova partita», commenta, «non sappiamo ancora se ci sia margine per eventuali apparentamenti, ma riteniamo che le persone abbiano ormai capito che Musa rappresenta una continuità con la vecchia amministrazione».