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Pescara, 17/06/2026
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Data: 10/05/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Lavoro, in provincia il 39% è precario. Maglia nera a Teramo: solo un nuovo contratto su quattro è a tempo indeterminato

TERAMO. Il 39% dei lavoratori in provincia di Teramo è precario. Le nuove assunzioni confermano il trend, visto che solo uno su quattro dei nuovi contratti di lavoro stipulati è a tempo indeterminato: ciò significa che per gli altri tre la strada rimane quella del precariato e dell’incertezza lavorativa. Una vera piaga nel Teramano, secondo i dati forniti dal segretario provinciale della Cgil, Giampaolo Di Odoardo, che ha voluto lanciare così un appello per la Giornata nazionale contro la precarietà che si celebra oggi in tutta Italia.
A condire le cifre anche una provocazione è arrivata dalla Cgil: un cesto con un coccodrillo e tante cipolle che il sindacato consegnerà presto a Elsa Fornero, un “regalo” che fa riferimento alle ormai celebri lacrime del ministro, giudicate da Di Odoardo come «false» e inopportune. «Il governo non ha preso finora nessuna decisione per cercare di eliminare questo problema», spiega, «e la nostra provincia è un caso esemplare, visto che i dati sul lavoro precario superano la media nazionale, dove su quattro nuovi contratti solo due sono instabili, mentre da noi sono ben tre su quattro. La precarietà sta segnando le nuove generazioni che vivono in un continuo stato di stress e ansia, sarà una vera e propria nuova malattia professionale». Ad aggravare il quadro in provincia ci sono poi i dati della Cgil relativi all’ultimo biennio (2010-2011) durante il quale si sono registrate oltre 10 milioni di ore di cassa integrazione, con più di 5mila lavoratori in mobilità e disoccupazione, il 23% delle famiglie sotto la soglia della povertà, il 77% dei pensionati che vivono con meno di 600 euro al mese e quasi mille aziende chiuse in tre anni. «Purtroppo le misure del governo hanno soltanto rimandato le scelte più importanti, come quelle sui tagli agli sprechi e ai costi della politica», continua Di Odoardo, «le decisioni prese stanno innescando una guerra tra generazioni, visto che si ritengono responsabili i padri e i nonni della situazione lasciata ai giovani, mentre nella maggior parte dei casi sono proprio le famiglie l’unico punto di riferimento e di sostegno». La ricetta della Cgil contro la precarietà è semplice: abolirla, eliminando tutte le forme contrattuali così dette “atipiche” che hanno dato vita al fenomeno. Questo l’appello lanciato dalla Cgil che oggi chiamerà a raccolta a Teramo tutti i suoi delegati per un incontro, a partire dalle 9.30, nella sala polifunzionale della Provincia. «Chiederemo ai lavoratori garantiti di farsi carico dei problemi del precariato», conclude Di Odoardo, «senza di loro sarà impossibile far condurre solo ai precari questa battaglia».

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