Presto in aula gli emendamenti predisposti da maggioranza e governo alla riforma Fornero. Pdl soddisfatto per gli aggiustamenti sulla flessibilità in entrata. In cambio, più risorse per cocopro. Cgil: "Pagano ancora i giovani". Bonanni: "Niente scherzi"
Alla vigilia della giornata nazionale di mobilitazione contro la precarietà del 10 maggio si riaccende il dibattito sul Ddl lavoro che, dopo settimane di stallo, dovute soprattutto all'appuntamento elettorale, riprende il suo percorso in Senato. Sono attesi a breve, forse già nella giornata di giovedì 10 maggio, gli emendamenti dei relatori e quelli del Governo.
Così hanno annunciato i relatori Tiziano Treu del Pd e Maurizio Castro del Pd. “Stiamo lavorando molto duramente con l'intenzione di arrivare domani (10 maggio, ndr) ad un prodotto, ma il lavoro non è ancoraconcluso. Siamo una in una fase delicata”, ha detto Castro.
Ieri (8 maggio) nel corso di un incontro riservato con il ministro del Lavoro, Pdl, Pd e Terzo Polo hanno più o meno concordato un pacchetto ristretto di modifiche al testo che dovrebbe permettere un iter ragionevolmente veloce all'esame parlamentare della legge”. Lo scrive Roberto Giovannini su La Stampa. Che spiega: “Le novità riguarderanno la flessibilità in entrata, con cambiamenti - ancora da definire nei dettagli - che renderanno meno stringente il giro di vite contro i contratti a termine e le partite Iva (per le qualifiche professionali più alte) che nascondono lavoro dipendente stabile. In particolare si ridurrà il lasso di tempo di ‘fermata’ obbligatoria tra la fine di un contratto a tempo determinato e il suo rinnovo”.
Da parte sua il presidente del consiglio Mario Monti, invita a fare in fretta: “Spero che la riforma possa essere varata presto dal Parlamento”, ha detto il premier intervenendo in una conferenza stampa a Firenze. E questo, ha aggiunto, “per rendere più moderna l'economia e più giusta la società in una prospettiva di crescita”.
Naturalmente, la discussione è ancora in corso e i contenuti degli emendamenti o gli aggiustamenti previsti non sono noti. Tuttavia, è già da annotare la soddisfazione espressa dal presidene dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri: “Registro con favore l'accettazione di molte nostre proposte che cambiano sostanzialmente il disegno di legge iniziale per quanto riguarda la flessibilità in entrata, con particolare riferimento alle partite iva, al lavoro a tempo determinato e ad altri punti fondamentali”.
Soltanto indiscrezioni, per ora, ma che mettono già in forte allarme i sindacati: “Se fossero confermate le anticipazioni su un possibile accordo tra il governo e le forze politiche che lo sostengono che allenterebbe ancora di più i vincoli per i contratti precari sarebbe un fatto grave, una scelta che sarebbe pagata ancora una volta dai giovani”. Questo il commento dei giovani della Cgil che si preparano alle manifestazioni e ai presidi del 10 maggio in oltre 60 città in Italia, per la mobilitazione indetta dalla confederazione di Corso Italia, con lo slogan, “l’unico taglio giusto è quello alla precarietà”.
Preoccupazione la esprime anche il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni: “Speriamo non ci facciano scherzi su partite iva e false cococo che sono un disastro per i giovani e sulle associazioni in partecipazione che sono un delitto per i giovani”, afferma il numero uno della Cisl. E sull'articolo, per il quale si ipotizzano aggiustamenti del Governo, Bonanni invita a “mantenere l'equilibrio raggiunto”.
Intanto, le agenzie anticipano un'altra possibile modifica al ddl: più risorse per gli ammortizzatori sociali destinati ai collaboratori. Sarebbe questo uno dei contenuti degli emendamenti su cui si sarebbe raggiunta l'intesa all'interno della maggioranza e con il governo sul ddl lavoro. Se il Pdl ottiene modifiche sulla flessibilità in entrata, il Pd porterebbe a casa circa 200 milioni di euro spalmati su più anni per i collaboratori. Per verificare gli esatti termini dell'intesa però bisogna aspettare i testi che saranno elaborati tra stasera e domattina.