C'è sempre un colpo a sorpresa nella sempre più complicata vicenda dell'ex Acms. È di ieri l'ultima offerta del nuovo gestore, il gruppo Clp, che ha prospettato la possibilità di ripresa del trasporto pubblico a Caserta entro la metà di questo mese, adempimenti burocratici permettendo. Lo ha notificato la presidente del cda Giuseppina Esposito a tutti gli organismi istituzionali e parti sociali, a pochi giorni di distanza dalla diffida inoltrata dall'Amministrazione Provinciale. La società di Napoli, secondo quanto riportato in un documento, conta di dare inizio al nuovo corso servendosi di mezzi propri, con 40 autobus di proprietà, con i locali di rimessaggio per i quali sono in itinere le trattative di conduzione. Tanto, nelle more della messa a disposizione da parte della curatela fallimentare degli impianti fissi e del materiale rotabile già in dotazione all'Acms. Punto cruciale della gestione resta l'utilizzazione delle risorse umane, 340 unità, tra personale indiretto ed autisti (270) che verranno assunti con l'applicazione del contratto Anav, l'associazione datoriale al quale la stessa società aderisce. Nella nota viene anche precisato che l'azienda non intende avvalersi delle prestazioni delle rimanenti 100 unità, tuttora in mobilità. «Come è stato verificato l'8 maggio - viene spiegato - non risulta applicabile ai nuovi assunti il ricorso al contratti di solidarietà difensiva, contrariamente a quanto verbalizzato in sede di riunione tra le parti il 5 aprile scorso». L'ultima sottolineatura riguarda appunto l'esito dell'ultimo confronto alla Regione sugli ammortizzatori sociali, questione per la quale il gruppo ha ribadito l'impossibilità di accollarsi altri impegni economici, neanche sotto forma di anticipazioni. «Un'eventuale difformità da quanto prospettato - questa la conclusione - riprodurrebbe in capo alla società le difficoltà economiche che hanno portato l'Acms al fallimento, riproponendosi tutte le anomalie poste in rilevo nelle sue relazioni dall'ex commissario liquidatore Francesco Fimmanò». Così nuovi problemi sembrano profilarsi sul piano occupazionale rispetto ad una trattativa che da più di un mese è stata portata avanti presso la Regione e che fino a ieri l'altro aveva fatto intravedere anche una possibile via d'uscita attraverso una forma di premialità aggiuntiva per Clp in ordine alla dotazione finanziaria prevista per quest'anno. A rendere ancor più irta di ostacoli la prosecuzione della mediazione ha contribuito l'infortunio capitato al massimo dirigente dell'assessorato regionale ai trasporti, Botta, al termine dell'infuocato vertice all'Ormel di martedì scorso. A seguito di tanti «contrattempi» importante comprendere le reazioni delle organizzazioni sindacali di categoria che hanno sempre rivendicato il rispetto dell'accordo regionale del 5 aprile e che quest'oggi si riuniranno a Caserta. «Non ancora posso anticipare nulla - ha dichiarato Enzo Sperlogano segretario della Uiltrasporti - tuttavia voglio precisare che il problema centrale non riguarda soltanto il rapporto tra azienda e sindacati ma anche il rapporto con le istituzioni, Regione, Provincia, Comune ovvero i soggetti che hanno approvato l'affidamento del servizio. Noi abbiamo sempre ribadito e continueremo a farlo che la pregiudiziale fondamentale per ogni soluzione è la riassunzione dei 448 lavoratori che facevano parte della pianta organica ex Acms». Nel frattempo continuano i disagi per i pendolari per i quali i collegamenti sono interrotti ormai da fine marzo. La situazione, sia per i riflessi sul diritto negato alla mobilità sia per le possibili ripercussioni di ordine giudiziario, non è passata inosservata presso gli organismi ministeriali di controllo, come dimostra l'ultimo intervento della Commissione di garanzia operante presso il Ministero dei trasporti.