Il piano dei tagli alle linee del Cstp fa scoppiare un altro caso: bloccato praticamente ad horas il nuovo piano d'esercizio che doveva partire oggi. Martedì la riunione al Comune, tra i tecnici dell'assessorato alla Mobilità e quelli dell'azienda, aveva portato a una prima massiccia ipotesi di cambiamento dell'esercizio, non solo per rivedere il taglio indiscriminato a cinque linee (dalla 41 alle 45 comprese) partito lunedì - per la morosità sul pagamento dei servizi aggiuntivi, individuati solo in queste cinque linee - e ridistribuirlo su tutte le linee. Il nuovo piano d'esercizio ideato nell'incontro tra Comune e azienda prevedeva un intervento anche sui cosiddetti servizi minimi. Aumentando il corrispettivo chilometrico di sessanta centesimi da parte del Comune ma restando uguale il plafond da destinare all'azienda, sarà inevitabile tagliare i chilometri. Individuata anche la percentuale dei tagli: il 24 per cento (guarda caso corrispondente al 24 per cento dell'orario di lavoro tagliato con i contratti di solidarietà applicati a tutti i lavoratori: domani l'incontro all'Ormel) corrispondente a circa 250mila chilometri, sul monte di circa un milione che il Cstp percorrerà per il Comune da qui fino alla fine dell'anno. Meno chilometri, meno corse, meno personale: il taglio varrebbe circa trenta esuberi in più rispetto al numero attuale. Il prospetto dei servizi erogati per il Comune di Salerno, ipotizzato l'altroieri, delineava una lunga teoria di cambiamenti che penalizzerebbe ancora di più le periferie e i collegamenti da e per l'ospedale. Nel dettaglio, l'ipotesi prevedeva la soppressione della linea 5 (via Ligea, zona industriale) e della linea 30 (via Ligea, Matierno) e pesanti interventi anche sulla linea 6 (teatro Verdi, Mariconda, quartieri Italia ed Europa), sulla 11 (Sant'Eustachio, Fratte) e sulla 25 (stazione centrale, ospedale Ruggi d'Aragona, Monticelli): per queste ultime tre linee il taglio avrebbe riguardato un turno intero (quattro corse) dalle 18 in poi, spostando la cadenza da un autobus ogni mezz'ora a uno ogni 50-60 minuti. Il piano doveva partire oggi, come detto. Ma ieri è stato messo in stand-by: la marcia indietro, raccontano le voci di dentro, è scattata di fronte alla reazione dei sindacati davanti alla proposta. Così il Comune avrebbe chiesto di non procedere ancora ad alcuna pianificazione, in attesa di nuove indicazioni. E aspettando che una delibera metta il sigillo sui tagli. Un passaggio formale indispensabile visto il clima non proprio amichevole instaurato tra Comune e Cstp. Rapporti, prendendo in prestito una terminologia usata da alcuni tecnici di palazzo di città, ormai «ai verbi difettivi». Quindi, per ora, restano sospesi i servizi aggiuntivi. Cioè, restano tagliati fuori dal trasporto pubblico i residenti toccati dalle linee che vanno dalla 41 alla 45, probabilmente ritenuti cittadini di serie B da chi prende le decisioni in merito. Intanto dal 14 maggio cinque autisti, «a titolo sperimentale», passeranno in officina. Ultima curiosità, da oggi ogni documento ufficiale dell'azienda dovrà recare, accanto alla sigla Cstp, la dicitura «azienda in liquidazione»: già predisposto l'acquisto di un apposito timbro.