Buone notizie da Palermo per gli ottantacinque ex ferrovieri Servirail licenziati nel dicembre scorso. Il ministro delle Infrastrutture e Trasporti ha autorizzato Trenitalia a dare l'«ok» alla partenza del treno «Sicilia-Milano» sin dall'entrata in vigore del prossimo orario. A darne notizia è stato l'assessore regionale ai Trasporti PierCarmelo Russo durante l'incontro con la delegazione dei lavoratori ex "cuccettisti" giunti in mattinata dalla nostra città. «Alla luce della novità di oggi - sostiene la Fit Cisl - non vi è alcun altro impedimento per la convocazione dell'incontro in sede nazionale richiesto per valutare i riflessi occupazionali sui lavoratori ex Servirail del nodo siciliano». L'assessore PierCarmelo Russo ha contattato ieri il dirigente responsabile di Ferrovie dello Stato Domenico Braccialarghe per accelerare l'iter che dovrà portare all'incontro, secondo l'assessore Russo "entro una decina di giorni da oggi". «Un piccolo passo avanti - sostiene la Fit Cisl - che toglie a Ferrovie ogni alibi per aprire urgentemente il tavolo della vertenza occupazionale e in tal senso continueremo il pressing già in atto per garantire per tempo la ricollocazione degli 80 lavoratori di Messina». La vertenza Servirail è "scoppiata" due mesi prima della fine del 2011 quando le Ferrovie avevano deciso il "taglio" dei treninotte in partenza dal Sud verso il Nord come in direzione contraria. Da allora i lavoratori insieme alle organizzazioni sindacali confederali e autonome avevano iniziato una lunga serie di proteste, anche con "blocchi" di convogli di passaggio in città. Per altri nodi ferroviari la società ha pensato alla ricollocazione del personale in esubero. La partenza del trenotte Sicilia-Milano dovrebbe restituire posti di lavoro al nostro territorio. Infine sul fronte disoccupazione e precariato, oggi, come in altre città italiane, la Cgil ha organizzato una serie di iniziative per chiedere al Governo di cambiare un meccanismo che sta duramente penalizzando il futuro di intere generazioni. Di mattina per le vie del centro e nei pressi dell'Università, è stato organizzato un volantinaggio con distribuzione di materiale informativo. La Cgil sollecita il Governo ad intervenire sui contratti atipici e precari, riducendone il numero e bilanciando la flessibilità con compensi più equi e chiede inoltre che si intervenga subito sostenendo l'occupazione con investimenti e politiche pensate per i giovani. Resta infatti fisso a 46 il numero di forme contrattuali "flessibili" a cui le aziende possono accedere.