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Pescara, 17/06/2026
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Data: 11/05/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Lavoro, arriva il salario base per i precari. Emendamenti Pd-Pdl al ddl Fornero. Cgil: modifiche ininfluenti. Incertezza sugli esodati

ROMA. Salario di base ai co.co.pro (collaboratori a progetto), una tantum di indennizzo ai lavoratori parasubordinati che perdono il lavoro, allentamento della stretta sulle partite Iva (spesso fasulle). Il pacchetto di modifiche al ddl lavoro è affidato a 43 emendamenti presentati al Senato dai due relatori Maurizio Castro del Pdl e Tiziano Treu del Pd, frutto dell’accordo tra le due forze politiche. Il ministro Fornero ha auspicato ancora la «rapida approvazione in Parlamento» del suo provvedimento e difeso la riforma delle pensioni: è stata «dura e molto severa» ma resa necessaria, ha insistito, dalla prospettiva «di un vero baratro finanziario».
La «coppia di fatto» Castro-Treu, come la definisce lo stesso ex ministro del Pd, ha dunque blindato la riforma Fornero, con la benedizione dello stesso ministro. Le novità principali riguardano anzitutto i co.co.pro, circa la metà dei lavoratori parasubordinati (sono 676 mila), che dovrebbero ottenere un salario base individuato sulla base delle tariffe minime dei lavoratori autonomi e della media delle retribuzioni stabilite dai contratti collettivi. Per chi perde il posto è prevista l’erogazione di un indennizzo. Le partite Iva che hanno un reddito annuo lordo di almeno 18 mila euro sono considerate vere e non «fasulle» per nascondere, invece, lavoro nero. Per stanare quelle finte dovrebbero essere modificati i criteri di durata che non deve superare gli otto mesi mentre il corrispettivo pagato non dovrà eccedere l’80% di quello dei dipendenti. Si cambia anche sul fronte dei contratti a tempo la cui durata salirà da sei mesi a un anno.
Sull’articolo 18 una novità e nuove incertezze. Arriva un meccanismo definito antifrode che consente di non bloccare la procedura di conciliazione nel caso di malattia, con l’eccezione della maternità e l’infortunio sul lavoro. Da decidere invece, nei casi di licenziamenti disciplinari, il grado di potere dei giudizi per la riassunzione.
Ma queste modifiche non piacciono alla Cgil che le ritiene ininfluenti. «Nel testo originario - ha commentato il segretario generale Susanna Camusso - del ddl non c’è una scelta netta per ridurre la precarietà» e anche gli emendamenti «non fanno questa operazione: non si vede un segno di cambiamento». Anche sugli esodati Camusso dice di aver provato «dopo il mea culpa del ministro una grande delusione. Non abbiamo avuto una risposta che ci permetta di dire che possono stare tranquilli». Anche Bersani critica il ministro. Al segretario del Pd non è piaciuto quel «si vedrà» sul destino di quei cittadini non compresi nei 65 mila coperti dal decreto: «i soldi si devono trovare».
E domani si terrà a Roma la manifestazione di protesta contro il governo promossa dalla Federazione della Sinistra. Tra le adesioni Margherita Hack, Citto Maselli, Vauro, lo scrittore Carlotto. Oltre ai segretari Diliberto e Ferrero parleranno i rappresentanti delle sinistre europee vincenti: i comunisti francesi, la Linke tedesca e la Syriza greca.

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