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Data: 11/05/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Trota laureato a sua insaputa «Tirana? Non ne so niente»

Il fratello Riccardo a Belsito: grazie per aver pagato i conti

ROMA - C’è gente che ricorda minuto per minuto, e per tutta la vita, il momento della laurea: la paura, la gioia, la commozione di mamma e papà, il brindisi finale. E c’è chi invece, come il Dottor Trota, afferma: «Mi dissocio completamente da quel certificato di laurea in Albania che mi viene attribuito». Così fasullo che non ci crede neppure lui, Renzo Bossi, che di questa laurea tarocca e inconsapevole è stato il protagonista e il beneficiario. Tra gli sghignazzi di mezza Italia, anzi tutta, che in queste ore si sta godendo su Youtube il video di un perfetto finto Trota che sulla falsariga della celebre canzone di Nek canta con la sua chitarrina da bebè: «Laurea non c’è, / è colpa mia, / non ho studiato geografia. / Ecco perchè la maturità / me l’ha comprata mio papà. / Laurea non c’è / è in Albania....».
«Ma io - ha svelato ieri Bossi junior - non conosco l’albanese, a Tirana non sono mai stato e non ho mai vantato titoli universitari». Ah, no? E allora come mai il Trota ha fatto un pressing asfissiante - fino a pochi giorni fa, quando il certificato di laurea è stato scoperto dentro la cartellina The Family nella cassaforte di Belsito - per farsi riconoscere dall’ambasciata albanese in Italia la validità internazionale di quel pezzo di carta fasullo e prezzolato? E comunque, la laurea «a mia insaputa» è davvero spassosa. Il Dottor Trota è anche filologo: «Ho condotto un’analisi critica del documento che mi viene attribuito senza che ne sapessi niente, e noto che la data della mia nascita è errata». «Questo è un dato non poco rilevante», fa scientificamente notare il pesce-filologo che a questo punto, in seguito all’attenta esegesi del certificato appena condotta, meriterebbe come minimo di finire alla cattedra di paleografia e diplomatica della Sorbona.
Insomma è stato cucito addosso al Trota in una lingua a lui ignota un titolo universitario che non voleva, di cui è sempre stato ignaro e che dev’essere stato il frutto di un complotto. «Utilizzano questa cosa della laurea - attacca l’ex esponente regionale lumbard - come un’arma per impaurire mio padre e per convincerlo a non ricandidarsi alla carica di segretario della Lega». Forse invece, più semplicemente ma più gustosamente, è stata inventata da qualche nemico maligno questa laurea inconsapevole in modo da fare divertire tutti alle spalle del riccioluto padanista pluri-ripetente e finto-laureato. Ieri infatti migliaia di persone hanno cliccato gustosamente su un sito chiamato Trotaelode. Nel quale ci si registra, si specifica la disciplina in cui ci si vuole diplomare (da economia a ostetricia) e nel giro di pochi istanti a proprio nome si riceve on line il finto certificato dell’improbabile ateneo, con tanto di bolli e ghirigori pseudo-autorevoli, come quelli che hanno fatto diventare una Trota dottore. Ma anche zimbello. Uno dei mille sfottò circolanti su Twitter dice così: «Ieri ho pescato una trota così grossa, che aveva due lauree». Ma anche la vicenda si ingrossa. Una folla di albanesi - e questo non è uno scherzo - è scesa in piazza a Tirana, chiedendo le dimissioni del ministro dell’istruzione a causa dello scandalo Bossi.
Ce ne sarebbe abbastanza, per scrivere un bel film demenziale. Ma le sorprese non finiscono qui. Dalla cassaforte di Belsito, ieri è spuntata una lettera scritta all’ex tesoriere calabro-lumbard dal primogenito di Bossi, Riccardo, quello che voleva andare all’Isola dei famosi e il padre glielo ha impedito dicendo così: «Se quell’idiota ci prova, lo prendo a calci nel culo!». Scrive Riccardo a Belsito: «Caro Francesco, ti elenco i pagamenti a cui devo fare fronte al 31 gennaio 2011». Segue la lista dei pagamenti richiesti: «981 euro relativi al noleggio di una Clio», il saldo in contanti delle «multe arrivate ad oggi e quantificate in 1.857 euro», un pagamento non meglio specificato per il noleggio di un’altra auto e un altro pagamento di 12.625 euro (indicato come «5.175 + 7.450») per il noleggio di una terza macchina «fino a febbraio 2011». E i graffi e le ammaccature? Anche quelle vanno pagate con i soldi pubblici dei rimborsi elettorali. «Bisogna saldare - avverte Riccardone - un lavoro in carrozzeria per 3.900 euro e rate di leasing assicurazione per 2.589 euro». La lettera a Belsito si conclude così: «Grazie mille per tutto quello che stai facendo».
Ma riecco il Trota. Che cosa fa adesso? Ha detto di voler fare l’agricoltore e gli è subito arrivata dal Cilento un’offerta di lavoro: un posto in un’azienda del salernitano, con tanto di alloggio a disposizione. In quella stanzetta da accademico-contadino egli magari la sera riscriverà, alla maniera di Publio Virgilio Marone, le Bucoliche con il loro celebre incipit un po’ ritoccato: «Trota, tu patulae recubans...»?

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