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Pescara, 09/04/2026
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Data: 12/05/2012
Testata giornalistica: Il Mattino
La crisi del tpl - Ex Acms, il nodo dei 100 esuberi. Lunedì il vertice.

A distanza di un mese e mezzo dal fallimento Acms regna l'incertezza sulla ripresa del trasporto pubblico a Caserta. Non trova infatti consensi sul territorio il piano d'azione che il nuovo gestore del tpl, il gruppo Esposito, intende realizzare per la prossima settimana. Sul fronte sociale vengono avanzate serie perplessità sulle strategie annunciate sia per quel che riguarda l'assetto occupazionale sia per quel che riguarda il rispetto delle procedure di affidamento del servizio. Per questo ieri mattina circa duecento ex dipendenti dell'Acms hanno presidiato il palazzo di governo. Nel corso della manifestazione è stato anche attuato per un'ora un blocco stradale che ha procurato pesanti conseguenze sul traffico cittadino. Alla base della tensione, l'esigenza di chiedere un intervento decisivo da parte della Regione perché venga ripresa una trattativa bloccata anche dopo che la stessa istituzione ha dato la disponibilità a reperire risorse aggiuntive per garantire il mantenimento di tutti i livelli occupazionali. L'istanza, rappresentata da una delegazione sindacale alla prefettura, ha trovato un risposta immediata. Lunedì le consultazioni tra le parti dovrebbero riprendere a Palazzo S. Lucia dove sarà indispensabile effettuare un'ulteriore verifica sia per i nodi contrattuali sia per l'applicazione delle intese. Problema, quest'ultimo, sottolineato dalle organizzazioni sindacali in un documento a firma dei segretari regionali e territoriali Salsano, Colombo, Esposito, Cipollaro, Caniglia, Leoncito, Donato, Gatto e Massimo. A loro dire il rispetto dell'accordo regionale del 5 aprile costituisce una condizione senza la quale si potrebbe inficiare lo stesso procedimento di assegnazione del servizio. «A questo punto non devono essere formalizzate le lettere di assunzioni secondo gli intendimenti dell'imprenditore, e non secondo gli atti di affidamento del tpl - si legge nella nota- anche allo scopo di prevenire ulteriori ed incontrollate tensioni tra i lavoratori, in aggiunta ai probabili contenziosi che potrebbero promuovere le altre aziende invitate alla gara». Infine un monito: «Ci riserviamo di adire nelle sedi competenti affinché prevalga il rispetto di quanto già verbalizzato». Dal canto suo l'imprenditore di riferimento Carlo Esposito è sempre impegnato a trovare una soluzione, ma non è d'accordo sul ricorso ai contratti di solidarietà per circa 100 lavoratori in eccedenza. «Per l'ATC di Vitulazio, azienda gestita da mio fratello Luigi - ha fatto notare - sono passati 9 mesi prima che la pratica potesse essere conclusa. Ribadisco che i lavoratori saranno assunti ex novo trattandosi di nuova gestione. Comunque senza un confronto con gli enti di riferimento, si discute del nulla». Sul tappeto peraltro restano ancora due problemi tuttora irrisolti. Il primo riguarda l'integrazione tariffaria ed il rapporto tra Clp ed Unicocampania. L'altro nodo, affatto secondario, riguarda l'intenzione dell'azienda di avvalersi del contratto Anav, scelta che, manco a dirlo, viene messa in discussione. «Con l'accordo del 5 aprile è stato approvato il riconoscimento delle clausole contributive e giuridiche in godimento prima del fallimento, quindi sulla base del contratto Asstra - osserva Natale Colombo della Filt Cgil- ma la questione potrebbe essere ininfluente se l'azienda sarà disposta ad osservare i diritti già acquisiti nel corso degli anni da tutti i dipendenti»

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