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Data: 12/05/2012
Testata giornalistica: Il Mattino
Il piano manutenzioni non decolla alla Circum ancora treni soppressi

L'aumento della produttività di macchinisti e capistazione sarà all'ordine del giorno dell'incontro tra Circumvesuviana e sindacati che si terrà lunedì. Ma la giornata si annuncia già infernale, con gli autonomi dell'Orsa decisi a protestare vivacemente e a contestare un eventuale piano che, paventano gli stessi sindacalisti, potrebbe portare a decine di esuberi e ad un taglio del personale. Non solo: sotto accusa anche la delibera dell'Eav del 4 maggio nella quale si ipotizza una scissione delle tre società controllate dall'Ente (Circum, MetroCampania e Sepsa). «Vogliono svendere la Circum, svuotarla per fare in modo che possa attirare i privati. In tempi di crisi occupazionale è una scelta scellerata, contro la quale ci opporremo in maniera decisa», dice Luca Del Prete dell'Orsa. L'incontro di lunedì sulla produttività dei lavoratori nasce dopo che l'azienda ha evidenziato l'esigenza di rivedere l'attuale contratto di lavoro di macchinisti e capistazione (stipulato quando la Circum era di gestione governativa). I dirigenti discuteranno con i sindacalisti (in riunioni separate) di aumento della produttività, ma in molti, tra i dipendenti, sono pronti a scendere in piazza: dietro l'angolo ci sarebbe, infatti, la possibilità di esuberi. Ecco perché quel giorno l'Orsa ha organizzato «Occupy Circum», chiedendo a tutti di manifestare contro l'ipotesi di tagli del personale: «Invitiamo tutti i dipendenti, anche chi lavora in ufficio, a scendere nell'atrio dello stabilimento e ad accogliere tutti i sindacalisti che andranno all'incontro. Dobbiamo far sentire tutte le ragioni della nostra rabbia. Bisognerà poi presenziare la sala dove sarà tenuto l'incontro e fare sentire anche ai rappresentanti aziendali tutto il nostro dissenso verso questo progetto che ha un solo scopo, mortificare i lavoratori». Gennaro Conte, anch'egli del sindacato autonomo, lancia una provocazione ai suoi colleghi di Cgil, Cisl e Uil: «I sindacalisti che eventualmente dovessero firmare un piano con esuberi da ricollocare e quindi da retrocedere dovranno dare il buon esempio ed essere i primi a praticare questa sorta di mobilità interna». Un clima tesissimo, dunque, che si aggiunge ad un servizio che, nonostante le rassicurazioni della Regione, continua ad essere poco efficiente. Nonostante la riduzione dell'orario, infatti, le soppressioni continuano: non decine come avveniva fino a un mese fa, ma comunque creano disagi ai pendolari. L'altro ieri due treni, uno diretto a Sorrento e l'altro a Poggiomarino, sono stati cancellati senza preavviso. Il provvedimento ha determinato una serie di problemi: alle soppressioni, infatti, sono seguiti i ritardi delle corse successive, gli affollamenti sulle pensiline e nei convogli, le proteste dei cittadini. Un film già visto, che avrebbe dovuto appartenere al passato ma, invece, si è ripresentato perché i treni a disposizione sono ancora pochi. L'altro ieri erano 36, ieri 43, tanto che alcune corse sono passate da tre a due convogli (senza soppressioni, però). Il nodo della manutenzione, insomma, non è stato ancora del tutto sciolto. «Stiamo aspettando ancora un effettivo rilancio. Senza di esso non ha senso parlare di aumento della produttività», dice ancora Luca Del Prete.

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