Iscriviti OnLine
 

Pescara, 09/04/2026
Visitatore n. 752.964



Data: 12/05/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
«Dal governo nessun aiuto» l’addio al veleno di Testa. Dragaggio, un altro anno perso. Il grido d’allarme dell’economia

Alla fine, su tutti, vince il ddt, il famigerato pesticida al bando dagli anni '70. E' lui, oggi, l'unico padrone del porto. Il ministero dell'Ambiente lo addita come la vera causa del mancato dragaggio dei fondali, l'ostacolo allo smaltimento dei fanghi in mare. Ma la verità resta un mistero, nascosta nelle formule chimiche dei laboratori dell'Arta e di quelli privati ai quali si sono rivolti i carabinieri del Noe, con l'arbitro Ispra (l'istituto superiore della sanità) che fa come Pilato.
Vicenda kafkiana, drammatica per le sorti dell'economia della città. Perché Pescara vede squagliarsi sotto gli occhi di tutti una infrastruttura vitale per la pesca, gli scambi commerciali, il turismo, mentre le istituzioni alzano le braccia in segno di resta. Ieri mattina il presidente della Provincia, Guerino Testa ha confermato la notizia anticipata da Il Messaggero: le dimissioni da commissario straordinario per l'emergenza del dragaggio. Accanto a sé aveva cinque grosse cartelle con centinaia di documenti: «Ecco cosa abbiamo prodotto in questi 12 mesi, ma non è servito a nulla». Allarga le braccia l'ex commissario. Ribadisce di non avere avuto alcuna risposta da Roma, dal governo dei professori, dal parlamento (l'interpellanza bipartisan firmata da Vittoria D'Incecco e Andrea Pastore non è mai stata neanche discussa in commissione).
«Troppi veti incrociati insuperabili - si sfoga Testa -, assoluta carenza di mezzi finanziari. Abbiamo fatto il possibile, resta solo amarezza e sconforto».
Ma il Governo in questo caso era anche lui, perché la nomina di commissario fu firmata il 20 giugno dello scorso anno dal premier Berlusconi e le sue dimissioni hanno come destinatario Mario Monti: l'indirizzo della raccomandata è appunto quello di Palazzo Chigi. In città il Governo è anche rappresentato dal prefetto, dal comandante della capitaneria di porto, Luciano Pozzolano, ieri accanto a Guerino Testa nella drammatica conferenza stampa che si è svolta nella sala Figlia di Iorio della Provincia, dove il rituale dell'incontro ha assunto toni da muro del pianto, con il presidente di Confindustria-Pescara, Enrico Marramiero che invita la città e i mezzi di informazione a prendere coscienza della gravità del momento, probabilmente a corto di rassegna stampa nel suo ufficio. C'è la marineria, rappresentata da Francesco Scordella, che ringrazia Testa per lo sforzo profuso, ma avverte: «Non chiamateci più ai tavoli, perché quello che è accaduto fino ad oggi è vergognoso, ad iniziare dai giochi della politica, da una parte e dall'altra. In un paese civile, dopo un anno di lavoro - si è sfogato Scordella - ho fatto più incontri io di un ministro. Non credo più nelle istituzioni, ci hanno chiesto solo doveri, dimenticandosi dei diritti».
C'è il presidente della Camera di commercio, Daniele Becci, che ascolta più sfiduciato che mai. C'è Bruno Santori, presidente di Confesercenti e titolare della Sanmar, la società che gestisce i collegamenti con la Croazia senza navi e senza aliscafi alle banchine. C'è il rituale della politica, con le opposizioni che incalzano: «Testa - dice il consigliere regionale del Pd, Marinella Sclocco - è stato lasciato solo soprattutto dai suoi compagni di partito». E di «vicenda vergognosa» parla anche il capogruppo del Pd in consiglio comunale, Moreno Di Pietrantonio; mentre Antonella Allegrino (Idv) osserva: «L'unica cosa concreta di un anno di lavoro da commissario sono le dimissioni di Testa».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it