A San Salvo il Pd boccia l’apparentamento con il candidato del centrosinistra Di Stefano
PESCARA. Centrodestra e centrosinistra mai così divisi al loro interno come in questa campagna elettorale. A una manciata di ore dalla dichiarazione degli apparentamenti tra liste e candidati sindaci (la scadenza è domani) le partite sono tutte aperte o quasi, i mal di pancia numerosi, e difficili i tentativi di arrivare a una sintesi. A San Salvo, emblema della divisione a sinistra, il Pd e le liste civiche che hanno sostenuto Arnaldo Mariotti hanno deciso di non dare indicazioni di voto, bocciando apparentamenti o accordi sotto banco con Domenico Di Stefano candidato della coalizione formata da Sel, Idv, San Salvo democratica e Partito socialista (30,29% al primo turno). La lunga campagna elettorale ha dunque inasprito la polemica interna al Pd iniziata con la crisi della giunta. Nella partita tra Tiziana Magnacca, aspirante sindaco del centrodestra (41,18%) e Di Stefano, il secondo è dunque costretto a rincorrere anche i voti della sua area. Per l’avvocatessa, la vittoria è a portata di urna. Esprimono «rammarico e incredulità» i partiti che sostengono il candidato di centrosinistra. Paolo Palomba, consigliere regionale dell’Idv, ha inviato una lettera aperta al segretario regionale del Pd Silvio Paolucci richiamandolo al senso di responsabilità. Per Camillo D’Alessandro, capogruppo Pd in Regione si tratta di una decisione che va rivista perché «fuori da ogni logica».
A Montesilvano il candidato di centrosinistra Attilio Di Mattia si lancia alla caccia del voto di centrodestra dopo la rottura tra Pasquale Cordoma e la candidata del centrodestra Manola Musa.
«Montesilvano è sempre più incredibile», commenta Marco Fars, segretario regionale di Rifondazione comunista, «Cordoma, sindaco uscente di centrodestra, appoggerà, forse, Di Mattia».
Stanno riflettendo i grillini che oggi scendono in strada per raccogliere domande da rivolgere ai candidati.
Francesco Maragno, candidato sindaco del Polo dell’Alternativa è orientato a non fare apparentamenti con la Musa. Forte del 19,02 per cento dei voti (5.042 preferenze), Maragno dice: «A oggi non riusciamo a individuare chi è il meno peggio tra Di Mattia e Musa».
Oggi, Maragno vedrà i suoi collaboratori e i candidati delle sue 5 liste e deciderà. Una decisione attesa soprattutto dalla Musa che proprio da Maragno aspetta un aiuto.
A Ortona il candidato del centrosinistra Vincenzo D’Ottavio non farà apparentamenti forte del suo 41,57%. Più complicata la situazione nel centrodestra, dove Remo Di Martino (Pdl) è costretto a inseguire partendo da un modesto 17%. Al momento Di Martino potrebbe contare solo sulla disponibilità della lista Città Nostra (4,14%) del candidato sindaco Giovanni Valentinetti.
Non sono disponibili ad appartenarsi con Di Martino i due candidati di area centrodestra Giulio Napoleone (8,39%) e Tommaso Cieri (9,88%). A meno che dalla cena di ieri sera con Filippo Piccone e Fabrizio Di Stefano non sortisca un diverso orientamento (ma Di Martino, lasciato solo al primo turno, preferirebbe giocarsela da solo al secondo, a parte l’appoggio di Città Nostra, e far pesare il risultato al momento della scelta dei candidati per le regionali).
All’Aquila Giorgio De Matteis non incassa l’appoggio del candidato del Pdl Pierluigi Properzi che ha lasciato libertà di voto. Ieri De Matteis ha avuto contatti con Angelo Mancini, candidato dell’Idv e ha parlato per telefono con quello di «L’Aquila che vogliamo», Vincenzo Vittorini (che però ha annunciato che non andrà a votare). Le trattative includono anche il candidato sindaco di Fli, Enrico Verini, tentato invece dal centrosinistra, perché entrerebbe in consiglio se vincesse Cialente.
Infine ad Avezzano c’è una proposta del Pdl alle tre liste minori (Iride Cosimati, Pierpaolo Rubeo e Nazzareno Di Matteo) per l’apparentamento con Italo Cipollone, ma i candidati devono sciogliere ancora la riserva. Nel centrosinistra Giovanni Di Pangrazio sta lavorando a un accordo con Lorenzo De Cesare, assessore della giunta uscente di centrodestra.