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Pescara, 17/06/2026
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Data: 12/05/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Cialente e Idv, il matrimonio si può fare. Il candidato sconfitto Mancini punta i piedi: non voglio incarichi, resto consigliere. De Matteis: con noi rinasce la città

Il centrosinistra chiede di fare un accordo politico, ma i dipietristi non cedono: apparentamento

L’AQUILA. Il matrimonio tra Pd e Idv si farà. Tutto porta in quella direzione. Ieri è stata un’altra giornata di incontri e colloqui. In città anche il coordinatore regionale dell’Idv, Alfonso Mascitelli, che ha sentito il segretario del Pd, Silvio Paolucci. Assemblea serale dei candidati delle liste di Angelo Mancini, che, dal canto suo, dice un «personale no» ad apparentamenti e accordi.
Da un lato il sindaco uscente Massimo Cialente candidato del centrosinistra per il ballottaggio, che corteggia appassionatamente l’Idv (ma anche le altre liste civiche premiate dagli elettori). Dall’altro il candidato sindaco dell’Idv Angelo Mancini che vorrebbe dire un clamoroso «no» a proposte di matrimonio «per essere coerente col suo progetto elettorale».
Ma mancano poche ore alla chiusura dei giochi (apparentamenti possibili entro le 18 di domenica) e il centrosinistra stringe sull’Idv. Ieri sera alle 20 il sindaco ha incontrato Mancini ribadendo le sue proposte: «Facciamo un accordo politico e non un apparentamento», ha detto con fermezza Cialente, promettendo al dirigente scolastico assessorati, presidente di municipalizzate e la presidenza del consiglio comunale. Proposte gentilmente rifiutate da Mancini, che non intende rinnegare il suo programma. «La mia idea è che quando un candidato ha fatto una proposta diversa, poi non si apparenta, ma capisco che ci sono i partiti a cui fare riferimento e che si debba scendere a compromesso». Mancini non vuole nemmeno rinunciare all’ ambizione di realizzare «un’amministrazione trasparente, scevra dai clientelismi e dalle lobby» che «il centrosinistra e centrodestra non sono disposti a realizzare». Dunque: apparentamento o niente, in linea con quanto hanno chiesto dai vertici del partito. Di apparentamento ha parlato anche il coordinatore regionale dell’Idv Alfonso Mascitelli, che ieri pomeriggio ha avuto un colloquio col segretario regionale del Pd Silvio Paolucci. In tarada serata Mascitelli si è confrontato, poi, con l’assemblea dei candidati delle due liste di Mancini (Idv e Oggi L’Aquila). Se il matrimonio si farà con la formula dell’apparentamento, in consiglio comunale entrerebbero Angelo Mancini e Giuliano Di Nicola, mentre Cialente perderebbe due consiglieri candidati nelle sue liste. In consiglio comunale entrerebbe, in caso di vittoria del centrosinistra, anche Vincenzo Vittorini di «L’Aquila che vogliamo». «Io non voglio assessorati, resto consigliere», ha ribadito il professore, «intendo mantenere la mia libertà ed essere coerente con le mie proposte. Ma accetterò le decisioni del partito. A noi non interessano le poltrone, ma la presenza in consiglio comunale».
Nutre ancora speranze, invece, il sindaco Cialente, che ieri ha ancora una volta insistito con la necessità di fare accordi politici con l’Idv e non apparentamenti ufficiali. «Io voglio riprodurre la maggioranza che avevo per dare un segnale politico al resto della regione, ma anche perché con l’Idv ho sempre governato bene», ha detto Cialente. Però, a conti fatti, l’apparentamento indebolirebbe la maggioranza di Cialente. «L’accordo politico mi garantirebbe una maggioranza dei due terzi, necessaria per affrontare riforme importanti come la riforma dello Statuto comunale», spiega Cialente.
Il segretario comunale del Pd, Francesco Iritale, intanto, è intervenuto sul risultato elettorale del Pd «estremamente positivo. Lo stato di confusione del Pdl rende ancora più probabile la vittoria di Cialente».

De Matteis: con noi rinasce la città
«Il sindaco vende prebende per ottenere voti»

L’AQUILA. No alla «messa in vendita di prebende e incarichi per ottenere voti». Il candidato sindaco di «L’Aquila città aperta» Giorgio De Matteis critica con forza le modalità con cui il sindaco Massimo Cialente starebbe portando avanti la sua «campagna acquisti» in vista del ballottaggio. «Promette incarichi», tuona De Matteis, «offendendo la dignità dei candidati». Per poi aggiungere che «se un sindaco ha governato bene una città non ha bisogno di aprire una bancarella per svendere incarichi, basterebbe dire ai cittadini: votatemi perché ho governato bene». Poi De Matteis critica «l’improvvisa metamorfosi di Cialente, che ora cerca una grande convergenza». «Noi siamo stati additati come quelli che avevano uno schieramento variegato, mentre abbiamo da sempre in mente una città governata con larga partecipazione al di là degli schieramenti politici». «Il fatto che oggi il sindaco dica che si possa governare anche insieme agli altri», tuona l’esponente del Mpa, «significa che sta prendendo in giro le persone». Quanto agli apparentamenti, De Matteis ha avuto un colloquio «cordiale e aperto» con Angelo Mancini, candidato sindaco dell’Idv e ha parlato per telefono con Vincenzo Vittorini dell’Aquila che vogliamo. Ma le trattative in vista del ballottaggio includono anche il candidato sindaco sconfitto di Fli, Enrico Verini, che in caso di apparentamento «giusto», cioè col candidato vincente, entrerebbe in consiglio comunale. «Verini sta facendo un errore di valutazione che sta determinando la disgregazione di Fli. Il suo elettorato», dice con fermezza De Matteis, «è distante dalle posizioni di Verini che per 5 anni ha condotto una costante opposizione a Cialente». De Matteis ribadisce la necessità «da noi sempre sostenuta, che la città venga governata con ampia parecipazione». «Intanto aumentano i problemi della città», aggiunge De Matteis. «Nel Comune si stanno verificando ritardi nei pagamenti dei lavori alle imprese, le aziende sono in sofferenza e questo è dovuto all’inefficienza».

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