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Data: 13/05/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Cialente si apparenta con l’Idv. L’Aquila, il candidato di centrosinistra allarga la sua alleanza. Properzi: nessuna indicazione di voto. Dal Pdl locale accuse ai dirigenti

PESCARA. Massimo Cialente avrà l’appoggio dell’Italia dei valori nella sua corsa per la riconferma a sindaco dell’Aquila. Il coordinatore regionale dell’Idv, il senatore Alfonso Mascitelli, ha preso la decisione di andare all’apparentamento del suo partito con il candidato sindaco del centrosinistra che, domenica e lunedì prossimi, si confronterà con Giorgio De Matteis, nel secondo turno di voto delle elezioni comunali all’Aquila.
La decisione di Mascitelli è maturata, venerdì sera, dopo una giornata fitta di incontri e colloqui telefonici con Cialente e il segretario regionale del Pd, Silvio Paolucci. E al termine di una lunga riunione con l’assemblea dei candidati dell’Idv nella sede aquilana del partito in via Veneto.
Il matrimonio di Cialente con l’Idv viene celebrato, però, senza il consenso di Angelo Mancini che, al primo turno di voto, era il candidato sindaco del partito di Antonio Di Pietro. Mancini si opposto all’apparentamento, ma i candidati che l’hanno appoggiato al primo turno hanno deciso diversamente a stragrande maggioranza.
«Io non rinnego il mio programma politico», ha detto ieri l’ex candidato sindaco dell’Idv. «Personalmente non mi apparento. Ma accetto la decisione del partito e degli altri candidati».
Per effetto dell’apparentamento, l’Italia dei valori, in caso di vittoria al ballottaggio di Cialente, dovrebbe portare in consiglio comunale un altro candidato, a discapito della lista dei Cattolici e democratici del sindaco uscente.
Quello con l’Idv dovrebbe essere l’unico apparentamento per il candidato del centrosinistra, stando a Cialente che ieri ha annunciato: «Ora solo accordi politici». L’apertura fatta ieri da Cialente all’ex candidato sindaco del Pdl, Pierluigi Properzi, non ha sortito effetti, per ora. Properzi (si legga l’intervista qui sotto) non dà, al momento, alcuna indicazione di voto ai suoi elettori (8,18 per cento di voti raccolti al primo turno), in attesa che Cialente o De Matteis facciano qualche passo concreto in direzione dell’obiettivo di fondo del suo programma: la creazione di una sorta di grande coalizione di salute pubblica per la rinascita dell’Aquila.
Messo a segno l’obiettivo principale di guadagnarsi l’appoggio ufficiale dell’Idv, Cialente ieri ha ringraziato i candidati del Partito socialista, guidati dall’assessore uscente Marco Fanfani, annunciando una intensa settimana «di mobilitazione» per convincere gli elettori a fare un ultimo sforzo e «votare per noi, che siamo gli unici ad avere un’idea di come ricostruire questa città».
«All’indomani del ballottaggio noi cominceremo ad agire per riportare il lavoro in questa città», ha detto ieri il candidato del centrosinistra parlando nel quaryier generale dei socialisti aquilani. «C’è una crisi occupazionale che sta portando le famiglie alla disperazione». Poi si dovranno affrontare «la questione del de minimis e i nodi della ricostruzione pesante, aspetti su cui bisognerà intervenire subito», ha detto il sindaco. Oltre a Fanfani, con Cialente c’erano gli esponenti socialisti Gianni Padovani, Pasquale Corriere e Giancarlo Vicini.
Intanto, dopo la relativa tregua della settimana posto primo turno di voto, la settimana che inzia domani vedrà L’Aquila di nuovo in clima da campagna elettorale. Martedì sarà all’Aquila Massimo D’Alema. Giovedì arriveranno il senatore Franco Marini e il parlamentare europeo del Pd, Giovanni Pittella.

Dal Pdl locale accuse ai dirigenti
Lettera dei militanti del partito: sbagliato non coinvolgerci nelle scelte

L’AQUILA. Giorgio De Matteis alza i toni della campagna elettorale e parla di «ricatti». Oggi alle 12 illustrerà, «carte alla mano», che il centrosinistra va avanti a suon di «false inaugurazioni» e con «ricatti elettorali». Il candidato sindaco di «L’Aquila città aperta» partirà dalla «storia di piazza d’Armi» per colpire il suo competitor Massimo Cialente. Ma nella coalizione che sostiene De Matteis c’è agitazione, mentre il Pdl è ancora spaccato sulla necessità di appoggiarlo al secondo turno. Il candidato ufficiale Properzi manda a dire al partito: «Con me avete sbagliato». E tende l’orecchio alle sirene di Cialente.
Giorgio De Matteis affila le armi in vista dell’ultima settimana di campagna elettorale prima del ballottaggio. Finora il candidato di «L’Aquila città aperta» non ha presentato altri accordi politici o apparentamenti al di là di quello annunciato col Pdl. Oggi De Matteis parlerà nel comitato di corso Federico II di quelli che chiama «ricatti elettorali» dell’amministrazione di Cialente, a partire dal progetto di piazza d’Armi.
PDL ALLO SBANDO. Ma vicino a De Matteis c’è un Pdl sempre più sbandato. Isolato il candidato ufficiale, Pierluigi Properzi, i militanti criticano i vertici del partito affidando a una nota la loro delusione sulle modalità con cui è stato concluso l’accordo con la coalizione del vicepresidente del consiglio regionale. «Un errore non coinvolgere la base del partito», si legge nel comunicato. «Ferma restando la responsabilità politica che ci impone di non appoggiare un candidato di centrosinistra e di rafforzare il nostro impegno per il centrodestra al ballottaggio», si legge ancora nella nota, firmata, tra gli altri, da Stefano Vittorini, Roberto Santangelo e Luigi Manieri, «riteniamo che sia stato un errore non coinvolgere una classe politica locale che ha deciso di mettere la faccia su un simbolo (il Pdl) e su un progetto politico che si ritiene tutt’ora valido e che non può essere marginalizzata da chi è esterno all’Aquila». Properzi, dal canto suo, ribadisce «libertà di scelta» ai suoi elettori e sostenitori.
RUGGERI. Usa la metafora «della volpe che non arriva all’uva» il segretario comunale del Mpa Corrado Ruggeri per criticare il «cambio di rotta» del senatore Enzo Lombardi. L’ex sindaco, due giorni fa, aveva dichiarato che al ballottaggio «bisogna votare il meno peggio», lasciando intendere di riferirsi a Cialente. «Lombardi faceva parte attiva dell’esecutivo uscente», tuona Ruggeri. «Tramite il suo assessore nella giunta, quindi, nessuna sorpresa se oggi appoggia i partiti di sinistra».

Properzi: nessuna indicazione di voto
L’ex candidato Pdl: il partito ha sbagliato con me

PESCARA.«I miei elettori sono liberi di votare chi vogliono. Quanto a me, da elettore, voglio capire se qualcuno farà, oltre alle promesse, una proposta concreta che vada nella direzione del mio programma. Per esempio, che qualcuno dei due candidati dica: preferisco lavorare con il consiglio comunale piuttosto che con la giunta e, quindi, affido alcuni incarichi anche ai consiglieri di minoranza». Pierluigi Properzi è forse l’ago della bilancia del voto di ballottaggio per l’elezione del sindaco dell’Aquila in programma domenica e lunedì prossimi. Urbanista, aquilano, 69 anni, Properzi era il candidato sindaco ufficiale del Pdl, però non ce l’ha fatta. Ma quell’8,18 per cento di voti raccolti una settimana fa, oggi fa gola ai due contendenti superstiti: il sindaco uscente Massimo Cialente, per il centrosinistra, e Giorgio De Matteis, per il centrodestra. Cialente, ieri, ha chiesto a Properzi di appoggiarlo. Lui per ora resta alla finestra. Ma ha qualcosa da dire, soprattutto al Pdl che, dopo averlo candidato, lo ha trasformato in una sorta di capro espiatorio della sua débâcle elettorale.
Properzi, quale suggerimento di voto dà ai suoi elettori?
«Nessuno. Sono liberi di votare chi vogliono. L’ho già detto e lo ripeto. Questa mia posizione può essere sembrata una risposta polemica alle dichiarazioni di qualche esponente del Pdl, ma non è così. E’ una scelta che corrisponde al mio ruolo nel futuro consiglio comunale, che sarà molto vigile e attento, fuori dallo schematismo della contrapposizione politica fra minoranza e maggioranza. Non do indicazioni di voto, quindi. Ma se, da qui a domenica prossima, usciranno novità vere, allora dirò se mi convince una proposta piuttosto che l’altra. Per ora, prendo atto che una cosa l’abbiamo ottenuta».
Quale?
«Di spostare proposte che erano molto contrapposte l’una all’altra verso un’idea di amministrazione di salute pubblica, che era quella contenuta nel nostro programma».
Che cosa non ha funzionato nella sua campagna elettorale?
«Sono sceso in campo troppo, troppo tardi. Soprattutto perché mi contrapponevo a due personaggi molto conosciuti».
L’errore l’ha commesso lei o il Pdl?
«E stato un errore mio per il 25 per cento e per il 75 per cento del Pdl che, sebbene fosse convinto di dover scegliere un candidato della società civile, come tutti i grandi partiti, ha avuto difficoltà interne a prendere subito una decisione. Questo ha indubbiamente disorientato gli elettori che hanno preferito una scelta più conservatrice e più simile al modello politico che conoscevano. E questo è stato il mio secondo errore, se così si può definire».
Quale?
«Ho proposto un modello nuovo e diverso che non è stato capito. Gli altri, seguendo uno schema consolidato, hanno presentato più liste, utilizzando un personale politico tradizionale fatto, per intenderci, da persone che magari prendono 500 voti ma poi, una volta eletti, non intervengono mai con loro proposte in consiglio comunale. Per fortina ci sono anche molti givani, soprattutto nelle liste civiche, che chiunque diventerà sindaco deve avere la capacità di valorizzare».
In campagna elettorale ha sentito il partito regionale freddo nei suoi confronti?
«Ho poca esperienza di vita di partito, quindi non so quali siano oggi i protocolli di comportamento normalmente adottati. Da parte di alcuni esponenti regionali del Pdl, che oggi dicono “ve l’avevo detto io che Properzi non era il candidato giusto”, probabilmente non c’è stata capacità di decisione. Se il presidente della Regione o un importante senatore del Pdl aveva idee diverse e non è riuscito a farle prevalere, questo non dipende certamente dalla posizione contraria di qualche sostenitore locale di seconda fila del Pdl, ma evidentemente da un loro ruolo di scarso rilievo nel partito».
Cosa pensa dela coalizione di De Matteis che mette insieme liste che vanno dai Verdi alla Destra?
«Penso che lì giochino fattori personali di posizionamento politico. Tuttavia va riconosciuto a De Matteis di aver tentato di fare una proposta politicamente nuova. Purtroppo ha cercato di superare il modello tradizionale della contrapposizione destra-sinistra con vecchie componenti. Quindi, non so se riuscirà a reggere questa operazione. Se l’avessa fatta con i comitati e le liste civiche avrebbe trovato la soluzione giusta del problema».

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