In caso di vittoria del centrosinistra entrerà in consiglio comunale anche Vincenzo Vittorini (L’Aquila che vogliamo)
L’AQUIILA. È stato depositato ieri alla segreteria generale del Comune l’apparentamento di due liste, «Italia dei valori» e la civica «L’Aquila Oggi», ora collegate con il candidato sindaco del centrosinistra Massimo Cialente.
Una firma avvenuta tra il segretario comunale e presentatore di lista dell’Idv Lelio De Santis, il candidato sindaco Angelo Mancini, Alessandro Fallocco (che sostituisce l’altro presentatore di lista di «L’Aquila Oggi» Giuseppe Bernardi) e il candidato sindaco del centrosinistra Massimo Cialente.
Si delinea, così, il nuovo scenario politico in vista del ballottaggio di domenica 20 e lunedì 21 maggio. Il candidato del centrosinistra è stato l’unico a siglare un accordo tecnico con l’Idv. Accordo per niente scontato. Il candidato sindaco dipietrista sconfitto, consigliere uscente col centrosinistra, durante la campagna elettorale si era staccato dalla maggioranza per correre da solo. «Voglio portare avanti un progetto politico diverso, basato sulla trasparenza amministrativa e l’adozione di atti utili all’interesse pubblico. Contro le lobby». Questa l’ambizione di Mancini, che più volte, nei giorni degli incontri con i vertici del partito (in particolare con Alfonso Mascitelli) e nelle assemblee notturne di tutti i candidati per mettere a punto le nuove alleanze, aveva sottolineato la sua distanza dalla decisione dei suoi dirigenti di appoggiare Cialente.
E avrebbe voluto mantenere anche al ballottaggio la stessa indipendenza che aveva voluto al primo turno, quando l’Italia dei valori si è presentata da sola in uno schieramento che comprendeva anche la lista civica «L’Aquila Oggi», ispirata dal movimento «Sinistra per L’Aquila» di Giuseppe Bernardi.
Sebbene da solo, Mancini - che ha presentato la sua candidatura il 25 febbraio - nella prima tornata elettorale ha ottenuto un risultato personale migliore delle sue liste, raccogliendo il 6,32% dei voti. Ma il dirigente scolastico non vuole che si parli di un suo «ripensamento». La sua è stata piuttosto «la presa d’atto delle decisioni del partito». «Rispetto le decisioni del partito», ha ripetuto sempre, «e le sue regole, ma io mi tiro fuori. Non voglio assessorati, torno a fare il consigliere per mantenere la mia indipendenza e poter, così, votare soltanto gli atti e le deliberazioni che ritengo utili per la città». Un apparentamento firmato, dunque, turandosi il naso per senso del dovere verso il partito e per rispettare «la naturale posizione che l’Idv ha a livello nazionale: al fianco del centrosinistra».
Con questo apparentamento Lelio De Santis riporta l’Idv vicino a Cialente. Le critiche del segretario comunale dipietrista all’amministrazione uscente e in particolare al sindaco sono state, in alcuni casi, anche molto forti. Ma De Santis commenta in questo modo l’apparentamento siglato: «Sono soddisfatto del ritorno dell’Idv in consiglio comunale per migliorare l’attività amministrativa».
In caso di vittoria di Cialente, i dipietristi avranno così la possibilità di raddoppiare i seggi nel nuovo consiglio comunale. Oltre allo stesso Mancini, entrerebbe anche Giuliano Di Nicola. L’apparentamento consentirà, inoltre, l’ingresso del candidato sconfitto di «L’Aquila che vogliamo» Vincenzo Vittorini, che pure ha invitato i suoi elettori a non votare al ballottaggio.
Ma la scelta dell’apparentamento comporta un rovescio della medaglia. Del resto, un accordo politico, al quale sotto sotto Cialente mirava, avrebbe consentito di mantenere gli stessi numeri evitando di rompere le uova nel paniere alla lista civica dei Cattolici democratici (ispirata dal vicesindaco Arduini) ora condannata a perdere un seggio insieme al Pd.
Un altro apparentamento per Cialente è saltato: quello con i finiani di Fli e con il candidato sindaco sconfitto al primo turno Enrico Verini. Niente accordi scritti, invece, sull’altro fronte: da parte del candidato sindaco ammesso al ballottaggio Giorgio De Matteis non è stato siglato alcun apparentamento. Con il Pdl c’è soltanto l’accordo politico, nonostante ieri a mezzogiorno e mezzo il segretario provinciale Alfonso Magliocco avesse inviato un appello: «Dichiariamo la nostra disponibilità incondizionata a sottoscrivere l’apparentamento ufficiale con De Matteis. Restiamo disponibili fino alle 18». Poi più nulla.
Il Pdl resta diviso sull’appoggio a De Matteis
Salta l’apparentamento ufficiale. Properzi: dopo-voto gestito male
L’urbanista si tira fuori dai giochi e boccia il vertice romano: «La base non è stata consultata qualcuno ha sbagliato»
L’AQUILA. Niente apparentamento ufficiale. Il Pdl resta spaccato sull’appoggio a De Matteis. Coi toni pacati di sempre, l’urbanista prestato alla politica Pierluigi Properzi si smarca dai vertici del partito. Non condivide il modo in cui è stato gestito «il prima e il dopo elezioni». Mentre intorno a lui gli opposti schieramenti protagonisti del ballottaggio si danno da fare per mettere a punto nuove alleanze, lui osserva il campo di battaglia. E critica da «non politico» la gestione di eventuali apparentamenti o accordi politici con la coalizione a sostegno di De Matteis. «Tutta l’operazione dell’alleanza è stata condotta malissimo», commenta, «perché i voti delle persone sono importanti e bisogna salvaguardare la dignità dei partiti». Il riferimento è all’incontro romano che si è tenuto in modo informale tra Chiodi, Del Corvo e Piccone. «Io non sarei andato in maniera informale a bere un caffè dando poi l’accordo come deciso. Il segretario nazionale del Pdl, Angelino Alfano, è venuto all’Aquila per sostenere me e il mio progetto politico alternativo. Non è stato ascoltato. Le posizioni della base sono critiche rispetto a questo modo di procedere». «Con De Matteis si poteva avere un rapporto più costruttivo», aggiunge Properzi. «Si è liquidato un grande progetto politico con una tazzina di caffè». Un errore per il quale, secondo Properzi, «qualcuno avrà delle responsabilità».
Quanto alle aperture che gli arrivano anche dal sindaco Cialente (lo vorrebbe nella commissione Territorio), Properzi parla chiaro: «Sono disponibile a collaborare con chiunque me lo chieda, ma soltanto con un ruolo vero». Tuttavia, il professore non è ottimista sulla direzione che sta prendendo la seconda fase di questa competizione elettorale. «Vedo delinearsi un consiglio comunale che ricalca l’identico schema del precedente. Bisogna, invece, superare gli schieramenti. Non si può continuare a litigare in una città come L’Aquila. Ritengo che i due contendenti al ballottaggio siano espressione di una politica vecchia». «All’Aquila serve, invece, una poltica di convergenza», spiega convinto Properzi, che oggi vede comunque «delle aperture che prima erano impensabili».
A preoccupare Properzi è anche «l’eccessiva rappresentanza di correnti in consiglio comunale, correnti che sono espressione delle liste di De Matteis: ci sono troppe liste che sono solo portatrici di voti. Dall’altro lato, nel centrosinistra, vedo un modo vecchio di fare politica. Tutti e due, comunque, hanno molto da farsi perdonare».
Il segretario provinciale del Pdl Alfonso Magliocco è sulla stessa linea di Properzi: si sarebbe dovuta coinvolgere la base nella scelta delle formule con cui appoggiare De Matteis al ballottaggio. Magliocco conferma l’appoggio «incondizionato» al candidato di «L’Aquila città aperta» ma ribadisce: «L’apparentamento sarebbe stato più utile in caso di vittoria di De Matteis», spiega Magliocco. «Avrebbe rafforzato il partito e la stessa coalizione di De Matteis». Cosa che è avvenuta, invece, dall’altra parte del campo. «Un fatto, questo», chiosa Magliocco, «che muta gli scenari».