PESCARA Il secondo turno delle amministrative all’Aquila aveva già schiarito i suoi contorni. In un centrosinistra ricompattatosi con il recupero dell’Idv (il candidato sindaco Angelo Mancini, forte di un 6.32%, è tornato all’ovile confermando l’apparentamento con Massimo Cialente (il sindaco uscente è stato votato dal 40.71% degli aquilani). Giorgio De Matteis (Mpa-Udc, 29.69% al primo turno) avrà l’appoggio del grande deluso Pierluigi Proporezi (Pdl, 8.18%) e, forse, potrà pescare in quel 2.62% ottenuto da Enrico Verini (2.62%). Il gioco degli apparentamenti ha sciolto i suoi nodi nella tarda mattinata di ieri a Montesilvano. Il candidato del Terzo Polo e di alcune civiche, Francesco Maragno, escluso al primo turno ma con un «pesante» 19%, in un comunicato ha annunciato di aver siglato l’apparentamento con Manola Musa (26.7% per il candidato del centrodestra il 6 e 7 maggio) in vista del ballottaggio del 20 e 21 maggio. «E’ stata una scelta di campo – dichiara il leader del Polo dell’Alternativa – nata dopo un lungo e serrato confronto con il candidato del centrodestra. Abbiamo scelto per il bene di Montesilvano, sulla base di un programma di cose concrete che potranno essere realizzate in breve tempo». In realtà l’apparentamento dichiarato da Maragno riguarderebbe solo tre delle cinque liste della sua coalizione, ovvero Api, Mpa e Democrazia e Libertà; riguardo alle altre, in particolare le più votate Fli e "Popolo di Montesilvano", si sono ufficialmente apparentate con il candidato sindaco del fronte di centrosinistra, Attilio Di Mattia (che parte dal 41%). Ma il più votato della lista di Fli, de Landerstet, non ha gradito e deciderà in autonomia. Stamane sia Maragno che Di Mattia proveranno comunque a spiegare meglio come stanno le cose in due distinte conferenze stampa nella zona della grandi alberghi.Ad Avezzano le ultime ore utili della domenica non hanno cambiato lo scenario. Già detto di Lorenzo De Cesare e Iride Cosimati (rispettivamente 4.70% e 3.68% il 6 e 7 maggio con le proprie liste civiche), che appoggiano Gianni Di Pangrazio (Terzo Polo, Idv,Pd - 45.47%) dando piena sostanza all’implosione nel partito di Alfano, per Italo Cipollone (33.86% al primo turno) si annuncia una settimana da dedicare interamente alla unica possibilità di recuperare il consenso divisosi tra gli esclusi Nazzareno Di Matteo (4,10%), Pierpaolo Rubeo (3,82%), Valeria Feragalli (2,93%) e Mario Spallone (1,41%). A Ortona, dopo 18 anni di governo di centrodestra, il candidato di centrosinistra Vincenzo D’Ottavio (41.6% al primo turno) correrà da solo. Diversa la situazione per quanto concerne il rivale Remo Di Martino (Pdl, 16.9%): ufficiale l’apparentamento con Franco Vanni (Terzo Polo, 6.04 per cento. Incerta la posizione delle altre due anime del centrodestra locale: Tommaso Cieri fino al pomeriggio di ieri stava decidendo tra apparentamento e accordo; discorso chiuso invece con Giulio Napoleone, che lascerà liberi i suoi elettori. A San Salvo il candidato sindaco del centrosinistra, Domenico Di Stefano (30.29 al primo turno), pur senza formalizzare alcun apparentamento si è rivolto al senso di responsabilità degli elettori del Pd (che avevano sostenuto Mariotti). Almeno fino al pomeriggio di ieri era ancora «sola soletta» anche Tiziana Magnacca, candidata del centrodestra (41.18%).