Iscriviti OnLine
 

Pescara, 09/04/2026
Visitatore n. 752.964



Data: 15/05/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Riforma del tpl in Abruzzo - Chiodi raffredda D’Alessandro «Riforme, i numeri ci sono. La società unica dei trasporti è tuttora allo studio, ma per adottarla ne dovrà valere la pena»

L'AQUILA- «Le riforme? Finora ne abbiamo fatte diverse, le altre si faranno. E allora ben venga il contributo dell'opposizione se vuole aggiungersi alla maggioranza che è forte e non ha problemi di numeri».
Risponde così Gianni Chiodi alla «provocazione» di Camillo D'Alessando, capogruppo del Pd alla Regione, che ragionando sulle riforme di fine legislatura, in particolare quella dei trasporti, ha ipotizzato un eventuale sostegno a Chiodi, se richiesto e a certe condizioni, perché con la maggioranza che ha, il governatore non andrebbe troppo lontano. Come dire, afferma D'Alessandro, che il centrodestra è diviso su tutto o quasi, figurarsi sull'eventuale società unica di trasporto pubblico al posto di Gtm, Arpa e Sangritana (Leggi l'articolo). Dunque a Chiodi non resta che una strada: o apre all'opposizione o va incontro a una lunga, inesorabile agonia.
A parte l'altolà del Sel («nessun appoggio a Chiodi e al suo governo» dice in una nota Franco Caramanico), non la vede così il governatore. «La società unica dei trasporti- dice- è tuttora allo studio, ma per adottarla ne dovrà valere la pena. Mi spiego. Dagli studi in corso dovranno emergere economie di scala convincenti. La riforma, ad esempio, non si fa se comporta un aumento del costo del personale. Una cosa del genere potrebbe essere gradita ai sindacati, ma io la escludo in modo tassativo. Se l'operazione sarà vantaggiosa, andrà in porto e allora ben venga anche l'apporto dell'opposizione che sulle riforme è sempre auspicabile anche di là dal mandato elettorale. Ma, ripeto, la maggioranza non avrà mai alcun problema ad approvare riforme convincenti».
Insomma, convenienza innanzitutto, come convenienti sono state le riforme già fatte. L’agenda della maggioranza intanto va avanti. Subito dopo i ballottaggi, ci sarà un vertice di maggioranza. «Ho chiesto una due giorni'- spiega ancora Chiodi- per mettere a punto il programma di fine legislatura: riduzione delle tasse appunto, nuova legge elettorale con abolizione del listino, riforma del settore edilizio, del personale della Regione, legge sullo sviluppo. Sono certo che questa maggioranza coronerà una legislatura riformista come mai è avvenuto in passato. Se D'Alessandro vuole unirsi a noi, ben venga, ma lasci perdere il vecchio linguaggio politichese».
Ma il Sel, si diceva, non è d'accordo: «Non capisco il senso della proposta di D'Alessandro- afferma Caramanico- non è necessario cercare accordi politici che rischiano solo di creare confusione. Il nostro compito deve essere quello di un'azione costruttiva su programmi di governo, come del resto abbiamo dimostrato ad inizio legislatura, fornendo il nostro appoggio a quei progetti, dal piano energetico alla legge urbanistica, nei quali credevamo perché capaci di migliorare il volto di questa regione. I tentativi di salvataggio dell'azione di governo regionale, come ad esempio il Patto per lo sviluppo- continua- hanno avuto solo un unico effetto, quello di depotenziare il ruolo del Consiglio regionale, defraudato della discussione su nodi importanti dell'economia e della crescita. Piuttosto che lanciare la scialuppa di salvataggio a Chiodi, dovremmo pensare a costruire una seria alternativa di governo indicata dal Patto di Vasto».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it