L’AQUILA. Giorgio De Matteis ha intenzione di smontare tutte le «bugie» del sindaco Cialente. Carte alla mano, ieri ha attaccato a testa bassa il suo concorrente al ballottaggio, usando l’argomento che più gli sta a cuore: il piano di ricostruzione. Al suo fianco una parte del Pdl locale.
«Zelig non è niente a confronto delle scenette di Cialente». Ha recuperato la sua consueta ironia il candidato sindaco di «L’Aquila città aperta» Giorgio De Matteis, che ieri mattina ha attaccato il sindaco uscente con l’inseparabile cartellina di documenti ministeriali nel suo quartier generale, circondato dai candidati e dai sostenitori. Documenti che riguardano quelli che De Matteis definisce «gli errori e le falsità di Cialente»; li illustrerà uno per uno, in questi ultimi tre giorni di campagna elettorale, che si concluderà con il ballottaggio e l’elezione del nuovo sindaco dell’Aquila. Un’altra puntata di quest’infinita fiction ci sarà già domani alle 11,30: parlerà di aree bianche. Le carte esibite ieri hanno riguardato l’argomento che sta più a cuore a De Matteis: il piano di ricostruzione del centro storico. Con rinnovata verve il vicepresidente vicario del consiglio regionale ha ricordato «il ritardo con cui il piano è stato presentato dal sindaco, determinando la perdita di milioni di euro per le seconde case e per le attività produttive e la mancanza di contenuti veri che ridisegnino la città del futuro». E ancora: «La mancata concertazione del piano di ricostruzione con gli ordini professionali cittadini, che lo hanno contestato in diversi punti». Rafforzato dalla vicinanza, ieri mattina, di una parte del Pdl locale (il presidente della Provincia Antonio Del Corvo e il consigliere regionale Luca Ricciuti) e da altri sostenitori, come l’assessore provinciale Mauro Fattore e l’esponente della Destra Luigi D’Eramo, candidato con la lista «Prospettiva 2022», De Matteis ha fatto entrare in quest’ultimo stralcio di campagna elettorale di fuoco anche il ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca.
De Matteis ha portato, infatti, un elemento di critica inedito che coinvolge anche il ministro delegato dal governo per seguire la ricostruzione della città devastata dal sisma. «Non è stato rispettato l’iter previsto dalla legge del 2009 che prevede che i piani di ricostruzione passino attraverso il consiglio comunale e poi vadano all’intesa del commissario per la ricostruzione», ha spiegato l’esponente Mpa. E invece? «Invece Cialente ha inviato il piano a Barca, come ha detto in più occasioni. E il ministro ha nominato tre tecnici per valutarlo. Ora, questi tecnici avrebbero, a detta del sindaco, inviato una relazione positiva sul piano di ricostruzione». «Ma perché questa relazione non viene resa pubblica ai cittadini? E perché è stato bypassato il commissario? E chi sono questi tre esperti?». Tutte domande alle quali il vicepresidente vicario del consiglio regionale cercherà di ottenere una risposta tramite un’interrogazione parlamentare. E smentire, così, la sua impressione «che si stia svendendo la città».