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Pescara, 09/04/2026
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Data: 15/05/2012
Testata giornalistica: Asca
Trasporti: Federcopa, Chiodi elimini discriminazioni «I pendolari abruzzesi si aspettano che Chiodi e Morra azzerino il Cda dell'Arpa e rinnovino profondamente l'attuale management»

''A giugno i pendolari abruzzesi si aspettano che il governatore Gianni Chiodi e l'assessore Giandonato Morra azzerino il consiglio di amministrazione dell'Arpa e rinnovino profondamente l'attuale management. Non e' piu' tollerabile questa situazione, dove il prezzo di tagli e disservizi e' sempre a carico dei cittadini''. E' l'appello che Francesco Di Nisio, presidente della Federazione dei pendolari d'Abruzzo (Federcopa), lancia ai vertici della Regione, proprio alla vigilia della riunione straordinaria che l'Assemblea legislativa domani dedichera' all'emergenza trasporti in Abruzzo. ''Nella Valle Peligna l'Arpa ha tagliato i collegamenti dei pendolari con Roma, aumentando contestualmente il prezzo degli abbonamenti - denuncia Di Nisio - con una stangata annua di 250 euro e con un servizio che e' peggiorato in termini di qualita', puntualita' e pulizia. Sono mesi che l'Arpa ci assicura un intervento per migliorare la situazione o per favorire delle promozioni sugli abbonamenti - riferisce deluso - Sono mesi che abbiamo presentato delle proposte a costo zero per difendere il diritto di centinaia di persone di andare a lavorare con i mezzi pubblici''. ''L'Arpa e i suoi manager - lamenta ancora Federcopa - considerano pero' il centro Abruzzo come l'ultima provincia dell'impero dove tagliare selvaggiamente e' una priorita', mantenendo altrove sprechi e privilegi. E soprattutto queste decisioni vengono avallate dal silenzio imbarazzato della Regione''. Di Nisio auspica pertanto che ''Chiodi e Morra si schierino per una volta dalla parte dei cittadini e dei pendolari e mandino a casa amministratori e dirigenti dell'Arpa''. ''Cominciamo a tagliare sprechi e super stipendi - suggerisce infine - e adeguiamo il servizio nel centro Abruzzo affinche' i cittadini utenti non si sentano discriminati e trattati come sudditi. Diamo un segnale di serieta' a tutto l'Abruzzo''.

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