Pronta la replica «Mi si contesta un “ammanco” di pochi soldi ma sono creditore di 70mila euro!»
L’AQUILA. Il giudice per le udienze preliminari del tribunale Marco Billi ha rinviato a processo l’assessore in carica nella giunta comunale uscente Marco Fanfani, il quale è accusato di malversazione.
Il politico, esponente del Psi, con l’incarico di curare i settori produttivi dell’ente, è accusato di avere accreditato due ricariche telefoniche per 200 euro al figlio con soldi trasferiti dal conto corrente dell’Associazione teatrale abruzzese e molisana (Atam) da lui presieduto ormai da tanti anni.
Quest’accusa a carico dell’assessore ai settori produttivi, sostenuta dal pm Fabio Picuti, è venuta alla luce dopo essere stato intercettato occasionalmente dalla polizia che probabilmente stava indagando su un’altra vicenda giudiziaria.
Durante la telefonata ascoltata egli chiese a un impiegato della Cassa di risparmio il trasferimento di denaro dal conto dell’Atam alla carta prepagata del cellulare del figlio maggiorenne. In due occasione nel luglio del 2009 e nel settembre dell’anno successivo sarebbero state fatte queste transazioni.
Il fascicolo è andato avanti con relativa speditezza finché ieri si è tenuta l’udienza preliminare decisiva al termine della quale c’è stato il provvedimento. Il processo inizierà il 6 dicembre in tribunale.
Fanfani, dal canto suo, ha una sua versione dei fatti. «Ho dato tutti i chiarimenti al giudice, insieme al mio avvocato e al collegio sindacale», ha detto. «Ho spiegato che vantavo un credito di 70mila euro nei confronti dell’Associazione, della quale sono presidente onorario e quindi non percepisco compenso. Però in varie situazioni di necessità dell’Atam ho messo a disposizione somme personali che ammontano a 70mila euro. Mi viene contestato, ora, che ho utilizzato 200 euro: ma cosa sono a fronte di 70mila euro che l’associazione mi deve?».
«Io sono fiducioso», conclude l’amministratore municipale, «che i chiarimenti forniti al giudice servano a dimostrare la trasparenza delle mie azion e anche la trasparenza dell’associazione. Trasparenza che si desume dal fatto che tutte le operazioni finanziarie che transitano sul conto dell’associazione vengono registrate: anche quella che riguarda i 200 euro è stata registrata».
Nel corso del procedimento in tribunale l’accusato sarà assistito dall’avvocato di fiducia, Francesco Carli.
Altre vicende sono state discusse ieri mattina davanti allo stesso giudice. Una riguardava un raggiro commesso da un promotore finanziario aquilano, già noto per vicende di questo genere, dopo essere stato denunciato dalla parte lesa. Il giudice si è riservato di decidere. L’accusato è assistito dall’avvocato Luca Bruno mentre la parte offesa è tutelata dall’avvocato Fabio Cassisa.
Sempre al vaglio del giudice la posizione di un imputato, F.S., accusato di truffa aggravata ai danni del Comune dell’Aquila assistito dagli avvocati Aleandro Equizi e Gregorio Equizi.
Altre udienze previste ieri riguardavano una rissa e un’altra vicenda con il Comune parte civile.