Sulle famiglie peseranno anche i ticket per le medicine e le addizionali Irap e Irpef
PESCARA. Per la quarta volta in quattro anni gli abruzzesi hanno iniziato l'anno con un aumento dei pedaggi autostradali. Il primo aumento del 20% è stato deciso dalla Strada dei Parchi nel 2003 sulla base della convenzione stipulata con l'Anas. Il secondo del 20% è del 2004, il terzo del 4,17% del 2006 con seguito di ricorsi e controricorsi. Adesso arriva un nuovo aumento che varia dallo 0,8 all'1,8% che va tutto nelle tasche dell'Anas, senza un centesimo in più per il gestore.
L'aumento riguarda questa volta tutta la rete autostradale italiana per l'applicazione del sovrapprezzo a carico degli utenti introdotto dalla Legge Finanziaria 2007 (pari a 0,20 centesimi di euro al chilometro per le classi di pedaggio A e B e 0,60 centesimi di euro al chilometro per le classi di pedaggio 3, 4 e 5), in sostituzione del precedente contributo al Fondo Centrale di Garanzia.
I rincari potrebbero subire un ulteriore ritocco in più o in meno per effetto dell'Iva e dell'arrotondamento ai 10 centesimi di euro previsto per legge.
Il caro pedagig è solo l'ultimo degli aumenti decisi a fine 2006 da governo ed enti locali. L'associazione dei consumatori Adusbef ha già fatto i conti in tasca ai contribuenti calcolando in circa 450 euro il prelievo medio a famiglia, tra rincari di ferrovie, addizionali, bollo auto, canone Rai, bollette di luce e gas e polizze Rc Auto (279 euro a famiglia sarà il peso legato alle misure introdotte da una Finanziaria, mentre altri 171 euro di aumenti saranno legati agli aumenti tariffari).
Per gli abruzzesi vanno aggiunte alcune voci in più che appesantiscono ulteriormente il conto da pagare. Da ieri sono in vigore i ticket per i medicinali: 0,50 euro a confezione fino a un massimo di un euro a ricetta. Da giugno scorso sono efficaci le addizionali Irpef (1,40%) e Irap (5,25%) per coprire il disavanzo della sanità regionale. Per Irap e Irpef gli aumenti sono provvisori perché dal 1º aprile potrebbero incrementare ulteriormente, e in misura non prevedibile, se i conti della sanità dovessero risultare ancora fuori controllo.
Questi rincari preoccupano soprattutto le aziende che, come nota la Cna, vedono di fatto ridotto il beneficio del taglio del cuneo fiscale diciso dal governo nazionale con una perdita di competitività rispetto alle aziende di altre regioni.
Ma sarà un anno di ristrettezze anche per i manager pubblici. La Regione si è data 70 giorni di tempo per presentare un piano che metta ordine tra i tanti enti pubblici o partecipati, come chiede anche la Finanziaria nazionale, tagliando i consigli di amministrazione, abolendo i doppioni (Ato, Asl, Ater innanzitutto), prevedendo fusioni nei casi di società che hanno la stessa mission (per esempio nei trasporti).