Iscriviti OnLine
 

Pescara, 09/04/2026
Visitatore n. 752.964



Data: 16/05/2012
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Air One Tecnich: Cala il silenzio su ottanta lavoratori. Preoccupazione altissima per la situazione dell’azienda abruzzese

A vuoto l’iniziativa del senatore Mascitelli. La Fiom: «Politica inerme»

Un silenzio assordante, che ammanta la triste sorte di una delle eccellenze d’Abruzzo, che ha lasciato 80 dipendenti in una cassa integrazione «lunga», ben sette anni, come quella concessa ai lavoratori del comparto Alitalia, ma inutile, in quanto l’età media degli ex lavoratori si aggira sui 35 anni. Di Air One Technic, l’azienda che curava la manutenzione dei velivoli all’interno dell'aeroporto d’Abruzzo chiusa dopo il trasferimento dell'intero ramo d’azienda a Napoli, conseguenza della nascita della Compagna Aerea Italiana (Cai), non si parla più. Nonostante l’altissima specializzazione dei suoi addetti, il costo concorrenziale del lavoro (pare che l’Atitech, la società che ora svolge il lavoro a Capodichino, non sia tanto più conveniente) e il peso di un contratto di affitto degli hangar al «Liberi» non ancora scaduto. Solo il sen. Mascitelli (Idv) ci ha provato, circa venti giorni fa, con un’interrogazione parlamentare ed un incontro con i sindacati, a «movimentare» le acque, ma anche la sua iniziativa non ha trovato riscontri. «Siamo fortemente preoccupati – ci ha spiegato Marco Ranieri della Fiom-Cgil – dell’assoluto silenzio che avvolge questa vertenza: è possibile che nessun amministratore si renda conto che l'aver tolto il servizio di manutenzione dallo scalo abruzzese significa automaticamente il declassamento dell'aeroporto? Se non si interviene con decisione in questi casi, non so quando la politica si debba muovere a difesa del territorio». Eppure una soluzione c'era: una cordata di imprenditori, guidata dal presidente della Confindustria di Chieti, Paolo Primavera, aveva presentato un’offerta concreta per rilevare l’attività, con tanto di piano industriale. La risposta? Il silenzio, mentre gli hangar, ormai vuoti, dell'aeroporto «Liberi» sono ancora profumatamente pagati da Cai, che ha un contratto d'affitto fino a dicembre prossimo. «Noi una proposta seria l'avevamo presentata – ci conferma il presidente Primavera – corredandola con tanto di documenti formali e di grande precisione, ma di risposte ufficiali, nero su bianco, non ne abbiamo avuta alcuna: solo voci, vocine, vocette, pubblici interventi sulla stampa, per lo più da parte di esponenti politici, e nulla più. Da Cai, il silenzio». Un silenzio che può preludere solo alla perdita di un’altra occasione per l’intera regione.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it