Iscriviti OnLine
 

Pescara, 09/04/2026
Visitatore n. 752.964



Data: 16/05/2012
Testata giornalistica: Il Mattino
La crisi del tpl - Acms, pendolari senza bus: è l’ora delle proteste. Nell’Alto Casertano imaggiori disagi, occupata l’aula consiliare del comune di Valle Agricola

Passano all'attacco i cittadini-utenti della provincia di Caserta dopo uno stop del servizio di trasporto pubblico durato ben 45 giorni. Ad avviare la prima, più clamorosa iniziativa di protesta è la comunità di Valle Agricola interprete dello stato di estremo disagio in cui si viene a trovare tutta la popolazione dell'Alto Casertano. Ieri il comitato cittadino ha deciso di occupare simbolicamente l'aula consiliare del Comune, al termine di un acceso dibattito durante il quale è stato sollecitato un incontro al Palazzo di Governo per la ripresa del servizio. In particolare è stata chiesta l'attivazione di provvedimenti di emergenza, con il ricorso ai poteri sostitutivi da parte della Prefettura. Ma la questione era già stata posta all'attenzione della massima istituzione territoriale nella mattinata. Rispondendo allo stato di sofferenza di tante amministrazioni locali, il prefetto Carmela Pagano ha garantito la sua disponibilità perché si arrivi ad una mediazione che serva a sbloccare la vicenda. In una nota ha posto l'accento sulla gravità della situazione che peraltro viene a coincidere in un momento di particolare tensione sociale sui problemi del lavoro, una condizione per la quale i sindaci hanno profuso il massimo impegno soprattutto per venire incontro alle famiglie più bisognose. «Ma il loro intervento non può continuare a lungo - ha precisato Pagano - bisogna rimuovere un ostacolo che lede diritti essenziali dell'utenza, costituzionalmente garantiti». Di qui la proposta di riprendere sul tema un dialogo con tutti i soggetti interessati, dalla Regione alla Provincia, al Comune capoluogo, e alla stessa curatela fallimentare dell'ex Acms. Con una postilla affatto secondaria. «Si informa a tal riguardo che anche la Commissione di garanzia dell'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici ha richiesto nei giorni scorsi notizie sullo stato della vertenza». Sul fronte della vertenza non ha avuto seguito l'ultima, preannunciata verifica tra le organizzazioni sindacali ed il nuovo gestore Clp. Quest'ultimo aveva convocato le parti sociali nel pomeriggio presso la sede sociale di Teverola, ma tutto è stato rinviato. Il punto di divergenza resta sempre lo stesso, l'applicazione dell'accordo regionale del 5 aprile scorso che avrebbe dovuto disegnare le linee guida sia per la riorganizzazione del servizio sia per i nuovi assetti occupazionali. Per quell'intesa la gestione di eventuali esuberi doveva passare attraverso un percorso finalizzato alla stipula dei contratti di solidarietà, ipotesi che ha trovato impedimenti inaspettati (il minimo di 90 giorni dall'assunzione). E lettera morta è rimasta l'exit strategy individuata dall'assessore Severino Nappi per supportare con nuove dotazioni finanziarie aggiuntive la ripresa dell'attività. Ora l'obiettivo principale delle parti sociali è quello di definire tutti gli aspetti procedurali e per confermare la riassunzione di tutti i 448 dipendenti dell'ex Acms, come da accordi pregressi. Intanto nella tarda serata di ieri il capogruppo regionale del Psi Gennaro Oliviero ha espresso solidarietà nei confronti dell'Amministrazione comunale di Valle Agricola. «È il momento che il governo regionale, d'intesa con la Provincia, attui una serie di interventi che possano garantire un adeguato servizio di trasporto pubblico - cosi riferisce il documento -. Ai Comuni e ai cittadini non possiamo regalare il silenzio, tra omissioni e continue inadempienze, la situazione è prossima al collasso ed alle proteste dei cittadini ed alle numerose iniziative che abbiamo sollevato in questi due anni, l'onorevole Sergio Vetrella continua a fare dell'inutile scaricabarile». Non solo. Mentre la giunta regionale viene accusata di non attivarsi per minimizzare gli effetti dei tagli nazionali, Vetrella viene additato come colui che «come al solito non tiene fede al suo impegno, ma continua ad effettuare tagli e rimodulazioni illogici». «È drammatico constatare ancora una volta - conclude l'esponente del Psi - come le istituzioni abbiano perduto completamente di vista le ragioni della Provincia di Caserta che, al contrario, da sempre, ha chiesto a viva voce un potenziamento del proprio trasporto pubblico, indispensabile soprattutto per lo sviluppo delle zone più svantaggiate, per gli studenti pendolari, per i lavoratori».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it