MONTESILVANO - E' ormai guerra senza esclusione di colpi, a Montesilvano, a seguito dell'apparentamento di Musa (centrodestra) con parte delle liste del Polo dell'alternativa di Francesco Maragno e soprattutto per il passaggio di Fli e della lista civica Il polo di Montesilvano con il centrosinistra di Di Mattia. Alla duplice notizia gli interessati reagiscono con dimissioni a catena fra le file di Fli e Udc. Insomma a pochi giorni dal ballottaggio l'atmosfera in città è davvero incandescente. Oscaro Biferi coordinatore cittadino di Fli si è clamorosamente dimesso dall'incarico. «Per chi come me proviene da un'area cattolica moderata - dice -, l'apparentamento con quella sinistra che va dall'Idv ai Comunisti italiani e Sel appare frutto di una politica confusa. Dico no a Di Mattia e sì a Manola Musa». Ermanno Ricci, vicesegretario provinciale dell'Udc, addirittura ha scritto al segretario nazionale Cesa, ricordandogli il caso Spoltore, dove l'Udc non ha preso neppure un seggio e stigmatizza il passaggio dell'Unione di centro a sinistra con Di Mattia. Per questo lui ed alcuni amici di partito si dimettono. Ma l'onorevole Armando Dionisi, commissario regionale dell'Udc, Antonello De Vico, segretario provinciale e Nico Liberati segretario cittadino lo smentiscono, riaffermando la validità dell'appoggio a Di Mattia. E voterà Di Mattia anche il gruppo Mpa-consumatori, come scrive il coordinatore cittadino Giulio Petrini, la cui lista inizialmente aveva appoggiato Francesco Maragno e successivamente ha lasciato il Polo dell'Alternativa. «Non posso accettare - dice Petrini - che il cambiamento di rotta di Maragno possa giustificarsi come un atto di generosità. Noi ricordiamo allo smemorato Maragno che, da quando ci siamo costituiti, abbiamo fatto solo e sempre scelte politiche e non accordi o accordicchi. Oggi lui in piena incoerenza ritiene di dover appoggiare il Pdl rinunciando a porsi come Polo dell’alternativa, per cui con maggiore convinzione voteremo Di Mattia». Polemica anche fra la lista Democrazia e libertà (pro Maragno) e Carlo Costantini (Idv-pro Di Mattia), al quale Democrazia e libertà ricorda che Maragno non ha padroni, né guinzagli e che «le elucubrazioni di Costantini dovranno essere spiegate prossimamente in tribunale». Infine la dichiarazione del segretario provinciale del Pd Antonio Castricone, che vede i duri attacchi (quasi insulti) di Musa e Maragno a Di Mattia come pochezza di programmi e di progetti. Castricone rinfaccia il doppio gioco attuato da Maragno e non esita a definire Musa un Cordoma rimesso a nuovo. Dal coordinamento di Di Mattia svelano un retroscena: «Abbiamo scoperto con stupore e indignazione che era Musa o chi per lei a chiamare le tivù per dire che Di Mattia non sarebbe potuto intervenire al dibattito. In verità il nostro candidato sindaco non s’è mai sognato di sottrarsi al confronto».