PESCARA. Anche l’Abruzzo è sceso in piazza per condannare l’attentato davanti alla scuola Falcone Morvillo di Brindisi in cui è morta una ragazza di 16 anni, Melissa Bassi, e altri studenti sono rimasti gravemente feriti. Centinaia di persone hanno partecipato spontaneamente, ieri pomeriggio, a manifestazioni di protesta e a presìdi nelle città della regione, mentre vertici istituzionali e sindaci hanno espresso cordoglio per la studentessa morta e riprovazione per gli autori ignoti dell’attentato. «È un attentato sconcertante che genera in tutti noi un grande senso di rabbia e di sconforto», ha detto il governatore Gianni Chiodi.
«E’ un atto criminale e ignobile diretto a indebolire le fondamenta democratiche dello Stato italiano», ha detto il presidente del consiglio regionale, Nazario Pagano.
A Pescara manifestanti, dopo essersi riuniti in piazza Sacro Cuore, hanno sfilato in corteo lungo il corso principale della città, fino a piazza della Rinascita, dove era in corso la Giornata dell’arte e della creatività, organizzata dalla consulta studentesca pescarese. A nome di tutti i presenti, ha parlato il responsabile abruzzese dell’associazione antimafia, Libera, Angelo Venti, che, sottolineando le analogie con il periodo ’92-’93 e con il ’69, ha invitato a riflettere sul momento che sta vivendo la Nazione in questi mesi. Alla manifestazione hanno preso parte esponenti di partiti politici, sindacati e associazioni quali, ad esempio, Anpi, Wwf, Se non ora quando, Movimentazioni e Miladonnambiente.
«Tutti gli eventi organizzati dall’amministrazione comunale di Pescara e dalle altre organizzazioni culturali della città nell’ambito della Notte dei musei, prevista per oggi (ieri per chi legge ndr), si apriranno con un minuto di silenzio e di raccoglimento dedicati alla giovane vita spezzata da una bomba a Brindisi, Melissa, uccisa a soli 16 anni mentre andava a scuola, con il grave ferimento di altri studenti», ha annunciato il sindaco di Pescara, Luigi Albore Mascia.
A Chieti il sindaco, Umberto Di Primio, ha detto che «l’inaudita violenza del gesto compiuto appare ancor più grave se dovessimo finire per leggerla come un ritorno al triste periodo in cui le mafie hanno sfidato lo Stato».
All’Aquila il tam-tam è partito dalle prime ore del pomeriggio con sms sui cellulari, e-mail e post sui social network. Il resto lo ha fatto il passaparola per trovarsi, alle 18.30 in piazza Palazzo.
Il sit-in è stato organizzato dall’Udu, l’Unione degli universitari, a cui poi si aggregano anche l’Uds, l’Unione degli studenti, e l’associazione Libera. La piazza si è fermata, per un minuto di silenzio, intorno alle ore 19.30.
«Essere qui in centinaia di persone è un segnale importante», ha detto Lorenzo Cococcia, dell’Udu. Gli fa eco Cristina Iovenitti, di Libera: «Non ci aspettavamo tanta gente».
Ma già in mattinata in alcune scuole (molte erano chiuse perché sede di seggio elettorale) erano state convocate assemblee d’istituto «Ma purtroppo queste iniziative servono a poco», ha commentato il preside del liceo scientifico e della media Carducci, Natale De Angelo, che ha lanciato una proposta provocatoria: «Sarebbe bello se tutte le scuole d’Italia assumessero come secondo nome Falcone e Borsellino».
A Teramo la città ha risposto all’attentato di Brindisi con le parole di Antonino Caponnetto ai funerali di Paolo Borsellino. Matteo Sabini le ha lette in piazza Martiri davanti a un gruppo degli universitari dell’Udu e di espontenti della sinistra teramana.
«Alla follia di Brindisi, qualsiasi sia la mano, va data subito la risposta», è il messaggio dell’Unione degli universitari. «Orrore e condanna. E’ un attacco sovversivivo che mira a destabilizzare il Paese», sono state, infine, le parole del Pdci teramano.