Oggi e domani il ballottaggio per l’elezione del sindaco del capoluogo
L’AQUILA. «Rispetto al 2007 ho lo stesso entusiasmo, lo stesso amore per la città, la stessa idea di dover stendere un piano strategico di sviluppo, rivolto al futuro», dice Massimo Cialente. «Prima che un progetto politico, “L’Aquila città aperta” è una scelta culturale, un punto di vista nuovo con il quale guardare alla nostra città», replica Giorgio De Matteis.
Oggi e domani Cialente e De Matteis si contenderanno nelle urne la carica di sindaco dell’Aquila, 37 mesi dopo il terremoto che, il 6 aprile 2009, devastò il capoluogo, e a 5 anni di distanza dalle ultime elezioni comunali che si svolsero nella città d’arte che il sisma ha sfregiato.
Nel primo turno Cialente, sindaco uscente, ha raccolto il 40,58% dei consensi contro il 29,78% di De Matteis. È più ridotto, invece, lo scarto tra le due coalizioni che sostengono le loro candidature: 37,05% per il centrosinistra (che ha incassato meno del suo leader, Cialente); 33,43% per lo schieramento misto, politico e civico, che ha raccolto più del suo candidato, De Matteis, che siede in consiglio regionale dov è stato eletto, quattro anni fa nella lista dell’Mpa, Movimento per l’autonomia.
Al ballottaggio le due coalizioni si presenteranno leggermente modificate.
Il centrosinistra ha siglato un apparentamento tecnico con l’Idv, che al primo turno si era presentata con una lista civica: entrambi i simboli si aggiungeranno ai sei originali: Pd, Api, Socialisti riformisti, Federazione della sinistra, Sel e la civica Cattolici e democratici per L’Aquila.
Anche la coalizione di De Matteis si è allargata, ma senza la firma di accordi formali, con il solo appoggio politico del Pdl, che al primo turno aveva sostenuto il candidato sindaco, Pierluigi Properzi, raccogliendo l’8,47% (14 punti in meno rispetto alle Provinciali 2010).
Il rapporto fra il Pdl e De Matteis, in questa campagna elettorale, non è stato lineare. In un primo momento, quando le liste non erano ancora scese ufficialmente in campo, De Matteis aveva incassato l’appoggio informale del presidente della Regione, Gianni Chiodi. Ma alla fine, la struttura dirigete aquilana del Pdl aveva imposto un suo autonomo candidato, Properzi. A sostenere l’urbanista aquilano era arrivato in città anche il segretario nazionale del Popolo della libertà, Angelino Alfano, che aveva annunciato a chiare lettere che chi non appoggiava Properzi poteva considerarsi fuori dal partito. Dopo il primo turno di voto, due settimane fa, con Properzi fuori dai giochi per il ballottaggio, si era aperta una discussione nel Pdl abruzzese con i vertici (in testa il senatore e coordinatore regionale, Filippo Piccone) a garantire che il partito avrebbe appoggiato De Matteis. Da parte sua, lo sfidante di Cialente non aveva chiesto l’apparentamento del Pdl. Così alla fine il matrimonio ufficiale fra il partito di Berlusconi e il candidato di «L’Aquila città aperta» non si è celebrato.
Negli ultimi giorni di campagna elettorale, intanto, nel campo di De Matteis è tornato l’ottimismo grazie soprattutto al fatto che il cosiddetto «protocollo d’intesa» firmato da Pd e Fli a livello regionale non è andato a buon fine.
Proprio la scoperta dell’esistenza di accordi preelettorali tra Pd e Fli a livello regionale, per la spartizione di posti «ambìti» negli enti pubblici cittadini o al fianco del sindaco Cialente in caso di sua vittoria al ballottaggio, ha convinto, alla fine, l’ex senatore ed ex sindaco dell’Aquila, Enzo Lombardi a parteggiare per De Matteis.
Sul documento c’è la firma di Daniele Toto e Silvio Paolucci, coordinatori reginali rispettivamente di Fli e del Pd, un «marchio» che «segna il destino della campagna elettorale del centrosinistra», ha detto, venerdì scorso, De Matteis nell’affollata riunione finale del suo comitato elettorale in corso Federico II.
Ma Cialente ha definito «fango» «l’inciucio con Fli». «Prima», ha detto il candidato di centrosinistra, mi è stato chiesto di scrivere per mail quello che avevamo detto per telefono, poi sono venuti a ricattarmi: o ci dai un assessorato o tiriamo fuori le carte. Ho risposto: fate pure. Non sto sotto a nessun ricatto. Certo, pubblicare la corrispondenza privata è un reato».
«Col ballottaggio il clima si è incattivito. E lo posso anche capire», ha aggiunto, infine, Cialente, «dev’essere stata una grande frustrazione per De Matteis venire a sapere che mentre io ho ottenuto 2400 voti più delle mie liste, lui ne ha avuti 740 in meno delle sue».