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Pescara, 15/05/2026
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Data: 04/01/2007
Testata giornalistica: Il Centro
«Del Turco può fermare l'appalto del filobus». Associazione denuncia: «Il mezzo andrà a gasolio e metano, doveva essere elettrico»

Il comitato del «no» torna alla carica con una lettera al presidente della Regione

PESCARA. Il progetto della metropolitana leggera di superficie attende soltanto il nulla osta della commissione tecnica del ministero dei Trasporti per passare alla fase due: quella dell'avvio del cantiere. Ma il fronte del «no» alla filovia non si arrende. L'associazione Strada parco ha giocato nei giorni scorsi un'altra carta disperata: una lettera al governatore della Regione, Ottaviano del Turco per spiegare come e perché l'opera da 31 milioni di euro aggiudicata dalla Balfour Beatty Italia, su appalto della Gtm (controllata dall'ente Regione), può essere ancora fermata.
Il comitato del no continua a farne una questione di «volontà politica», come spiega da fuori città il presidente dell'associazione Strada parco, Mario Sorgentone. La Gtm ha un solo azionista: la Regione. Ma l'assessore ai Trasporti, Tommaso Ginoble, non si stanca di ripetere che in assenza di un «pronunciamento» ufficiale dei due Comuni interessati dal tracciato della filovia (Pescara e Montesilvano), la Regione non avrebbe mai potuto fermare l'iter della gara europea. Nella lettera a Del Turco si sostiene invece un'altra tesi. Il riferimento è soprattutto ad alcune presunte «violazioni» del capitolato d'appalto, come spiega ancora Sorgentone: «Innanzitutto la legge 211 parla di finanziamenti concessi per un impianto elettrificato, a tecnologia innovativa, destinato a collegare Montesilvano con Pescara. L'opera proposta prevede invece un tracciato elettrificato di soli 5 chilometri. Altri 3,8 chilometri: il tratto che va da via Marinelli ai Grandi Alberghi, e da via Muzii alla stazione (per quel che riguarda il territorio di Pescara), vengono percorsi dal filobus con alimentazione diesel o a metano. Per non parlare della lunghezza (18 metri) dei mezzi che dovrebbero viaggiare sulle strade urbane».
Altra osservazione riportata nella lettera a Del Turco: «Sempre in base a quanto stabilito dal bando di gara, la filovia doveva essere caratterizzata da un impianto a tecnologia innovativa. Dunque, niente fili sospesi, archi e piloni. E' roba d'altri tempi», insiste Sorgentone, «ripudiata persino dai paesi sottosviluppati, che oggi se ne stanno liberando. Noi, invece, mentre ci serviamo di architetti di fama mondiale per arredare la città, nel segno della modernità, ci affidiamo ad un progetto di trasporto che ripercorre schemi del passato».
La proposta a Del Turco: «Inutile aspettare il parere del Comune che non arriva. La Regione ha l'autorità per dire che la filovia è un errore. E può farlo con una delibera di giunta da portare in discussione al consiglio regionale». La lettera è già sul tavolo del governatore. La risposta non c'è ancora, «ma ci aspettiamo che questa volta Del Turco batta un colpo. Lui» insiste il presidente dell'associazione Strada parco, «che ha sempre parlato di razionalizzazione della spesa, dovrebbe sapere che spendere 31 milioni di euro per un'opera che non risolverà i problemi del traffico e dell'inquinamento, ma li aggraverà, è solo un errore. Naturalmente», aggiuge Sorgentone, «non vogliamo con questo sollevare il Comune dalle sue responsabilità, assolverlo per il suo silenzio».
Intanto, in attesa della risposta della Regione e di conoscere il parere del ministero sul progetto proposto dalla Balfour Beatty Italia con casa madre a Londra, il comitato del «no» è pronto a tornare in campo con nuove manifestazioni per fermare il passaggio della filovia sulla strada parco. Ma siamo davvero alle ultime battute di una lunga partita ormai agli sgoccioli tra gli oppositori del filobus e i suoi sostenitori.

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