Bersani: momento difficile, serve fiducia. Pdl: no all’antipolitica
ROMA - Meno elettori alle urne, rispetto al primo turno. Un calo, fotografato dal Viminale alle ore 22, di circa 11 punti. La percentuale si è attestata al 36,2 per cento rispetto al 47,6 per cento del primo turno. Ma per la sfida di Parma, dove il grillino Federico Pizzarotti contende la poltrona di sindaco al candidato del Pd, Vincenzo Bernazzoli, il calo è più contenuto: un meno 5 per cento. «E’ segno che la partita è apertissima e la sinistra ha fatto una grande mobilitazione» commenta Maurizio Lupi, Pdl, già responsabile degli enti locali. Proprio il Pdl è sotto accusa a Parma per aver innescato un tam-tam mediatico allo scopo di far vincere il candidato del movimento 5 Stelle. Accuse tutte respinte, ma che rinfocolano forti polemiche. Comunque, fonti del Pd ritengono che una diminuzione di affluenza, in Italia, non solo a Parma, tra primo e secondo turno, sia fisiologica. Ma se alla chiusura delle urne, oggi pomeriggio alle 15, lo scarto fosse assai sensibile, segnerebbe una forte avanzata del partito dell’astensione.
La somma di eventi che ha fatto presa sull’emozione, l’attentato di Brindisi e la grande paura nel Nord per il terremoto nel Modenese, può aver influito sulla scelta di non recarsi alle urne. Pier Luigi Bersani, segretario Pd, non crede che l’esplosione di Brindisi abbia effetti sul voto. «Certo, sono tutti fatti che non tirano su il morale. Ma siamo un grande Paese che ha superato momenti difficilissimi. Ed abbiamo grandi risorse, ne verremo fuori. Bisogna metterci un po’ di ottimismo, di fiducia», dice. Da Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati Pdl, arriva un appello alla responsabilità. «Senza la responsabilità - dice - -l’eventuale rapporto terrorismo-recessione-antipolitica può provocare conseguenze molto negative sulla tenuta della democrazia. Anche per questo non si può civettare e giocare» con Grillo.
Il crollo è stato assai pesante in quei comuni in cui la sfida è più attesa. A Genova dove Marco Doria, centrosinistra, contende a Enrico Musso (Lista Civica e Terzo Polo), la poltrona di primo cittadino, gli elettori sono diminuiti di quasi il 15 per cento. Ha votato il 26,6% contro il 40,3 per cento al primo turno. Calo record a Palermo dove la sfida è tutta interna al centrosinistra (Leoluca Orlando è contro Fabrizio Ferrandelli). Ha votato il 28,5 per cento contro il 46,8 per cento del primo turno. All’Aquila solo il 39,6 per cento contro il 51 per cento di 15 giorni fa. Unica eccezione, l’Umbria. Ci sono stati più votanti, 50,7 per cento, rispetto al primo turno, 49,7.