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Data: 21/05/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Elezioni amministrative (Montesilvano) - Ballottaggio, al voto solo il 30 per cento. Sfida Di Mattia-Musa. Finora vince l’astensionismo. L’insediamento del sindaco entro pochi giorni

Montesilvano, i seggi rimangono aperti anche oggi dalle 7 alle 15

MONTESILVANO. Poca affluenza ai seggi elettorali. È questo il tratto distintivo della prima giornata utile per scegliere il nuovo sindaco di Montesilvano. Ieri, su 41.220 cittadini chiamati al voto per il ballottaggio tra Attilio Di Mattia, candidato del centrosinistra, e Manola Musa del centrodestra, si sono presentati ai 52 seggi solo 12.767. Una percentuale del 30,97 per cento, contro quella del 46,18 che si è registrata al termine della domenica del primo turno, quando nessuno dei candidati a sindaco ha raggiunto la maggioranza assoluta.
Alle 12 di ieri, la percentuale era appena dell’8,54 per cento, alle 19 era del 23,63 e nelle ultime ore prima della chiusura delle sezioni elettorali, è riuscita a superare di poco il 30 per cento (il 15 per cento in meno della stessa giornata del primo turno).
Con una tale astensione è difficile fare previsioni sul vincitore della sfida. Di Mattia parte dal 41 per cento del primo turno, ed è sostenuto da 7 liste e dalle apparentate Fli e Popolo di Montesilvano, mentre Musa parte dal 26,7 per cento, ed è appoggiata dalle sue 5 liste e dagli apparentati Francesco Maragno, Democrazia e libertà e Api più Lega Nord. Il rischio paventato, dopo un primo turno con più di 13mila residenti che non sono andati a votare e altri 207 che hanno votato scheda bianca, era proprio l’astensionismo, e così è stato. Ma i seggi sono aperti anche oggi, dalle 7 alle 15, tra le polemiche non ancora sopite che hanno investito gli ambiti più svariati: dai confronti televisivi disertati ai manifesti strappati.
Così, a 6 anni dalla bufera giudiziaria del 15 novembre 2006 che ha spazzato via l’amministrazione Margherita-Ds dell’ex sindaco Enzo Cantagallo, Montesilvano sta per eleggere il successore di Pasquale Cordoma, sindaco di centrodestra.
Le sorprese di questa tornata elettorale sono state diverse, prima tra tutte quella legata a Francesco Maragno. Il candidato del Polo dell’Alternativa, al primo turno ha raccolto quasi il 20 per cento dei voti. A fronte di questi dati, potrebbe essere proprio Maragno - eletto consigliere nel 2007 con Forza Italia e passato all’opposizione dopo i primi avvisi di garanzia a Cordoma - l’ago della bilancia del ballottaggio. I suoi più di 4mila voti pesano.
Il sindaco Pasquale Cordoma, scaricato dal Pdl e passato a Grande Sud, ha raccolto al primo turno quasi il 5 per cento dei voti, un po’ meno di Manuel Anelli, il quasi sconosciuto studente di 20 anni candidato del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo che è arrivato al 5 per cento.
I dati delle urne del 6 e 7 maggio, hanno invece decretano l’uscita dal consiglio comunale di Rifondazione comunista che, con Corrado Di Sante, è arrivata appena al 2 per cento: il seggio lasciato da Cristian Odoardi dopo 12 anni di battaglie va ad altri. Ininfluenti, i risultati di Forza Nuova e Lega Nord che non sono arrivati all’1 per cento. Da quest’anno poi, i consiglieri da 30 scendono a 24, ed entrare in aula sarà più dura.
Come è stato nel primo turno però, anche al ballottaggio il vincitore indiscusso a Montesilvano sembra essere il partito dell’astensionismo. Dal 2004 gli abitanti di Montesilvano, città dei palazzi, continuano a salire - sono 41.220 gli aventi diritto al voto - e, allo stesso tempo, gli elettori scendono in picchiata: se nel 2004, quando ha vinto Cantagallo, al voto è andato l’81 per cento degli elettori, nel 2007 questo dato si è ridotto al 75 e, stavolta, al primo turno si è registrato un altro crollo fino al 66. Confermato e peggiorato, finora, al ballottaggio. Tradotto in numeri, significa che ieri 28.453 residenti hanno scelto di non votare. Le cose potrebbero cambiare oggi, ma il tempo stringe.

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